la comicità..la satira... lo sfottò...

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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Ven 06 Nov 2009, 11:40

si fear il film si chiama lenny bruce.
la storia di lenny bruce a metà strada con il documentario.
da lui partono tutti gli altri...lui ha pagato in galera la libertà di satira.
il film racconta un punto di vista sull'uomo che per chi lo ha conosciuto non è fedelissimo.la foto della sua morte per esempio..irrispettosa quanto dubbia.una chiosa da parte della stampa e delle forze di polizia che intendevano denigrarlo fino alla fine.
lui è sopravissuto a loro, la sua lezione anche meglio.
fear ho scoperto bruce da poco anche io.. non è che se ne parli tanto..
c'è un sito di appassionati che sottotitolano gli spettacoli per il piacere di condividere questi maestri e le nuove leve comprese due donne straordinarie:de geneers e silverman.
si può scaricare senza problemi.

http://www.rerosso.it/comedysubs/
quando avete le serate morte fateci un pensierino.
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 06 Nov 2009, 11:47

lepidezza ha scritto:si fear il film si chiama lenny bruce.
la storia di lenny bruce a metà strada con il documentario.
da lui partono tutti gli altri...lui ha pagato in galera la libertà di satira.
il film racconta un punto di vista sull'uomo che per chi lo ha conosciuto non è fedelissimo.la foto della sua morte per esempio..irrispettosa quanto dubbia.una chiosa da parte della stampa e delle forze di polizia che intendevano denigrarlo fino alla fine.
lui è sopravissuto a loro, la sua lezione anche meglio.
fear ho scoperto bruce da poco anche io.. non è che se ne parli tanto..
c'è un sito di appassionati che sottotitolano gli spettacoli per il piacere di condividere questi maestri e le nuove leve comprese due donne straordinarie:de geneers e silverman.
si può scaricare senza problemi.

http://www.rerosso.it/comedysubs/
quando avete le serate morte fateci un pensierino.

eh che froum sarebbe senza lepidezza?!? grazie mille
comunque stavo leggendo qualcosa di lenny bruce e lo trovo davvero molto interessante, soprattutto rapportato all'epoca in cui è vissuto, nell'America in cui è vissuto. Avanti anni luce davvero. La Silverman la conosco e mi piace molto, ma mi chiedo in Italia solo i Guzzanti riuscivano a fare qualcosa del genere? e ora che a loro è stato praticamente proibito il passaggio in televisione nessuno fa qualcosa del genere? che paese....
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Ven 06 Nov 2009, 12:01

eh che froum sarebbe senza lepidezza?!? grazie mille
comunque stavo
leggendo qualcosa di lenny bruce e lo trovo davvero molto interessante,
soprattutto rapportato all'epoca in cui è vissuto, nell'America in cui
è vissuto. Avanti anni luce davvero. La Silverman la conosco e mi piace
molto, ma mi chiedo in Italia solo i Guzzanti riuscivano a fare
qualcosa del genere? e ora che a loro è stato praticamente proibito il
passaggio in televisione nessuno fa qualcosa del genere? che paese....

verissimo fear. i nomi e i punti di vista sull'operato di vip e colletti bianchi, società e tabù non è consentita da noi.
fa riflettere,non conviene.
i guzzanti e luttazzi sono confinati a teatro.
loro che facevano sfraceli di ascolti oltre che di risate.
producono fuori dagli schermi..andateveli a vedere dal vivo.
a casa ripieghi con i fuoriclasse che le altre tv in giro per il mondo mandano in onda..

magra consolazione, ma come per la musica te la devi andare a cercare. la merda che ti lanciano dallo schermo ( colorado zelig striscia)è comicità alla bramieri, sulla suocera e sul costume.
paro paro come per il mercato discotelevisivo.
il resto del mondo va avanti, noi siamo alla clava.

grazie fear , ma credimi senza di me questo forum avrebbe semplicemente un cazzone in meno.
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Sab 07 Nov 2009, 09:04

dopo Il caso morgan reitano, mi è venuto in mente la lezione di Lenny BRUCE:

satira( critica)=tragedia( morte) + tempo

le battute fascistoidi e il vero dileggio delle vittime.le piccole differenze che ci sfuggono.
ridendo o non indignandoci d fronte a una vera mancanza di rispetto stiamo dalla parte dei carnefici.
la differenza con morgan però è gigantesca.

(@mambu + fear)


Sulla satira, ovvero sul nostro grado di civiltà



Di seguito l'articolo di Daniele Luttazzi pubblicato ieri sul Manifesto, una breve "guida per sfuggire alle trappole della risata fascistoide". (nc)

Mentana a Elm Street di Daniele Luttazzi( tratto da
La guerra civile fredda-Feltrinelli-2009)

Tempi duri, tempi dunque assai propizi
per la satira che non c'è. Tempi in cui i manganelli di carta si
abbattono su stampa e televisione per cancellare la critica al potere
dell'imperatore della propaganda. Tempi in cui il dileggio della
vittima è diventato linguaggio corrente. Ecco una guida per sfuggire
alle trappole della risata fascistoide.

