diritti e lavoro - il ritorno agli inizi del '900 è possibile?

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Messaggio Da Violatrix il Ven 03 Feb 2012, 12:07

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_febbraio_3/lavoro-dodici-ore-sotto-zero-protesta-1903122318682.shtml

Al lavoro 12 ore sottozero. Protestano diciannove operai di una cooperativa: licenziati

Termometro fino a -25°C nella ditta di surgelati in cui erano impiegati a Mantova. I sindacati: liberismo selvaggio

MANTOVA - Turni che duravano anche 12 ore di lavoro, dentro e fuori celle frigorifere dove la temperatura è di 20 gradi sottozero. E il giorno che hanno provato a lamentarsi, il loro appello è stato subito accolto: tutti licenziati. A Mantova ci sono 19 lavoratori che sarebbero ben felici di godersi la monotonia del posto fisso evocata dal premier Monti; purtroppo fanno parte di quell'Italia che tira a campare con rapporti di precariato - prestano servizio nella fattispecie per una cooperativa di lavoro - e per i quali i diritti sono un lusso. La loro storia era già approdata all'attenzione dell'opinione pubblica qualche giorno fa, quando il gruppo di operai, assegnati a una ditta che commercia cibi surgelati, aveva denunciato irregolarità nella busta paga. Tralasciando le facili ironie visto che parliamo di persone costrette a starsene intere giornate al gelo, era la classica punta dell'iceberg: una serie di esposti presentati a Ispettorato del lavoro, Inps e anche alla Procura della Repubblica, stanno facendo emergere adesso uno spaccato del lavoro in Italia, lontano anni luce dai «privilegi» dell'articolo 18 e dalla busta paga assicurata il 27 del mese.

La cooperativa in questione è la BBS con sede a Bresso (Milano) assegnataria di un appalto da parte della Primafrost di Mantova. La società milanese, dice l'esposto presentato all'Ispettorato del lavoro, «costringe i lavoratori sotto la minaccia del licenziamento a velocizzare il lavoro in spregio a ogni norma sulla sicurezza... e impone ai propri soci lavoratori turni di 12 ore giornaliere con temperatura di 25 gradi sottozero e con dispositivi di protezione logorati o deteriorati». Le parole sono accompagnate anche da significative fotografie che mostrano alcuni dei magazzinieri arrampicati senza protezioni tra i bancali o con le scarpe da lavoro rotte e riparate alla meno peggio. La denuncia è stata presentata dalla Cisl, alla quale i 19 lavoratori si sono rivolti vincendo paure e ritrosia. In più gli stessi lavoratori avevano denunciato alla Guardia di Finanza che solo una parte del loro compenso (circa 900 euro mensili, pari a circa 130 ore di lavoro) compariva regolarmente in busta paga; il resto veniva mascherato da altre voci o pagato in nero, costituendo di fatto un'evasione delle tasse.

«I lavoratori si sono coraggiosamente prestati a denunciare questi fatti - racconta Emmanuele Monti, il funzionario Cisl che segue la vicenda - consapevoli che sarebbero andati incontro a dei rischi». Detto fatto, dopo che era stato chiesto l'intervento delle autorità di controllo, coloro che avevano aderito all'iniziativa sindacale sono stati messi alla porta dalla BBS; la cooperativa si è rifiutata fino a oggi di intavolare qualunque trattativa, benché sollecitata anche da enti locali mantovani. Tira le somme della vicenda Aldo Menini, segretario della Cisl di Mantova: «La storia di queste persone la dice lunga su quanto oggi sia schizofrenico il mondo del lavoro. Va bene la flessibilità, ma questo episodio dimostra che siamo in certo frangenti di fronte a forme di liberismo selvaggio. L'introduzione di qualche norma in più non guasterebbe affatto».

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Messaggio Da fear-of-the-dark il Ven 03 Feb 2012, 12:21

Bea come ti quoto.

vorrei aggiungere una cosina sul fatto del voto di laurea. Io in linea di massima sarei pure d'accordo, a patto che non vi siano differenze tra atenei di provenienza. Cosa, quest'ultima, che vorrebbe dire che chi è ricco si potrebbe permettere la Bocconi e la luiss e chi è povero come al solito si farebbe in culo o sarebbe praticamente costretto ad abbandonare l'idea degli studi universitari per fare i tanto caldeggiati da Martone "studi professionali". Nulla in contrario, perchè credo che ogni lavoro abbia la sua dignità, anzi credo che oggi saper fare l'idaulico o l'elettricista sia più gratificante che essere laureati in managment delle imprese inernazionali e non saper neanche compilare una fattura. sudo freddo Il problema è alla base. Questi discorsi si potrebbero fare in un paese con un sistema scolastico in grado di aiutarti a trovare la tua strada, che abbia un minimo di contatto con la realtà, con il mondo del lavoro, con il contesto economica e sociale. Naturalmente questo non è il caso dell' Italia. Tra il mondo scolastico/universitario e quello del lavoro c'è un distacco abissale. Inoltre tu non puoi basare un intero sistema di istruzione sul voto e poi dire che il voto non conta una beneamata fava. Non avrebbe alcuna logica.
Per quanto riguarda la storia degli "sfigati", beh cosa dire una cazzata di proporzioni bibliche. Per un unico motivo: il diritto allo studio è garantito dalla Costituzione e ci si potrebberomettere anche 30 anni a finire gli studi, il problema non si dovrebbe proprio porre. Inoltre le Università non ti regalano i tuoi anni di studi (come forse avranno fatto con il nostro caro Martone), ma anzi tra tasse, libri, si spendono dei bei soldi. Senza contare le duemila riforme fatte in 15 anni che hanno visto lauree di5 anni passare a 3 anni senza che venissero rivistii programmi. Lauree triennali ( come la mia) di 36 esami che dopo due anni sono diventate a 18 esami.
Io non chiedo molto, ma solo che per una cazzo di volta certe poltrone venissero assegnate a chi ha una qualche cognizione di causa e che non spari giudizi alla cazzo, ponendosi al di sopra della plebe "stupida", "sfigata" e "annoiata".
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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Ven 03 Feb 2012, 12:55

