IL PIU' GRANDE: CATEGORIA SCIENZE E TECNOLOGIA [ALBERT EINSTEIN]

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Chi è il più grande personaggio del mondo nella categoria Scienze e Tecnologia?

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Messaggio Da giops il Sab 28 Gen 2012, 17:07

Eccoci all'inizio di questa avventura che terminerò a Maggio! Iniziamo con la prima categoria che è quella delle Scienze e della Tecnologia. In totale per questa categoria ci sono 22 nominati.

I contendenti sono 11 e da 11 passeranno a 4 per la Semifinale contro gli altri 4 del secondo gruppo.

Avete 2 giorni di tempo per votare e una scelta multipla garantita, cioè potete scegliere in questa fase dei quarti di finale anche più di un personaggio che secondo voi è il più grande.

Durante le giornate di votazione sarebbe bello che vengano presentate da me, ma anche da voi, delle schede che ci raccontino meglio questi personaggi ed aiutare, così, gli indecisi (o coloro che non conoscono proprio tutti i personaggi qui indiicati) a votare il migliore. Sono contento del lavoro fatto.



Buon lavoro, Giops.


Ultima modifica di giops il Mar 07 Feb 2012, 11:02, modificato 1 volta
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Messaggio Da giops il Sab 28 Gen 2012, 17:08

Io ho votato: Franklin-Einstein-Marie Curie ed Isaac Newton
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Messaggio Da G.Kaplan il Dom 29 Gen 2012, 10:30

eheheheh
ma come si fa?
Questi qui andrebbero votati tutti
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Messaggio Da Saix91 il Dom 29 Gen 2012, 12:17

Su tre sono arcisicuro. Einstein, Darwin, Newton sono stati fondamentali per le scienze in generale; la base della fisica quantistica, della biologia e della fisica tradizionale è in larghissima parte loro merito. La mia indecisione verte poi su Edison vs Mendel. Direi che voto Mendel solo perchè so che Edison è più probabile che venga votato dagli altri, ma non saprei scegliere su base meritocratica fra i due (a parte che è difficile parlare di maggior merito dell'uno sull'altro, semmai di meriti in ambiti diversi).

giops ha scritto:Durante le giornate di votazione sarebbe bello che vengano presentate da me, ma anche da voi, delle schede che ci raccontino meglio questi personaggi ed aiutare, così, gli indecisi (o coloro che non conoscono proprio tutti i personaggi qui indiicati) a votare il migliore.

In quelle sezioni dove conosco in maniera approfondita i personaggi presenti sicuramente mi metterò a snocciolarne vita, morte e miracoli, dunque per costoro puoi contare su di me! Speedy :neve:
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Messaggio Da giops il Dom 29 Gen 2012, 12:36

Ognuno di loro ha un grande merito senza dubbio. Chi nelle scienze, chi nelle invenzioni, chi per il progresso. Ma una cosa è certa. Uno di loro sicuramente è il più grande per qualche motivo o peculiarità!
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Messaggio Da Ciprea* il Dom 29 Gen 2012, 12:45

Io ho votato Curie...per la sue ricerche, per cui e' anche morta...Darwin, per la sua teoria sull'evoluzione della vita; Einstein ....e' Einstein; Edison...se no staremmo ancora tutti al buio :neve:

Seguono schede............

Spoiler:
Marie Curie
Radio e polonio perfetto binomio
IL PIU' GRANDE: CATEGORIA SCIENZE E TECNOLOGIA [ALBERT EINSTEIN] Marie_Curie
7 novembre 1867
4 luglio 1934

Marie Sklodowska Curie nasce il 7 novembre 1867 a Varsavia da una famiglia cattolica assai numerosa, tanto che la futura scienziata e premio Nobel era la più giovane di cinque figlie.
La madre (morta fra l'altro in seguito a tubercolosi quando lei aveva meno di undici anni), era pianista, cantante e professoressa; il padre, invece, esercitava la professione di insegnante di matematica e fisica.
Anche la piccola Marie, convinta della sua intelligenza e delle sue capacità, decide di studiare fisica, a dispetto del fatto che questa scelta fosse inizialmente assai osteggiata. L'idea che una donna potesse intraprendere la carriera scientifica era inconcepibile per quel tempo.