La satira è nobile perché il suo bersaglio (il potere e le sue
declinazioni oppressive) merita di essere attaccato. E' questo
principio a rendere disgustoso e fascistoide, invece, il ridicolo a
scopo di tortura (le foto di Abu Grahib); il dileggio verso chi ha
subito un torto (le foto di Veronica Lario a seno nudo pubblicate da
Libero); e lo sfottò continuo contro chi osa opporsi all'illegalità
berlusconiana (gli editoriali di Renato Farina su Panorama prima che
venisse scoperta la sua attività spionistica per conto del Sismi; i
corsivi di Marcenaro sul Foglio; gli attacchi del Giornale; i fondi di
Feltri; lo scherno di Ghedini contro la Bonino ad Annozero).
Il potere usa il ridicolo, il dileggio e lo sfottò per aumentare il
conformismo generale. È una tecnica di oppressione. Nelle sue memorie
(«The sunflower», 1970) Simon Wiesenthal racconta degli ebrei impiccati
dai nazisti nella piazza di Lemberg. «Un buontempone... attaccò a ogni
corpo un pezzo di carta con su scritto 'carne kosher'» dopodiché, per
giorni, i cittadini di Lemberg risero dei prigionieri dei campi di
concentramento che i nazisti portavano a lavorare in città perché
«vedevano in quegli ebrei altra carne kosher a passeggio».
Il dileggio invita la massa a prendere le distanze dalla vittima e a partecipare del divertimento sadico del violento.
Shakespeare attribuisce ai suoi cattivi (Iago, Shylock) questo humor
crudele proprio per definire la loro immoralità: uno stratagemma
narrativo che ritroviamo nel Joker di Batman, nelle gag da incubo di
Freddy Kruger e nella comicità assassina di Hannibal Lecter. Il potere
è sovraumano in quanto disumano. Ti illude che, unendoti a lui,
diventerai predatore: ecco spiegati i sondaggi sulla popolarità del
premier. E tu, non ridi alle sue barzellette?
Un disagio del genere ha finalmente aperto gli occhi a Mentana. Conosco la sensazione. E' come sniffare wasabi.

* * *

DA QUANDO ho aperto sul mio blog una Palestra di satira (www.luttazzi.it)
questa riflessione sul dileggio fascistoide si è approfondita grazie al
contributo di molti. Ogni giorno arrivano in Palestra circa duemila
battute satiriche sull'attualità. Scelgo solo quelle che mi fanno
ridere. Fra quelle scartate, alcune partecipano del clima fascistoide
imperante. Si tratta di battute in cui si deride una vittima: se ne
banalizza la tragedia vera, schierandosi coi carnefici. Esempi:
Venduto il costume originale di Superman. In omaggio una sedia a rotelle e una macchina per respirare.
Tumore seno: una vittima ogni 45'. A rischio i campionati di calcio femminile.
Qualcuno ha obiettato: «E allora la tua battuta sul feto abortito che
sa di pollo crudo»? Come se l'argomento fosse il buon gusto. L'umorismo
è sospensione del sentimento e può arrivare fino al grottesco più
cinico; ma se sei cinico a spese di una vittima e ne prendi in giro la
sofferenza, fai umorismo fascistoide, cioè eserciti una violenza. La
battuta del feto abortito, invece, prende in giro me e l'idea che io,
per esprimere quel giudizio, ne abbia assaggiato uno.
Mattia ha elaborato una variazione non fascistoide della battuta sul tumore al seno:
Sempre più vittime per il tumore al seno. Per ovviare ai tagli sulla
ricerca, sospeso il rimpatrio delle immigrate clandestine. (Mattia
Manica)
Lo stesso accadrebbe (si tratterebbe cioè di satira, non di violenza)
se a fare la battuta sul tumore al seno fosse una donna colpita da
tumore al seno. Mai sottovalutare il valore del contesto: Richard Pryor
può fare tutte le battute che vuole sui «niggers»; le stesse battute in
bocca a Woody Allen diventerebbero razziste.
A questo proposito, va ricordato che la deontologia del comico consiste
nel proporre solo battute che lo facciano ridere. E' proprio il
criterio della «risata del comico» a far sì che egli possa essere
giudicato per quello che è. Se fai battute razziste perchè ti divertono
le battute razziste, sei un razzista.
Il punto non è se una battuta fa ridere o meno. Si ride infatti per il
meccanismo comico e l'abilità consiste nell'imparare la tecnica
migliore per scatenare il riflesso della risata; ma se questa abilità
ti serve a veicolare un'idea razzista, sei un razzista.
Ecco un esempio di comicità nazista trovata da Ska:
http://www.czeta.it/wp-content/uploads/2008/11/annefrank.jpg
Il meccanismo di questa gag, nell'immediato, potrebbe farti ridere (per
riflesso); se però poi ti compiaci della tua risata, e non te ne
vergogni, sei un nazista. E' il riso di scherno su una vittima vera,
non ipotetica, della cui tragedia vera ci si fa beffa.