Violatrix ha scritto:Consiglio di leggere l'articolo di questa decerebrata. Dove? Su Il Fatto Quotidiano. Ma ci rendiamo conto????

Poi leggere i commenti, molto più sensati dell'articolo scritto da questa immane deficiente.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/posto-fisso-monti-ragione/188472/

Beh la deficiente "ha ragione", io sono una "sfigata" e "annoiata" fino alla morte. Sono senza lavoro, con tanto di esperienza lavorativa e un CV degno di nota.
Lei intanto vive a Londra, con il marito ricco, e scrive sul Vanity Fair. chissà

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Messaggio Da nonhol'età il Ven 03 Feb 2012, 13:15

Sono contenta che sia stato ripreso questo topic, perchè quando l'ho aperto arrivavo da una serata in cui mi erano state spiegate le condizioni di lavoro in una regione "padana" fiore all'occhiello della Lega.
Ecco, alcune di queste persone sono in partenza per l'Australia che sembra stia diventando l'Eldorado per gente che lavora soprattutto nel campo dell'informatica.
Nel frattempo la scorsa settimana, in attesa dal mio medico, osservavo una bimba vivacissima con i suoi giovani genitori e mi sono venute le lacrime agli occhi constatando quanto oggi sia visibile, sbattuta proprio in faccia, la povertà. N on c'è più bisogno di andare nelle stazioni la notte o alla Caritas a mezzogiorno, basta la sala d'attesa di un medico.

Concordo con Killer che la bacchetta magica non ce l'ha nessuno, però Monti dovrebbe essere più prudente quando esprime giudizi, molte volte fare il 'professore' tiene lontano dalla realtà.

Una cosa che non capisco: perchè le regole che si vogliono imporre ai lavoratori del privato non devono valere per quelli del pubblico?

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Messaggio Da Cuore di Tenebra il Ven 03 Feb 2012, 13:24

Perché? La scoprite adesso Caterina "meglio un innocente in galera che un possibile colpevole libero" Soffici? Quella che ha scritto per dieci anni sul Giornale e si bulla di avere avuto come maestro Littorio Feltri, come peraltro un'altra mezza dozzina di articolisti del Fatto?
Sul tema: qui il problema non è a chi dare la colpa di ciò che è successo prima, è valutare come si sta muovendo chi è stato chiamato a gestire il dopo. E il giiudizio, al momento, si riassume in una parola: devastazione. La politica del lavoro: forse non tutti lo ricordano , ma 'sto film lo abbiamo già visto ai tempi del pacchetto Treu, quando i contratti atipici venivano presentati come la nuova frontiera della libertà professionale da cui avrebbero tutti guadagnato un sacco di soldi. Il risultato, oggi, è che siamo alla seconda generazione di precari con le pezze al culo, destinati a una sicura vecchiaia in coda alle mense della Caritas.
Forse sarebbe ora di svegliarsi. Come si fa a pensare, in nome di dio, che la strada per garantire più diritti a tutti sia di levarli anche a quelli che li hanno? Come si fa ad invitare alla competizione in un paese in cui il tavolo è truccato e il banco lo tengono i più bari di tutti? COME CAZZO SI FA, PERLAMADONNA, a non incazzarsi quando fanno strage del futuro del tuo paese?
Invece no. Come al solito in questo paese, i morti di fame applaudono chi li affama, o vanno appresso al cazzaro di turno. E chi invece ha il culo un pò più coperto - perché prima di lui c'è chi ha lottato per rendere questo cazzo di mondo un posto un pò meno schifoso - invece si incazza. Perchè magari gli piacerebbe continuare a vivere in una nazione in cui chi è più debole non viene triturato, sputato e sobriamente accompagnato al bidone della spazzatura sociale.
Beh, sapete che c'è? A 'sto giro, fate un pò come cazzo vi pare. Già dato.
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Messaggio Da lepidezza il Lun 06 Feb 2012, 13:08

Per la serie internet e social network servono giusto per monitorarci e tra guerre preventive e diritti che non devono essere considerati tabù il mantra che dobbiamo sedimentare è il fine giustifica i mezzi sempre.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/una-bomba-sui-cittadini-della-rete/2137275
Facebook: il ministero degli Interni ha ottenuto le chiavi per entrare nei profili
Senza dirlo a nessuno il ministero degli Interni italiano ha ottenuto dai vertici di Facebook le chiavi per entrare nei profili degli utenti anche senza mandato della magistratura.
Nel nostro Paese abbiamo assistito negli ultimi anni a un'escalation di norme e di proposte di legge per rendere l'accesso a Internet sempre più difficile, controllato, burocratizzato.