Finiti dunque gli studi superiori a quindici anni, per gli otto successivi lavora come precettrice e istitutrice allo scopo di per potersi sostenere le spese universitarie. Infatti, nel novembre del 1891, visto e considerato che l'università di Varsavia era interdetta alle donne, Marie e la sorella maggiore Bronia si trasferiscono in Francia per iscriversi e studiare alla celebre Sorbonne, il prestigioso ateneo parigino. Durante il tempo libero, inoltre, non contenta dei già ardui compiti a cui il programma dell'Università la sottoponeva, cerca di portarsi avanti il più possibile studiando in autonomia matematica e fisica.

A Parigi, comunque, Marie farà un incontro importante, quello di Pierre Curie, un professore della scuola di Fisica, che il 26 luglio 1895 diventa suo marito e poi, successivamente, "compagno di laboratorio" nella ricerca scientifica.

Nel 1897 nasce la prima figlia Irène e nel dicembre del 1904 la seconda, Eve. Nello studio della radioattività, condotto con mezzi rudimentali e senza aiutanti, i due coniugi scoprono due nuovi elementi chimici, il radio e il polonio. Marie comprende, inoltre, che la radioattività è un fenomeno atomico, demolendo con questa geniale intuizione la convinzione della fisica di allora che l'atomo fosse la particella più piccola della materia.

Come giunge però Marie Curie a questa fondamentale scoperta?
In primo luogo allestisce un laboratorio in un locale di rue Lohmond. La sua idea è di studiare il fenomeno della radioattività in modo quantitativo preciso. Innanzitutto analizza sistematicamente il comportamento dell'uranio in diversi composti e in diverse condizioni (utilizza un metodo sperimentale molto ingegnoso che consiste nel compensare su un elettrometro sensibile la quantità di elettricità portata dalla corrente con quella che può essere fornita da un quarzo piezoelettrico). Scopre così che la radiazione è una proprietà atomica dell'elemento uranio. Immediatamente dopo, compie una ricerca su moltissime altre sostanze per accertare se esistano altri elementi chimici che, oltre all'uranio, mostrino quello strano comportamento. Decide comunque di dare un nome a questo fenomeno e lo chiama "radioattività".

Durante la ricerca per scoprire altre sostanze radioattive, dunque, le capitano fra le mani altri due minerali, la torbenite e la pechblenda. Immediatamente scopre che esse sono molto più radioattive di quanto dovrebbero essere in base al contenuto di uranio. Sono addirittura più radioattive dell'uranio puro. La torbenite e la pechblenda, Pensa Marie Curie, devono dunque contenere un altro elemento chimico, fino ad allora sconosciuto. Prepara una comunicazione per l'Accademia delle Scienze francese, che il 12 aprile 1898 viene presentata da Gabriel Lippmann, suo ex professore e membro dell'Accademia, e in quanto tale, avente diritto di parola alle sedute dell'Accademia.

Dalla primavera del 1898, Marie decide di concentrarsi sulla pechblenda. Comincia il lungo lavoro per isolare il nuovo elemento dalla pechblenda, con un metodo di ricerca chimica basato sulla radioattività: "consiste nell'effettuare delle separazioni con gli usuali mezzi dell'analisi chimica, e nel misurare, in condizioni opportune, la radioattività di tutti i prodotti separati. In questo modo ci si può rendere conto delle caratteristiche chimiche dell'elemento radioattivo cercato, che si concentra nelle porzioni che diventano via via più radioattive man mano che le separazioni procedono". Nella sua pubblicazione del luglio 1898, che appare contemporaneamente in Francia nel bollettino dell'Accademia delle Scienze e in Polonia sulla rivista "Swiatlo", annuncia la sua ipotesi "Crediamo che la sostanza che abbiamo tratto dalla pechblenda contenga un metallo non ancora segnalato, vicino al bismuto per le sue proprietà analitiche. Se l'esistenza di questo metallo verrà confermata, noi proponiamo di chiamarlo polonio, dal nome del paese di uno di noi."