***

GIORGIO E MATTEO mi scrivono di una scena dei «Griffin» nella quale
Peter mangia patatine in modo molto rumoroso nel rifugio di Anna Frank
mentre soldati nazisti si trovano a portata d´orecchio:
https://www.youtube.com/watch?v=RTBDpyVyET8
Giorgio: «Una battuta anche sacrilega su certi orrori può rendere ovvio
l'orrore che resta reale anche quando il tabù viene infranto. Non è
ragionevole supporre che certe battute rinforzino il senso critico del
pubblico e lo responsabilizzino?»
Quell'esempio dei Griffin calza a pennello. E' proprio il tipo di
banalizzazione della violenza sulla vittima (comicità fascistoide) cui
mi riferivo. Tv e internet la stanno diffondendo nel mondo da diversi
decenni attraverso la spensieratezza apparentemente innocua dei cartoon
Usa, non a caso mentre quel governo si rendeva responsabile di massacri
reali e criminali, stampa propagandistica appresso.
Questo tipo di comicità è insidiosa: funziona infatti per tutta una
serie di motivi sociologici e culturali che ne inducono l'esigenza.
Cresce l'ansia sul tuo futuro, minacce vere incombono, i problemi
sembrano irrisolvibili, e tu senti il bisogno di una fuga nella
deresponsabilizzazione e nella forza muscolare che l'idea fascistoide
può fornirti a buon mercato: «Ti lamenti che non hai più diritti e che
abbiamo ridotto la tua vita uno schifo? Guarda, c'è gente che sta
ancora peggio di te: a loro abbiamo tolto anche lo status di esseri
umani».
Occorre fare attenzione perché la regressione culturale è già oltre il
livello di guardia, specie qua in Italia. Se uno ride di quella gag dei
Griffin, deve porsi una domanda: fino a che punto la mia scala di
valori, in questi anni, senza che neanche me ne accorgessi, si è
corrotta?
«Una battuta anche sacrilega su certi orrori può insomma rendere ovvio
l'orrore che resta reale anche quando il tabù viene infranto», scrive
Giorgio.
No. L'analisi dev'essere meno approssimativa: la violenza sulla vittima
non è un tabù che si può infrangere come niente fosse. Ne va della
democrazia. E della civiltà. Infatti è comicità fascistoide. C'è un
solo caso in cui si verifica quello che Giorgio auspica. Ne parlo in
«Bollito misto con mostarda». E' il caso della «risata verde» dei
cabaret di Berlino degli anni '30. Gli artisti si ribellavano alla
violenza nazista esagerando la provocazione dell'orrore. «Su Hitler non
mi viene in mente nulla» di Karl Kraus è un capolavoro di satira perché
oppone orrore a orrore. E' satira, però, perché Karl Kraus sa come si
fa e perché sappiamo chi è Karl Kraus. La stessa frase detta da Himmler
o da Borghezio sarebbe una boutade nazista. (Valore del contesto e e
della tecnica.)
Nell'intrattenimento passano sempre più spesso contenuti fascistoidi
perché «funzionano» e funzionano per tutta una serie di motivi
bio-politici (là dove la politica si intreccia al biologico e al senso
morale) che rendono appetibile la fuga nel disumano che il fascismo e
il leghismo offrono.
E' un attimo caderci, se non si sta attenti. Paolo ad esempio mi
ricorda il caso recente del comico Michael Richards, il Kramer di
Seinfeld:
https://www.youtube.com/watch?v=amjUNF_R_PY
L'attenzione dev'essere collettiva. E' uno dei sensi della Palestra.
Fino a ieri nessuno si poneva il problema. Da oggi, almeno qualche
migliaio di persone in Italia sanno che il problema c'è. E' un inizio.