Proprio in questi giorni, ad esempio, l'Agcom sta valutando come rendere operativa l'odiosa normativa sui video on line scritta da Paolo Romani, con probabile pesante tassazione per chiunque abbia un sito su cui voglia caricare del materiale che «faccia concorrenza alla tv».

Contemporaneamente sui giornali della destra si è scatenata la consueta 'caccia all'internauta' che avviene dopo ogni gesto di violenza politica, in questo caso l'aggressione romana a Daniele Capezzone: nel dicembre scorso era stato il gesto di Massimo Tartaglia a Milano a far delirare i vari Schifani e Carlucci in proposito, ottenendo l'effetto immediato di far prorogare per un altro anno le norme medievali e tutte italiane sul Wi-Fi (a proposito: l'altro giorno Maroni ha promesso di "superare" il decreto Pisanu, e tuttavia il rischio è che si vada verso la sostituzione dell'identificazione cartacea con quella via sms, insomma anni luce lontani dalla navigazione libera).

Ma quello che denuncia Giorgio Florian nel suo articolo è molto più grave, forse il più pesante attentato mai realizzato in Italia contro i diritti dei "netizen", i cittadini della Rete.

Il patto con cui la Polizia Postale italiana si è fatta concedere da Facebook il diritto di entrare arbitrariamente nei profili degli oltre 15 milioni italiani iscritti a Facebook, senza un mandato della magistratura e senza avvertire l'internauta che si sta spiando in casa sua, è di fatto un controllo digitale di tipo cinese che viola i più elementari diritti dei cittadini che dialogano utilizzando il social network: insomma, stiamo parlando di una vera e propria perquisizione, espletata con la violenza digitale del più forte.

Aspettiamo quindi urgenti chiarimenti dalla Polizia Postale e dal ministero degli Interni, da cui dipende. E non basta certamente una smentita rituale, perché le notizie pubblicate nell'articolo di Florian provengono da fonti certe e affidabili.

Da un punto di vista politico, inoltre, la cosa è davvero grottesca: mentre la maggioranza di governo si impegna da mesi per rendere più difficili le intercettazioni telefoniche richieste dai magistrati, contemporaneamente il ministero degli Interni si arroga il diritto di intercettare i nostri contenuti e i nostri dialoghi su Facebook senza alcun mandato della magistratura. Viene il sospetto che questa differenza di trattamento sia dovuta al fatto che i politici, i potenti e i mafiosi non comunicano tra loro sui social network, e quindi il loro diritto alla privacy venga considerato molto più intoccabile rispetto a quello dei normali cittadini che invece abitano la Rete.

Allo stesso modo, aspettiamo chiarimenti urgenti sul secondo socio del 'patto cinese' firmato a Palo Alto: Facebook, che da un po' di tempo ha aperto uffici in Italia con tanto di responsabili e dirigenti.

Per prima cosa, Facebook ha l'obbligo di rendere pubblico l'accordo firmato con il nostro Ministero degli Interni, perché riguarda tutti noi, cittadini italiani e al contempo cittadini di Facebook. A cui quindi i vertici del social network devono non solo immediate scuse, ma garanzie precise che questo patto diventi al più presto carta straccia e che i diritti degli utenti vengano concretamente ripristinati e garantiti.

Il social network fondato da Zuckerberg, si sa, è uno straordinario strumento di socializzazione, di promozione di cause sociali e potenzialmente di crescita e confronto di tutta una società. Ma si va manifestando ultimamente anche come una dittatura in cui le pagine e i gruppi vengono bannati in modo in modo arbitrario e insindacabile: e adesso come un informatore di polizia di cui non ci si può più in alcun modo fidare.

Più in generale, quanto accaduto dimostra che i mondi virtuali di cui oggi siamo cittadini (inclusi YouTube, Google, Second Life etc) devono iniziare a rispondere in modo trasparente ai loro utenti. E gli accordi privati con i governi sono esattamente all'opposto di questa trasparenza.
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Messaggio Da xenas il Lun 06 Feb 2012, 13:54

bho a me sembra una minkiata, anche perchè non è che te ne fai nulla di 15milioni di profili. come li segui?
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Messaggio Da xenas il Lun 06 Feb 2012, 14:20

Sul problema lavoro magari posso esprimermi poco perchè sono privilegiata, ho un posto fisso anche se l'azienda è in crisi e sono in solidarietà, e faccio un lavoro che mi piace e ogni giorno è diverso, in un ambiente internazionale e praticamente a casa mia, uno dei più bei posti del mondo, anche se il mutuo ormai manco a me lo danno. Ma...