Molto presto si accorge con il marito che nella pechblenda c'è un'altra sostanza sconosciuta, ancora più radioattiva del polonio. Lo battezzano radio. La scoperta viene annunciata il 26 dicembre 1898 all'Accademia delle Scienze a Parigi e, nel 1902, riceve il premio Nobel per la Fisica con Becquerel.

Dopo la tragica morte del marito avvenuta nel 1906, Marie Curie continua a lavorare nel suo laboratorio, viene chiamata alla cattedra alla Sorbonne (la stessa che fu del marito) e riesce a isolare il polonio puro e il radio puro. Per questo successo, nel 1911, viene insignita con il premio Nobel per la Chimica. Sempre in quell'anno viene stabilita, su proposta di Marie Curie, l'unità standard internazionale di radio.

I coniugi Curie avrebbero potuto guadagnare molto dalle scoperte che fecero e dal loro enorme potenziale intellettivo. Invece, per tutta la vita preferirono perseguire una concezione altamente disinteressata della scienza: Marie e Pierre donarono all'umanità i risultati della loro ricerca, senza pretendere mai nulla in cambio. Durante la Prima Guerra mondiale, inoltre, Marie Curie si è prodigata in molti modi per alleviare il dramma dei combattenti. Recatasi al fronte con la figlia Irène per assistere i feriti, inventò le famose Petit Curie, delle automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X. Nel 1912 fondò l'Institut du Radium, che diresse fino al 1932 quando la direzione passò alla figlia Irène. Oggi chiamato Institut Curie, è tuttora un'importante istituzione scientifica per la ricerca sul cancro.

Marie Curie, per ironia della sorte, morì il 4 luglio del 1934 di anemia perniciosa in conseguenza della lunga esposizione alle sostanze radioattive.

ENCICLOPEDIA
Charles Darwin

Charles Darwin nacque il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury, cittadina vicina a Birmingham. Indirizzato dal padre agli studi di medicina, Charles focalizzò ben presto i propri interessi sulla storia naturale e venne a conoscenza delle idee che iniziavano a circolare in zoologia e botanica, in particolare la teoria di Jean Baptiste Lamarck, che però non lo colpì in modo particolare. Alla fine del 1827, a causa dei deludenti risultati scolastici, il padre decise che Charles si sarebbe dedicato alla vita ecclesiastica e lo mandò a Cambridge per proseguire gli studi; qui frequentò lezioni di botanica, iniziò a collezionare e classificare insetti e apprese le prime conoscenze di geologia, partecipando a una breve spedizione geologica nel Galles del Nord.
L'accettazione della teoria dell'evoluzione aveva infatti posto un problema: se le specie non sono state create così come le conosciamo da un Creatore divino, come spiegare il loro adattamento all'ambiente in cui vivono, che a volte è veramente mirabile? La soluzione venne dall'analogia tra la selezione operata dall'uomo per migliorare le razze domestiche e quella che avviene in natura. La lettura del Saggio sul principio di popolazione di Thomas Robert Maltus gli suggerì il meccanismo attraverso cui la selezione agisce in natura: la lotta per la sopravvivenza.
Nel 1859, dopo oltre vent'anni di elaborazione, uscì On the Origin of Species by Means of Natural Selection; seguiranno anni di discussioni accanite e decise prese di posizione, con una sostanziale accettazione, nell'ambito scientifico, dell'idea di evoluzione, mentre maggiori resistenze incontrò il concetto di "selezione naturale". Molto più decisa fu l'opposizione degli ambienti religiosi, che restavano legati all'interpretazione letterale della Bibbia.
Darwin non si limitò a fornire innumerevoli prove dell'evoluzione come principio coordinante della storia della vita e a sviluppare la teoria della selezione naturale, ma diede contributi altrettanto importanti con i concetti di evoluzione ramificata, che implica la discendenza da un'origine comune di tutte le specie viventi, e di evoluzione graduale, contrapposta a quella a salti (mutazionismo).
In seguito Darwin affrontò anche il tema dell'origine dell'uomo: in Descent of Men and Selection in Relation to Sex formulò la concezione naturalistica dell'uomo e illustrò il principio di continuità con gli animali. Si chiese anche quale fosse il valore da attribuire alle razze umane e giunse alla conclusione della discendenza da un unico ceppo comune, con successiva diversificazione: da qui l'introduzione del concetto di popolazione, che rende conto della variazione delle caratteristiche umane.
L'autore dell'Origine delle specie si preoccupò di elaborare una metodologia per la scienza della vita, che non può essere ridotta alle leggi della chimica e della fisica; egli può essere considerato il fondatore di un nuovo ramo della filosofia della scienza, la filosofia della biologia, che ha avuto una profonda influenza nello sviluppo del metodo scientifico in diverse discipline come la biologia evoluzionistica, la paleontologia, la geologia e la cosmologia.
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Il 21 dicembre 1831 s'imbarcò come naturalista sul brigantino Beagle, attrezzato per compiere ricerche scientifiche e rilevazioni geografiche: il viaggio intorno al mondo durerà fino al 2 ottobre 1836. Nel corso di questo viaggio Charles raccolse un'ingente quantità di materiale e compì numerose osservazioni: a ogni tappa scendeva a terra e conduceva esplorazioni all'interno, raccoglieva e catalogava campioni di specie animali e vegetali, di cui descriveva le abitudini. Nel 1839 pubblicherà, con il titolo Viaggio di un naturalista intorno al mondo, il diario di queste esplorazioni; ma già al ritorno in Inghilterra i resoconti che aveva inviato ai suoi corrispondenti lo avevano fatto conoscere negli ambienti scientifici.
Fu nel corso del viaggio sul Beagle e negli anni immediatamente successivi che Darwin, sulla base delle osservazioni compiute, giunse alla conclusione che le specie si modificano gradualmente; gli anni successivi saranno dedicati all'elaborazione della teoria dell'evoluzione, con un intenso lavoro di riflessioni e osservazioni. Particolare rilievo ebbe l'attività di raccolta di dati, tesa alla documentazione dei diversi aspetti della teoria, quali la distribuzione geografica delle specie, le leggi della variazione, la divergenza dei caratteri, l'estinzione delle specie meno adatte, e così via. Darwin dedicò otto anni al lavoro sistematico ai cirripedi, una classe di organismi ancora poco studiata; realizzò anche un allevamento di colombi, con razze provenienti da diverse parti del mondo, per studiarne somiglianze e differenze e condurre esperimenti di selezione artificiale.