***

MATTEO REPLICA: «So distinguere il bene dal male e non faccio dei
Griffin il mio stile di vita, ma una volta a settimana mi piace ridere
disumanamente. Ciò non fa di me un essere disumano. (...) Il contesto,
come dici tu, conta molto: si tratta di un cartone animato. Americano.
Del 2009. La tragedia dell'olocausto è di anni fa e trovo la libertà di
riderne, nei limiti (contesti), una cosa positiva. Mi pare di averlo
sentito da te "Se non trovi niente che ti offenda, non vivi in una
società libera"».
Caro Matteo, una società libera ammette tutte le idee, anche le più
trasgressive, ma non può ammettere l'idea violenta (quella fascista o
nazista o stalinista). L'idea violenta è già stata giudicata dalla
storia. E' un'idea che, quando va al potere, cancella i diritti umani e
la democrazia. La trasgressione culturale dei tabù e dei pregiudizi
(«ciò che ti offende in una società libera») è legittima, ma non puoi
paragonarla a un'idea violenta quale lo scherno della vittima. E' un
equivoco tragico, AGGRAVATO dal fatto di venir banalizzato da un
cartone animato: una superficialità che non solo tu, ma nessuno può
permettersi, soprattuto in tempi reazionari come questi.
***
SCRIVE R.G.: «La scena dei Griffin non è scherno della vittima. Credo
che lo scopo fosse quello di mostrare fino a che punto Peter sia
incapace di trattenersi dal continuare a mangiare patatine, mettendolo
nella situazione in cui l'importanza di fare silenzio è la più grande
che lo sceneggiatore sia riuscito ad immaginare. Quindi l'oggetto della
presa in giro è Peter, non gli ebrei».
No. Lo sceneggiatore usa l'olocausto per far ridere sulla fame di
patatine di un cartoon. E' una banalizzazione nazista. La violenza non
può essere eufemizzata. Anna Frank è una martire realmente esistita
della persecuzione razzista nazista. Quella gag dei Griffin è una
bestemmia. E' una catarsi comica blasfema. Non si può. Se la fai, sei
dalla parte dei nazisti: non c'è modo di usare una vittima
compiacendosene, e uscirne puliti.
Silvius nota: «La gag di Peter poteva essere riproposta in qualsiasi
altra situazione. Si ride di rimando e paradossalmente senza neanche
accorgersi del contesto. Questo è subdolo. Personalmente ho sempre
mostrato parecchie critiche sulla struttura comica dei Griffin,
critiche che sono state qualche tempo fa esposte in due puntate di
South park».
Giusto. Quella gag dei Griffin è blasfema non perchè può venire
fraintesa (come può capitare per altre gags) ma sempre. E' blasfemo che
l'autore non si renda conto che NON SI PUO' usare Anna Frank per un
anticlimax comico. Addirittura in un cartone animato. Dopodiché, il
meccanismo comico funziona e tu ridi. ( La risata è un riflesso: scatta
per il meccanismo, non per il contenuto come tutti credono
ingenuamente. Il contenuto contribuisce alla salienza della battuta, ma
da solo non ti fa ridere. Infatti quando un giornalista fa la parafrasi
di una battuta o descrive una gag, la risata non scatta. ) Ma se subito
dopo aver riso non te ne vergogni, la banalizzazione blasfema ha avuto
il suo effetto. Hai riso da nazista senza sentirtene in colpa.
Un altro esempio fascistoide, sempre dai Griffin, lo ricorda Francesco:
il figlio Stewie sta seviziando in garage un bulletto che gli aveva
rubato la bicicletta. Entra la madre Lois.
Lois: -Che sta succedendo qui?-
Stewie: -Stiamo giocando...alla famiglia...-
Lois: -Ma quel bambino è legato!-
Stewie: -Ehm...è...la famiglia di Roman Polanski.-
Marco suggerisce, per contro, un esempio tratto da «Get Your War On» di David Rees:
http://mnftiu.cc/blog/images/war.002.gif
Questa striscia è satira pura alla Karl Kraus. Risata verde. Non
schernisce le vittime. Oppone all'orrore della violenza l'orrore delle
conseguenze di quella violenza.
Qualunque battuta, su qualunque argomento cui uno è sensibile,
provocherà disapprovazione e non riso. Il caso dello humor cinico o
noir lo dimostra; ma, ripeto, non è questo il punto. Il punto è: se
rido della violenza su una vittima reale; se mi compiaccio dello
scherno su di lei; se la battuta si pone dalla parte del carnefice; la
gag e la risata sono fascistoidi. E lo sono anche quando banalizzano
l'atto del carnefice (scena dei Griffin). Appropriato anche l'esempio
di Mario: il Male, durante il rapimento di Aldo Moro, pubblicò la foto
inviata dalle brigate rosse con sotto la scritta «Scusate, di solito
vesto Marzotto». Sfottò fascistoide.
Duccio allora mi chiede con quali meccanismi si stabilisca da quale
parte una battuta stia. Trae un esempio dal mio «Adenoidi»,
l'intervista di Marzullo a Hitler:
MARZULLO: Mi tolga una curiosità, dottor Hitler, farebbe mai all'amore con una ragazza ebrea malata di AIDS?
HITLER: Solo dopo averla cremata.
Come si stabilisce da che parte sta la battuta? Nello stesso modo con
cui è evidente che la battuta di Kraus è contro il nazismo e non a
favore: quando la battuta si assume il carico del dolore, invece di
banalizzarlo. La satira ha gli strumenti semantici per farlo. E lo fa.
Quello scambio è satira alla Kraus: attacca sia Hitler che Marzullo
opponendo all'orrore del primo l'orrore più grande di quella domanda
orribile, con effetto artistico di grottesco. (Sul grottesco, rimando a
«Lepidezze postribolari», pagg. 330-333)