c'è un ma, c'è sempre un ma. Nella mia azienda ci sono molti laureati, ingegneri, psicologi, ecc ecc che hanno un posto fisso, come me, ma nel call center. 6, 8 ore a rispondere al telefono, coi turni, anche i sabati e le domeniche, anche i festivi. niente precari, assunti a tempo indeterminato. Fortunati. Per tutta la vita. Si, in italia un laureato è fortunato perchè lavora in un call center a fare un lavoro dequalificante per le loro competenze, ma almeno sta vicino a casa o a casa di mamma e papà, perchè comunque i soldi non bastano. Fortunati. E così non si cresce, perchè non si trova altro, e non si sente la necessità di andare a cercare altrove, perchè c'è il sole, c'è la mamma, la fidanzata, gli amici. Fortunati. In Italia si è fortunati così. Ma non credo che si divertano sapete. Certi posti fissi annoiano, la catena di montaggio credo annoi, il call center credo annoi, è stressante, ma è un posto fisso e sei fortunato.
Non sarebbe bello poter lasciare il posto fisso per un posto più vicino ai nostri interessi, ai nostri studi, alle nostre aspirazioni? Al lavoro passiamo buona parte della nostra vita e fare un lavoro che soddisfa e non annoia dovrebbe essere un diritto. Ma siamo in Italia, e quindi la risposta che mi aspetto è la stessa che ci danno quando ci lamentiamo: ringrazia che hai un lavoro.

Ringrazio sempre di averlo, ma ringrazio di avere un lavoro che mi rende felice (quasi sempre) e che quando mi alzo la mattina sono contenta di affrontare la giornata. Credo di non essere la sola, ho una amica che è felice di lavorare al call center perchè le piace il contatto con la gente.

Sentir dire a Monti che il posto fisso è noioso no, non mi scandalizza, come nn mi scandalizza sentire la cancellieri dire che vogliamo il posto fisso e lo vogliamo vicino alla mamma. Spesso ci accontentiamo, e quando ce lo ricordano un po' si, ci da fastidio. Ma il più delle volte è il paese ceh nn ci da le opportunità che ci meritiamo, e ora chiudo sta lenzuolata che sembro lepi .... ben venga il posto fisso, che in italia se lo perdi ti ritrovi le pezze al culo, ma c'è una diversa via, per la quale però bisognerebbe cambiare troppe teste, e un po' anche la nostra.

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Messaggio Da xenas il Lun 06 Feb 2012, 14:52

vi tedio ancora un po' per consigliarvi un libro La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi Mario Calabresi. Lo regalai ad una amica che coraggiosamente decise di lasciare il lavoro per seguire il suo sogno.

e se volete un giorno vi racconto le storie dei miei ex colleghi che hanno avuto il coraggio di fare il grande salto.
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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Lun 06 Feb 2012, 17:56

xenas ha scritto:vi tedio ancora un po' per consigliarvi un libro La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi Mario Calabresi. Lo regalai ad una amica che coraggiosamente decise di lasciare il lavoro per seguire il suo sogno.

e se volete un giorno vi racconto le storie dei miei ex colleghi che hanno avuto il coraggio di fare il grande salto.

dopo uno "stage" di frequentazioni a distanza di 2 anni Roma-Milano, con il mio ragazzo, abbiamo deciso di stare insieme. Ho lasciato il mio lavoro, che non era a tempo indeterminato cmq e amavo tanto, per vivere insieme a Milano. Ho pensato che Milano cmq potesse offrire qualcosa, essendo una grande città, e cmq non ho avuto paura di ricominciare ancora. Beh, il risultato dal punto di vista lavorativo è che sono senza lavoro da quando sono venuta. Questo è il terzo anno.
Da quando stare vicino ai tuoi cari è diventato un lusso, o adirittura una cosa brutta?

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Messaggio Da fear-of-the-dark il Lun 06 Feb 2012, 19:55

Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:vi tedio ancora un po' per consigliarvi un libro La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi Mario Calabresi. Lo regalai ad una amica che coraggiosamente decise di lasciare il lavoro per seguire il suo sogno.

e se volete un giorno vi racconto le storie dei miei ex colleghi che hanno avuto il coraggio di fare il grande salto.

dopo uno "stage" di frequentazioni a distanza di 2 anni Roma-Milano, con il mio ragazzo, abbiamo deciso di stare insieme. Ho lasciato il mio lavoro, che non era a tempo indeterminato cmq e amavo tanto, per vivere insieme a Milano. Ho pensato che Milano cmq potesse offrire qualcosa, essendo una grande città, e cmq non ho avuto paura di ricominciare ancora. Beh, il risultato dal punto di vista lavorativo è che sono senza lavoro da quando sono venuta. Questo è il terzo anno.
Da quando stare vicino ai tuoi cari è diventato un lusso, o adirittura una cosa brutta?