***

IL VALORE DEL CONTESTO. Entuan fa un altro esempio: nei giorni in cui
Arafat lottava tra la vita e la morte, Letterman disse la battuta
seguente: «Notizie dal mondo: Yasser Arafat aggrappato alla morte».
Questa è satira o ha connotati fascistoidi?
Quella battuta di Letterman rivela il valore del contesto, in questo
caso ideologico. Per chi considera Arafat uno che lottava per la
liberazione della Palestina (buona parte dell'Europa e il mondo arabo),
la battuta si pone dalla parte dello scherno ed è fascistoide. Per chi
considera Arafat un terrorista (Letterman, Bush) la battuta attacca un
bersaglio meritevole. Una battuta satirica rivela il tuo mondo di
valori e ti giudica di fronte alla storia. Quella fotogag su Anna Frank
è legittima, per un nazista. Quando si fa satira, l'ideologico è un
contesto fondamentale.
Altro esempio di contesto: quello temporale. Angelo propone questo
esempio, relativo a una notizia vera: «USA. Aereo si schianta su
cimitero: 100.000 morti». Questa battuta, inopportuna se detta nei
giorni della tragedia, a distanza di tempo diventa generica e si
decanta in humor nero. Per questo motivo Lenny Bruce diceva: «La
comicità è uguale a tragedia + tempo».
La regola di Bruce andrebbe integrata con la variabile «spazio», che è
analoga a quella «tempo». Comicità = tragedia + spazio/tempo. A Tabloid
feci una battuta su un disastro aereo alle isole Comore appena 4 giorni
dopo il fatto. Il riferimento «isole Comore» lo spostava molto più in
là nello «spazio/tempo», rendendola accettabile.
Faiv chiede perciò spiegazioni: «La comicità è uguale a tragedia +
tempo. Allora un semplice lasso di tempo distingue humor nero da
battuta fascistoide?».
No. «Tragedia + tempo» riguarda i temi nella loro genericità. Oggi, per
esempio, puoi far ridere sul nazismo in senso generico o sulla tragedia
dell'11 settembre. Quando però il comico americano Gilbert Gottfried
fece in tv una battuta sull'11 settembre UNA SETTIMANA DOPO il fatto,
la reazione del pubblico fu giustamente di angoscia e disgusto.
Qualcuno fra i presenti urlò: «Troppo presto!»
Capitò anche a Lenny Bruce quando, subito dopo l'assassinio di Kennedy,
in un nightclub di New York commentò il fatto con la battuta «Vaughn
Meader è fottuto!» Meader era un comico che aveva riscosso grande
successo con l'imitazione di John Kennedy. Bruce trasgredì alla regola
«tragedia+tempo»: una regola relativa, non assoluta, che dipende dalla
sensibilità del comico e del pubblico. Adesso, dopo tanto tempo, quella
battuta non si capisce neppure, se non spieghi chi era Vaughn Meader.
E' passato troppo tempo. Fra il troppo presto e il troppo tardi si
situa la sensibilità dell'artista satirico. Con vari effetti di risata
verde come corollario.
Su riferimenti generici al nazismo, Mel Brooks è riuscito a farci su un
musical! (30 anni dopo la fine del nazismo = tragedia + tempo.) Perché
non ha messo in scena Anna Frank? Perché diventava un dileggio della
vittima: la regola «tragedia+ tempo» non vale MAI quando si
strumentalizza una vittima REALE (Anna Frank). Qui non c'è tempo o
contesto o variabile interpretativa che tengano: resterà SEMPRE una gag
fascistoide. L'errore è trattare come «elemento del repertorio
culturale» (cui si applica la regola di Bruce) una tragedia personale
specifica (cui non si applica la regola di Bruce). In quella gag dei
Griffin, la presa di distanza dal carnefice non c'è. L'autore ha preso
l'episodio vero della vita di Anna Frank e lo ha usato come anticlimax.
Roba da matti.
Va notato come, dopo l'oscar al film di Benigni, la comunità
intellettuale ebraica di New York abbia deplorato la catarsi bizzarra
di quel film e la strumentalizzazione dell'olocausto, usato solo come
sfondo drammatico per la narrazione. Strumentalizzazione che invece è
del tutto assente in un film sull'olocausto dai toni comici perfetti e
struggenti, «Train de vie». Dopo la guerra, non a caso, Chaplin
dichiarò che se avesse saputo dei campi di concentramento, non avrebbe
girato Il grande dittatore. (Questo argomento fa crollare il castello
sulla comicità edificato da Zizek di recente.) La tragedia non puoi
affrontarla col comico, ma solo col grottesco.

***

LETTO QUESTO post, finalmente qualcuno (Lory86) apprezza la vera
differenza fra quella mia battuta su Ferrara nella vasca da bagno
(satira grottesca) e il monologo di Bill Hicks (Limbaugh nella vasca da
bagno) cui si riferiva. Hicks schernisce Limbaugh usando in senso
negativo l'epiteto «gay». La sua è una gag fascistoide.
Molte battute di Hicks lo sono: lasciandosi trasportare dal gusto per
la provocazione, non sempre Hicks riesce a giustificare in modo
satirico le enormità. Il risultato è che spesso cerca di far ridere a
spese delle vittime. Altro esempio di Hicks, il pezzo sui due ragazzi
morti suicidi perché fan di un gruppo metal. (Prima di tutto,
riflettete un attimo, sono morti due fan dei XXX - non ricordo il nome
della band - ... due benzinai di meno. Sicuramente non abbiamo perso la
cura per il cancro). Qui Hicks si compiace della morte di due ragazzi.
E' fascistoide. Sarebbe lo stesso se uno scrivesse questa battuta: «Il
comico Bill Hicks è morto. Un comico in meno. Be', non è che abbiamo
perso la cura per il cancro».
Altri scoprono l'acqua calda e mi fanno gli esempi delle battute
finto-razziste di Sarah Silverman e Andy Kaufman. Il loro procedimento
ironico, però, è evidente: non si schierano coi razzisti. Rilancio
allora con un caso molto più ambiguo (scivoloni frequenti): quello di
Borat (Sacha Baron Cohen). Cohen vorrebbe servirsi dello stesso
stratagemma di Kaufman (incarnare la stupidità razzista, ironia), ma lo
fa in candid camera con persone reali, che se lo meritino (razzisti) o
no (femministe). Infatti Borat, negli Usa, è stato adorato dal pubblico
di destra. Pericolosissima eterogenesi dei fini! Che non dipende dalla
variabilità delle interpretazioni possibili, ma da una defaillance
nella tecnica satirica. Le polemiche sul nuovo film, «Bruno», non mi
hanno sorpreso.