ti quoto. E aggiungo che ci sono tante persone che hanno bisogno dei familiari perchè non possono, ad esempio, permettersi un asilo nido. Dobbiamo stare attenti a definire le nostre priorità perchè qui si rischia di far diventare un lusso anche l'avere un tetto sulla testa o avere un figlio.
Il discorso della flessibilità può reggere in un paese ricco, in cui lasci un lavoro e hai subito la possibilità di trovarne un altro,non è il caso dell'Italia mi pare. Senza contare che ormai le banche fanno muti solo a famiglie in cui ci sono due stipendi statali e a volte neanche in questi casi. Mi chiedo allora quale logica ci sia in questo attacco al posto fisso? Perchè se anche si incrementasse questa benedetta flessibilità permettendo una maggiore facilità di azione alle imprese, mi spiegate a quale domanda farebbe fronte questa "ipotetica" maggiore offerta. Io non vedo alcun senso in queste manovre se non quello di parare il culo ai soliti e di salvare le banche.
Il capitalismo mi pare abbia già fallito e continuare in questo senso sarebbe un delitto un pò per tutti.
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Messaggio Da lepidezza il Lun 06 Feb 2012, 20:11

colpiti e affondati fear! OCCHEI!
queste ultime uscite si spieghano perchè ogni provocazione asfalta un pezzo di strada in più, delegittimando un tabù, introducendo una nuova forma mentis...
senza contare i messaggi subliminali che prescindono dall'opinione pubblica.Il nuovo governo sta usando il il metodo della goccia, inizi a mettere in discussione qualcosa che nessuno osava...in nome di un 'emergenza e all'inizio susciti reazioni, poi man mano si placano e inizia a farsi strada la convinzione che in discussione lo si può mettere, fino a quando diventa normale e puoi dare la zampata finale.
Berlusconi ha fatto scuola in questo con la magistratura e il comunismo.
Se solo una decina di anni fa qualcuno avesse parlato di contratti in deroga al contratto nazionale sarebbe stato lapidato, poi Marchionne l'ha fatta diventare pratica di uso comune. Con tanto di firma di camusso e soci questo giugno scorso.
Per dire...
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Messaggio Da fear-of-the-dark il Lun 06 Feb 2012, 20:22

poi quello che si vuole far passare in Europa è che non ci siano altre soluzioni, manovre alternative, altri scenari possibili...io francamente non ci credo e non so quale possano essere queste alternative ma credo che siano tantissimi esperti in tutti i campi che possano proporre soluzioni di altro tipo.
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Messaggio Da xenas il Lun 06 Feb 2012, 20:23

fear-of-the-dark ha scritto:
Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:vi tedio ancora un po' per consigliarvi un libro La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi Mario Calabresi. Lo regalai ad una amica che coraggiosamente decise di lasciare il lavoro per seguire il suo sogno.

e se volete un giorno vi racconto le storie dei miei ex colleghi che hanno avuto il coraggio di fare il grande salto.

dopo uno "stage" di frequentazioni a distanza di 2 anni Roma-Milano, con il mio ragazzo, abbiamo deciso di stare insieme. Ho lasciato il mio lavoro, che non era a tempo indeterminato cmq e amavo tanto, per vivere insieme a Milano. Ho pensato che Milano cmq potesse offrire qualcosa, essendo una grande città, e cmq non ho avuto paura di ricominciare ancora. Beh, il risultato dal punto di vista lavorativo è che sono senza lavoro da quando sono venuta. Questo è il terzo anno.
Da quando stare vicino ai tuoi cari è diventato un lusso, o adirittura una cosa brutta?

ti quoto. E aggiungo che ci sono tante persone che hanno bisogno dei familiari perchè non possono, ad esempio, permettersi un asilo nido. Dobbiamo stare attenti a definire le nostre priorità perchè qui si rischia di far diventare un lusso anche l'avere un tetto sulla testa o avere un figlio.
Il discorso della flessibilità può reggere in un paese ricco, in cui lasci un lavoro e hai subito la possibilità di trovarne un altro,non è il caso dell'Italia mi pare. Senza contare che ormai le banche fanno muti solo a famiglie in cui ci sono due stipendi statali e a volte neanche in questi casi. Mi chiedo allora quale logica ci sia in questo attacco al posto fisso? Perchè se anche si incrementasse questa benedetta flessibilità permettendo una maggiore facilità di azione alle imprese, mi spiegate a quale domanda farebbe fronte questa "ipotetica" maggiore offerta. Io non vedo alcun senso in queste manovre se non quello di parare il culo ai soliti e di salvare le banche.
Il capitalismo mi pare abbia già fallito e continuare in questo senso sarebbe un delitto un pò per tutti.

è appunto quello che scrivevo. Io vengo da un paese di 1800 anime e l'ho lasciato a 18 anni col sogno di tornare ma nn lo farò per scelta ormai, e anche perchè anche volendo... Sola, affitto, niente mutuo asilo nido....Il fatto è che il posto fisso, purchè sia, anche la cosa più pallosa e frustrante del mondo in italia è un bene. E' questo che volevo sottolineare.