***

IN MOLTI mi hanno chiesto se, in Rai, quella a Vauro fu censura giusta,
visto che era passato poco tempo dalla tragedia abruzzese. Non facciamo
confusione: il bersaglio della vignetta di Vauro non erano le vittime,
ma il governo Berlusconi. Era satira. La propaganda berlusconiana
allora ha montato ad arte il caso, strumentalizzando contro Vauro il
dolore della tragedia per tappargli la bocca. L'operazione squallida è
la loro.
Altri desiderano che spieghi il mio racconto su Moro. Si tratta di
satira grottesca che non si schiera coi carnefici, ma con la vittima. E
non evoca la risata spensierata, ma la riflessione amara. Il grottesco
(«risata verde») è l'unico genere artistico in grado di esprimere il
dolore per una tragedia. Occorre competenza anche da parte del pubblico
(e dei critici). Il gusto comico uno deve educarlo.
Altri, infine, citano la mia frase «La satira informa deforma e fa quel
cazzo che le pare» intendendola come un lasciapassare per ogni
nefandezza. Al contrario, quella frase indica una assunzione di
responsabilità: la tua satira è, innanzitutto, un giudizio su di te.

(da il manifesto, 03.09.2009)
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da mambu il Sab 07 Nov 2009, 11:05

Molto interessante, Lepi... è un problema che rimugino da un po', soprattutto da quando ho notato che dall'america ci vengono prodotti si fregiano della patente di libertario e trasgressivo riproponendo vecchi stereotipi. E' solo l'ossessione del politically correct che legittima queti pseudo eroi della libertà di parola?
Tendo a vederci in realtà la liberazione di sentimenti diffusi mai estinti, mai elaborati

E in Italia ha trovato subito fervidi imitatori, soprattutto nel mondo giornalistico. E da noi il PC non ha mai preso piede, se non per minuzie nomenclatorie (handycappato> disabile > diversamente abile; spazzino > netturbino > operatore ecologico; et sim.)

Siamo il paese dove se in una compagna viene fuori che uno è ebreo c'è subito chi si sente in dovere di raccontare una barzelletta sui forni; e se l'ebreo non ride subisce una garbata ma feroce disapprovazione collettiva.

Però, lo ammetto, sono cose complesse e non ho le idee chiare
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Sab 07 Nov 2009, 12:17

decismente interessante
certo che il confine è davvero sottile....nei griffin anche io molte volte ho trovato passaggi strani, cosa che invece ad esempio non ho mai trovato nei simpson che al contrario secondo me riescono davvero a fare una satira brillante.
certo è che a volte il lavoro del comico ( quello serio non dei vari zelig e striscia) viene sottvalutato. E' un lavoro estemamente complicato, c'è dietro un meccanismo che bisogna sapere usare altrimenti si rischia davvero di finire nel paradosso e nel ridicolo.
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Sab 07 Nov 2009, 15:27

il proprio punto di vista sul mondo è il termometro dell'essere umano.
devi avere una opinione su tutto.
o se non altro interrogarti su tutto.
le tue opinioni devono essere supportate da un ragionamento e basarsi su più ipotesi confermate da un certo numero di verifiche.
Lavoro difficilissimo perchè presuppone un continuo mettere in discussione se stessi e le proprie convinzioni, i propri punti fermi.
che poi sono quelli che permettono di sentirci stabili in un mondo che cambia in maniera frenetica.

quando penso ai cosidetti valori.io penso al rispetto.
non me ne vengono in mente altri.
ma ilcosidetto" rispetto per gli altri "spesso annulla la possibilità di essere critici e la libertà di esprimerlo.perchè lo si fa coincidere con l'impossibilità di critica rivolto ad alcune categorie o argomenti, alcuni, non tutte poi ,a seconda delle mode ,si superano senza alcuna profonda riflessione.
questo succede ad esempio quando si fraintendono le vittime dai carnefici.
l'esempio dei giornalisti di mambu è calzante a questo proposito.


se penso alla satira non vedo che un modo di esprimere un punto di vista sul mondo in maniera divertente e accativante.
punto.
è il punto di vista di un uomo/ donna sul mondo. sulla società.
non sulla suocera o sui luoghi comuni.
Tutti quanti in realtà ci scontriamo ogni giorno con punti di vista differenti ai nostri e valutiamo quanto siano interessanti, argomentati, quanto collimano con i nostri.Altre volte li ignoriamo, per l'incapacità dell'interlocutore di renderli interessanti e piacevoli o semplicemente comrprensibili.
Anche io che adoro Hicks non avevo riflettuto sulle sue battute fascistoidi.
mentre comprendo la differenza dell'autoironia rispetto alla derisione di una vittima.
che poi fa la differenza tra silverman e mel brooks rispetto alle battute sugli ebrei fatte dai non ebrei.
la soglia del rispetto quindi non è l'intoccabilità di alcune categorie( i morti sono tutti bravi)ma il ragionamento che nasconde.