Ama cara da noi anni fa hanno dato 18 mensilità a chi andava via. Che coraggio che ci voleva, a parte i super nerd che trovano sempre lo stesso lavoro molti hanno lasciato per inseguire i sogni. Una ragazza è partita in messico per vivere in riva al mare, una ha fondato una casa editrice, ma nn si vive coi sogni. a due anni di distanza i soldi sono finiti e molti ancora cercano un lavoro. Fortuna che a me il mio lavoro piace, ma davvero non avrei mai avuto il coraggio di lasciare per inseguire i miei sogni, perchè sono fatta così, perchè i miei hanno fatto sacrifici per farmi studiare e nn posso chiedere altro a 40 anni. ra poi c'è il bambino. Il mio ex capo negli states cambia lavoro se il capo non le va e se ne va anche se le offrono di più perchè vuole stare bene e li puoi, perchè il mercato è flessibile e la gente è abituata a spostarsi, a ricominciare, hanno forse più coraggio, di me di sicuro.

Ribadisco che il posto fisso è bello se fai una cosa che ti piace e non è usurante :-D
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Messaggio Da xenas il Lun 06 Feb 2012, 20:25

fear-of-the-dark ha scritto:poi quello che si vuole far passare in Europa è che non ci siano altre soluzioni, manovre alternative, altri scenari possibili...io francamente non ci credo e non so quale possano essere queste alternative ma credo che siano tantissimi esperti in tutti i campi che possano proporre soluzioni di altro tipo.

io credo che ci siamo molte soluzioni, ma anche noi dobbiamo essere disposti a cambiare. che senso ha difendere il posto fisso se nel privato e anche nel pubblico ormai non assume più nessuno? sno co co pro, e similia che durano 10 anni, 15, e ti ritrovi vecchio, e nn ti assume più nessuno perchè sei vecchio
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Messaggio Da lepidezza il Mar 07 Feb 2012, 16:14

per la serie ogni posto fisso e bello a mammasoja

Il posto fisso per Monti è monotono
Ma la figlia del ministro Fornero ne ha due


Silvia Deaglio, 37 anni, risulta professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino. Il secondo impiego è quello di responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione attiva nel campo della genetica
Il ministro del Lavoro che ha un figlia con doppio lavoro e per giunta nella stessa università torinese di mamma e papà. Silvia Deaglio, 37 anni, risulta così ricercatrice in oncologia e professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino. Il secondo impiego è quello di responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione attiva nel campo della genetica, genomica e proteomica umana.

La figlia del ministro ha preso a insegnare medicina, a soli 30 anni, proprio nella stessa università in cui insegnano economia il padre Mario e la madre neoministro.

Ma anche l’altro posto fisso che affligge Silvia è sotto tiro. Dietro l’incarico presso la “Human Genetics Foundation” ci sarebbe ancora lo zampino di mamma. Solo perché la fondazione è stata creata dalla Compagnia di San Paolo di cui la Fornero era vicepresidente, dall’università di Torino in cui insegnano i genitori e dal Politecnico di Torino il cui rettore era nel consiglio direttivo della Fondazione, fino a che non è diventato ministro dell’Istruzione con il nome di Francesco Profumo. Sarà che Torino è piccola. E che – come scrive Dagospia – la figlia del ministro è “l’incarnazione del ceto accademico-bancario della sinistra liberale sabauda” (e lei, per non smentire l’alto lignaggio, ha sposato un alto dirigente di banca, Giovanni Ronca, già responsabile dell’area Nord–ovest di Unicredit). Ma queste son chiacchiere da bar, gossip, tutto fumo.

Per diradare nebbie e dubbi bisogna scorrere tutto il curriculum senza fermarsi all’intestazione. Si scopre allora che Silvia il suo successo lo merita tutto quanto perché è una calamita di fondi pubblici e privati, un prodigio della natura nel finanziare la ricerca. Soprattutto la propria. In un Paese che investe in questo campo meno dell’1% del Pil Silvia Deaglio è riuscita a ottenere dai ministeri della Salute e della Ricerca quasi un milione di euro in due anni (500mila nel 2008, 373.400 e 69mila nel 2009). Le briciole arrivano dalla Regione Piemonte con finanziamenti a progetti per 12mila e 6mila euro. Altrettanto frenetica l’attività di ricerca fondi per il secondo posto fisso, dove l’intervento delle “alte sfere” è palese. La Compagnia di San Paolo, quella “vicepresieduta” dalla mamma, nello stesso biennio ha finanziato a Silvia un progetto di ricerca da 120mila euro divisi in due trance da 60mila. Nel 2010 la fondazione “Human Gentics Foundation”, creatura della Compagnia stessa, ha garantito il posto da responsabile di unità di ricerca affidandole un progetto da 190mila euro. Silvia, alla fine dei conti, è una donna da un milione e mezzo di euro. A fronte di tutto questo ha pubblicato su Blood, la bibbia mondiale della ricerca sulle malattie del sangue.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/posto-fisso-monti-monotono-figlia-ministro-fornero/189284/

" adesso basta lamentarvi che non ci son soldi per la ricerca!"

La figlia della Fornero ha due posti fissi.
"Con uno solo mi annoiavo".

Il posto fisso è un illusione dice.La figlia però ha due posti fissi.
La figlia di Fornero ha due illusioni.SILLOGISMO INCAZZOSO.

Figlia con doppio lavoro per il Ministro del Lavoro e Politiche Sociali con delega alle Doppie Opportunità.

La figlia di Fornero ha due illusioni. Non le scambia con la realtà di un co-co-pro?

La figlia della Fornero ha due posti fissi.
Però...poche lacrime per una trave nell'occhio

La figlia di Fornero ha due posti fissi.
il chiodo fisso dei due posti fissi
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Messaggio Da xenas il Mar 07 Feb 2012, 17:12

http://www.corriere.it/politica/12_febbraio_07/La-titolare-del-welfare_1369e9e4-5167-11e1-bb26-b734ef1e73a5.shtml

l'articolo del corriere è più obiettivo. Privilegiata ma preparata. almeno quello....

Appena conseguito il Master, e mentre ancora svolgeva un dottorato in Italia, ottiene un incarico presso il prestigioso Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard, il celebre college di Boston. Alcuni blog sulla rete segnalano che in quel periodo Silvia Deaglio era contemporaneamente ricercatore non confermato a Torino, dottoranda nella stessa Università e collaboratore (per la precisione instructor) dell'università del Massachussets.

Nonostante vanti un curriculum di 21 pagine e oltre cento pubblicazioni, e sia riconosciuta come una brillante ricercatrice, alla professoressa Deaglio ha probabilmente giovato nella valutazione comparativa il ruolo di capo unità di ricerca all'Hugef.

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Messaggio Da lepidezza il Mar 07 Feb 2012, 17:19

qui non si tratta di essere preparati perchè ricercatori iperpreparati con 200 pubblicazioni e il culo al freddo ce ne sono ma non hanno una madre bocconiana e vice di intesa sanpaolo e adesso ministro che chiede agli altri di dimenticarsi il posto fisso con una filgia alla quale è riuscita a garantirne due!
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Messaggio Da lepidezza il Mar 07 Feb 2012, 17:25

il taglio dell'articolo che sceglie di puntare sulla competenza e curriculum e non sulla palese raccomandazione e finanziamenti governativi, che tu definisci obbiettivo, nel Corriere si spiega perchè intesa sanpaolo è principale azionista del quotidiano!
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Messaggio Da xenas il Mar 07 Feb 2012, 17:31

lepidezza ha scritto:il taglio dell'articolo che sceglie di puntare sulla competenza e curriculum e non sulla palese raccomandazione e finanziamenti governativi, che tu definisci obbiettivo, nel Corriere si spiega perchè intesa sanpaolo è principale azionista del quotidiano!

si ma ha comunque un cv coi controcazzi, che certo se nn avesse avuto soldi non avrebbe (ma nn è detto). Negli states mica ti prendono se nn sei bravo e 100 pubblicazioni nn sono mica cazzabubole. Poi che possa avere più soldi per la ricerca perchè è lei è possibile, ma la riceca la fa perchè è preparata. Attenti a non rovinare gente che si fa il mazzo solo perchè figli di..... (se il cv è vero....)
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Messaggio Da lepidezza il Mar 07 Feb 2012, 17:35

hanno detto( monti) che “l’articolo 18, per come viene applicato, sconsiglia l’investimento di capitali stranieri e italiani”. E noi che si pensava che non si investisse in Italia a causa delle mafie, della corruzione, degli appalti truccati, del falso in bilancio legalizzato, dei tempi biblici dei processi, dell’alto costo del lavoro.
Invece, in un paese pieno di licenziati, per Monti licenziare è ancora troppo difficile: bisogna poterlo fare anche senza giusta causa. E viva la faccia: dopo due mesi di penosi balletti, siamo finalmente al dunque.

Giovedì a Servizio Pubblico un cassintegrato di Pomigliano ha rivelato che, su 1300 cassintegrati riassunti, nessuno è della Fiom. Poi Santoro ha trasmesso un filmato che mostra il “gestore operativo” della Fiat di Melfi mentre minaccia mafiosamente di morte un operaio: “Ti brucio vivo, ti stacco la testa e la metto in piazza … sai di che famiglia sono?”. La Fiat ha detto o fatto qualcosa? Niente. E il governo? Niente. Sta’ a vedere che pure le minacce mafiose agli operai e le discriminazioni politiche in fabbrica sono colpa dell’articolo 18.

governo proprio diverso da quello precendente, non va a troie ma si fotte tutti comunque

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Messaggio Da xenas il Mar 07 Feb 2012, 17:35

lepidezza ha scritto:qui non si tratta di essere preparati perchè ricercatori iperpreparati con 200 pubblicazioni e il culo al freddo ce ne sono ma non hanno una madre bocconiana e vice di intesa sanpaolo e adesso ministro che chiede agli altri di dimenticarsi il posto fisso con una filgia alla quale è riuscita a garantirne due!
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nn pensi che magari è davvero brava? e sul corriere spiegano che non sono due.... ormai siamo a dagli all'untore.... è ingiusto che gli atri nn abbiano fondi non che lei li abbia...
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Messaggio Da xenas il Mar 07 Feb 2012, 17:40

lepidezza ha scritto:hanno detto( monti) che “l’articolo 18, per come viene applicato, sconsiglia l’investimento di capitali stranieri e italiani”. E noi che si pensava che non si investisse in Italia a causa delle mafie, della corruzione, degli appalti truccati, del falso in bilancio legalizzato, dei tempi biblici dei processi, dell’alto costo del lavoro.
Invece, in un paese pieno di licenziati, per Monti licenziare è ancora troppo difficile: bisogna poterlo fare anche senza giusta causa. E viva la faccia: dopo due mesi di penosi balletti, siamo finalmente al dunque.