questo vale a prescindere dal fatto che si faccia satira di professione o meno.
questo lungo intervento di Luttazzi apre un vaso di pandora.
la risata che rivela una battuta è legata al meccanismo , ma nasconde sempre un punto di vista.
il rispetto è legato alla prospettiva che per esempio una battuta svela.
se se la prende con la vittima è un punto di vista fascista.
se se la prende con il carnefice è condivisibile.
se poi rimanda ad una tragedia è grottesca, ma rimanda alla riflessione.
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Sab 07 Nov 2009, 19:24



in effetti forse c'è qualche battuta " fascistoide" però è bravo....
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Sab 07 Nov 2009, 20:06

altrochè se lo è.
il monologo con il passaggio sui fans suicidi dei judas priest era un capolavoro e non era questo.
partiva dalla denuncia dell'ipocrita lotta alle droghe "non tassate" fino alla musica e la pubblicità.
il ragionamento serve a hicks per difendere l'innocenza dei messaggeri( i musicisti)rispetto all'elaborazione che ne fanno i media e/o il pubblico.
la strumentalizzazione da parte di amministrazioni e quant'altro ,come nel caso di questa tragedia per giustificare la limitazione della libertà di espressione artistica.
dirà hicks : c'è l'ossesione di un nemico da individuare e combattere; la musica, il sesso,le droghe...
nella foga di difendere la band( ma la musica tutta)dalla caccia alle streghe finisce per cadere però nella derisione inutile e condannabile delle due vittime.
Si ride per il meccanismo della battuta, ma non si dovrebbe condividere l'accanimento sulle vittime della tragedia che sebbene non sia il fulcro del ragionamento del comico, è la parte più debole e l'anello che stride terribilmente con la correttezza della riflessione.
ora lo cerco e lo metto.
merita!
ps:il film di bruce si chiama LENNY,scusa!
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Sab 07 Nov 2009, 20:08

lepidezza ha scritto:altrochè se lo è.
il monologo con il passaggio sui fans suicidi dei judas priest era un capolavoro e non era questo.
partiva dalla denuncia dell'ipocrita lotta alle droghe "non tassate" fino alla musica e la pubblicità.
il ragionamento serve a hicks per difendere l'innocenza dei messaggeri( i musicisti)rispetto all'elaborazione che ne fanno i media e/o il pubblico.
la strumentalizzazione da parte di amministrazioni e quant'altro ,come nel caso di questa tragedia per giustificare la limitazione della libertà di espressione artistica.
dirà hicks : c'è l'ossesione di un nemico da individuare e combattere; la musica, il sesso,le droghe...
nella foga di difendere la band( ma la musica tutta)dalla caccia alle streghe finisce per cadere però nella derisione inutile e condannabile delle due vittime.
Si ride per il meccanismo della battuta, ma non si dovrebbe condividere l'accanimento sulle vittime della tragedia che sebbene non sia il fulcro del ragionamento del comico, è la parte più debole e l'anello che stride terribilmente con la correttezza della riflessione.
ora lo cerco e lo metto.
merita!
ps:il film di bruce si chiama LENNY,scusa!

ti do perfettamente ragione sulla derisione delle due vittime. In ogni caso per il film avevo visto che si chiamava lenny su youtube. Non ti preoccupare lepi. Sei sempre informatissimo!!!
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Sab 07 Nov 2009, 20:45

qui
a partire dal minuto 3.47
fumatori, droghe..

gli effetti positivi delle droghe" non tassate"


infine lotta alla musica e al sesso. la parte più forte che anticipa la deriva delle
la pubblicità e le campagne di tom ford per esempio!

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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Dom 08 Nov 2009, 14:30


forse già ne avevamo parlato ma ripropongo...nella traccia finale di aenema i tool omaggiano bill hicks!!!
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 11:39

si te lo ricordi?
il terzo occhio! anche nel libretto del cd c'è l'omaggio in una illustrazione con il ritratto di hicks.
i tool infatti chisero a hicks di aprire i loro concerti e ne omaggiano e ne diffondono"il verbo"perchè lo condividono.
"Watching television is like taking black spray paint to your third eye. "
quanto alla deriva pubblicitaria? denunciata nel secondo spezzone dello spettacolo?
quando cita la pubblicità che immagina di lì a poco per la cocca cola?
due anni fa mi è tornata in mente vedendo una campagna pubblicitaria di tom ford..
questa:
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Lun 09 Nov 2009, 11:53

lepidezza ha scritto:si te lo ricordi?
il terzo occhio! anche nel libretto del cd c'è l'omaggio in una illustrazione con il ritratto di hicks.
i tool infatti chisero a hicks di aprire i loro concerti e ne omaggiano e ne diffondono"il verbo"perchè lo condividono.
"Watching television is like taking black spray paint to your third eye. "
quanto alla deriva pubblicitaria? denunciata nel secondo spezzone dello spettacolo?
quando cita la pubblicità che immagina di lì a poco per la cocca cola?
due anni fa mi è tornata in mente vedendo una campagna pubblicitaria di tom ford..
questa:

...calza a pennello!!!!
comunque sulle droghe e sulla pubblicità sono pienamente daccordo ed in questo secondo me riesce a pieno nell'intento di informare facendo anche ridere. Perchè infondo le cose che dice sono maledettamente vere.
Lepi ti posso fare una domanda ? ma questa è solo una passione o è di più? perchè sei davvero informatissimo!!! e poi sai il tuo nick.....
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 12:04

macchè...fear..sono alla schiuma credimi.
c'è un mondo sull'argomento che ignoro, gli esperti sono altri,..gli informati e i veri appassionati.
è inziato tutto per caso. ho visto un post sulla crimen sollicitationis anni fa( prima che venisse fuori in tv)un post sul blog di Luttazzi che conoscevo ma non più di qualche puntata di barracuda e satyricon( compresa quella storica con il debutto di travaglio)
quel post a distanza di anni, mi ha avvicinato a lui..e così alla prima occasione di andarlo a vedere dal vivo a teatro..l'ho fatto. entusiasmo confermato.quindi ho iniziato a leggiucchiare di satira( flaiano aristotele..i riferimenti che lui fa..continuamente anche riprendendo i grandi maestri, carlin, hicks,bruce etc)così scoprì anche loro e quelli che sono ancora in vita oggi..
sulle droghe sono d'accordo ecome con hicks, quelle non tassate fanno più danni..
come il pezzo su ciò che provoca pensieri sessuali!
insinua il dubbio o la riflessione sui punti fermi che ciascuno ha.. stravero!
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Lun 09 Nov 2009, 12:13

lepidezza ha scritto:macchè...fear..sono alla schiuma credimi.
c'è un mondo sull'argomento che ignoro, gli esperti sono altri,..gli informati e i veri appassionati.
è inziato tutto per caso. ho visto un post sulla crimen sollicitationis anni fa( prima che venisse fuori in tv)un post sul blog di Luttazzi che conoscevo ma non più di qualche puntata di barracuda e satyricon( compresa quella storica con il debutto di travaglio)
quel post a distanza di anni, mi ha avvicinato a lui..e così alla prima occasione di andarlo a vedere dal vivo a teatro..l'ho fatto. entusiasmo confermato.quindi ho iniziato a leggiucchiare di satira( flaiano aristotele..i riferimenti che lui fa..continuamente anche riprendendo i grandi maestri, carlin, hicks,bruce etc)così scoprì anche loro e quelli che sono ancora in vita oggi..
sulle droghe sono d'accordo ecome con hicks, quelle non tassate fanno più danni..
come il pezzo su ciò che provoca pensieri sessuali!
insinua il dubbio o la riflessione sui punti fermi che ciascuno ha.. stravero!

anhce io voglio vederlo dal vivoooooooo!!! ma qui vengono solo i soliti noti porcapupazza!!!!!
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 12:17

cosa provoca pensieri sessuali fear?
having a dick! ( bill hicks)
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Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 12:18

fear il monologo di quest'anno si chiama
va dove ti porta il clito!
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da fear-of-the-dark il Lun 09 Nov 2009, 12:23

lepidezza ha scritto:fear il monologo di quest'anno si chiama
va dove ti porta il clito!


speriamo passi da queste parti!
pensavo che l'aria del forum di queste ultime ore non ti avesse contagiato e invece.....
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Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 15:50

questo forum mi piace proprio perchè c'è una sana oscillazione tra il serio e il faceto..
a partire dagli admin..
alle volte leggo e mi rotolo e basta dalle risate. altre prendo appunti..l'anno scorso ho imparato più da questo forum che in anni di discuccioni con pseudoappassionati..
ci sono competenze diverse qui dentro.
e tanta voglia di sdrammatizzare.
anzi io spesso sono una palla tanto e mi contengo ..
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Messaggio Da fear-of-the-dark il Lun 09 Nov 2009, 16:02

lepidezza ha scritto:questo forum mi piace proprio perchè c'è una sana oscillazione tra il serio e il faceto..
a partire dagli admin..
alle volte leggo e mi rotolo e basta dalle risate. altre prendo appunti..l'anno scorso ho imparato più da questo forum che in anni di discuccioni con pseudoappassionati..
ci sono competenze diverse qui dentro.
e tanta voglia di sdrammatizzare.
anzi io spesso sono una palla tanto e mi contengo ..

pure a me.....
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Messaggio Da bellaprincipessa il Lun 09 Nov 2009, 16:14

fear-of-the-dark ha scritto:
lepidezza ha scritto:questo forum mi piace proprio perchè c'è una sana oscillazione tra il serio e il faceto..
a partire dagli admin..
alle volte leggo e mi rotolo e basta dalle risate. altre prendo appunti..l'anno scorso ho imparato più da questo forum che in anni di discuccioni con pseudoappassionati..
ci sono competenze diverse qui dentro.
e tanta voglia di sdrammatizzare.
anzi io spesso sono una palla tanto e mi contengo ..

pure a me.....
credo che sia il motivo per cui ci siamo tutti, vecchi e nuovi, tanto "affezionati" a questo forum.
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 19:34


jeff dunham ventriloquo formidabile. ma mi domando quanto ci sia di fascistoide o razzista nel suo monologo la riflessione sulle implicazioni di una battuta ancora non me l'ero posta..
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Messaggio Da miaorizio il Lun 09 Nov 2009, 19:56

lepidezza ha scritto:
jeff dunham ventriloquo formidabile. ma mi domando quanto ci sia di fascistoide o razzista nel suo monologo la riflessione sulle implicazioni di una battuta ancora non me l'ero posta..

... mi sono visto la prima puntata dello show, come sai segnalo nel topic telefilm tutte le prime puntate dei nuovi spettacoli (e non lo ritengo valido di seguito) in questo ci sono molti pupazzi che si susseguono, quello di achmed non mi è sembrato il migliore, del resto anche gli altri non sono eccezionali. A me piace il politically incorrect, ma lo show in generale non mi è piaciuto per mancanza di reale mordente. Mi sono addormentato proprio durante il pezzo di Achmed, e per me che seguo avidamente qualsiasi cosa è segnale di noia mortale.
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Re: la comicità..la satira... lo sfottò...

Messaggio Da lepidezza il Lun 09 Nov 2009, 19:57

meglio walter?forse?
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