Giovedì a Servizio Pubblico un cassintegrato di Pomigliano ha rivelato che, su 1300 cassintegrati riassunti, nessuno è della Fiom. Poi Santoro ha trasmesso un filmato che mostra il “gestore operativo” della Fiat di Melfi mentre minaccia mafiosamente di morte un operaio: “Ti brucio vivo, ti stacco la testa e la metto in piazza … sai di che famiglia sono?”. La Fiat ha detto o fatto qualcosa? Niente. E il governo? Niente. Sta’ a vedere che pure le minacce mafiose agli operai e le discriminazioni politiche in fabbrica sono colpa dell’articolo 18.

governo proprio diverso da quello precendente, non va a troie ma si fotte tutti comunque


senti lepi davvero o sono io che vivo in un altro mondo....nemmeno le aziende ITALIANE assumono a tempo indeterminato, figuriamoci una straniera. quelle che hanno contratti vecchi chiudono e delocalizzano, vedi golden lady per citarne una. L'aticolo 18 è a mio parere un falso problema perchè nessuno viene più assunto con questo tipo di tutele, fanno solo contratti precari. Quindi, invece di nasconderci dietro un dito, valutiamo l'ipotesi di 3 anni senza articolo 18 per tutti i nuovi assunti, un unico contratto, penali per i licenziamenti e poi contratto a tempo indeterminato con grosse penali alle aziende che licenziano. Cosa c'è di peggio in questo rispetto a golden lady? all'alcoa? ai precari da 15 anni nello stesso posto?
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Messaggio Da lepidezza il Mar 07 Feb 2012, 17:43

xenas ha scritto:
lepidezza ha scritto:il taglio dell'articolo che sceglie di puntare sulla competenza e curriculum e non sulla palese raccomandazione e finanziamenti governativi, che tu definisci obbiettivo, nel Corriere si spiega perchè intesa sanpaolo è principale azionista del quotidiano!

si ma ha comunque un cv coi controcazzi, che certo se nn avesse avuto soldi non avrebbe (ma nn è detto). Negli states mica ti prendono se nn sei bravo e 100 pubblicazioni nn sono mica cazzabubole. Poi che possa avere più soldi per la ricerca perchè è lei è possibile, ma la riceca la fa perchè è preparata. Attenti a non rovinare gente che si fa il mazzo solo perchè figli di..... (se il cv è vero....)

non so se è chiaro il riferimento Xenas io qui sto parlando di contraddizione con la figura politica di sua madre che ha interceduto come vice di intesa sanpaolo per il finanziamento della ricerca della figlia, la chiamata alla bocconi per una cattedra vicino a papà e mamma senza contare che dai ministeri della Salute e della ricerca ha ricevuto quasi un milione di euro in due anni.
ora La domanda è con che faccia, l'appoggio dei genitori e amici bocconiani e banchieri( profumo oggi ministro, era rettore era nel consiglio direttivo della fondazione creata dalla banca san paolo) oggi non stride con le dichiarazioni sull'illusione di un posto fisso monotono e da dimenticare?
Ma davvero se li meritiamo se li giustifichiamo.
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Messaggio Da xenas il Mar 07 Feb 2012, 17:45

lepidezza ha scritto:
xenas ha scritto:
lepidezza ha scritto:il taglio dell'articolo che sceglie di puntare sulla competenza e curriculum e non sulla palese raccomandazione e finanziamenti governativi, che tu definisci obbiettivo, nel Corriere si spiega perchè intesa sanpaolo è principale azionista del quotidiano!

si ma ha comunque un cv coi controcazzi, che certo se nn avesse avuto soldi non avrebbe (ma nn è detto). Negli states mica ti prendono se nn sei bravo e 100 pubblicazioni nn sono mica cazzabubole. Poi che possa avere più soldi per la ricerca perchè è lei è possibile, ma la riceca la fa perchè è preparata. Attenti a non rovinare gente che si fa il mazzo solo perchè figli di..... (se il cv è vero....)

non so se è chiaro il riferimento Xenas io qui sto parlando di contraddizione con la figura politica di sua madre che ha interceduto come vice di intesa sanpaolo per il finanziamento della ricerca della figlia, la chiamata alla bocconi per una cattedra vicino a papà e mamma senza contare che dai ministeri della Salute e della ricerca ha ricevuto quasi un milione di euro in due anni.
ora La domanda è con che faccia, l'appoggio dei genitori e amici bocconiani e banchieri( profumo oggi ministro, era rettore era nel consiglio direttivo della fondazione creata dalla banca san paolo) oggi non stride con le dichiarazioni sull'illusione di un posto fisso monotono e da dimenticare?
Ma davvero se li meritiamo se li giustifichiamo.

vabbè questo lo dice il fatto. Mica c'ero..... Al ministero della salute chi c'era? che ricerca fa? il punto secondo me è questo....
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