Thomas Alva Edison
E luce fu
IL PIU' GRANDE: CATEGORIA SCIENZE E TECNOLOGIA [ALBERT EINSTEIN] Thomas_Alva_Edison

11 febbraio 1847
18 ottobre 1931

Inventore e industriale statunitense nato a Milan, nell'Ohio, nel 1847. Figlio di povera famiglia, è costretto ad abbandonare la scuola dopo pochi mesi di frequenza a causa di problemi finanziari; riceve una sommaria istruzione dalla madre e, a soli 12 anni, inizia a vendere giornali sui treni della "Grand Trunk Railway", dedicando il tempo libero ai suoi primi esperimenti con apparecchiature elettriche e meccaniche. Organizza così un suo primitivo laboratorio a bordo di un vagone ma, a causa di un incendio da lui involontariamente provocato, viene licenziato.

Salva però poi fortunosamente il figlio del capostazione che stava per essere investito da un treno, assicurandosi la riconoscenza del padre, che gli permette di frequentare l'ufficio telegrafico della stazione. In seguito, mentre presta servizio come telegrafista, inventa uno strumento telegrafico a ripetizione per la trasmissione automatica dei messaggi.

La vendita degli apparecchi telegrafici, via via perfezionati, gli procura ingenti somme che nel 1876 utilizza per aprire un piccolo laboratorio privato. Nell'ambito delle trasmissioni telegrafiche, estremamente significativa fu l'invenzione dei sistemi duplice e quadruplice che consentivano di trasmettere più messaggi contemporaneamente su una sola linea. Importante per lo sviluppo del telefono, inventato indipendentemente dall'italiano Antonio Meucci e dallo statunitense Alexander Graham Bell, fu il suo progetto del microfono a carbone (1876).

Nel 1877 annuncia l'invenzione del fonografo, apparecchio mediante il quale il suono poteva essere registrato meccanicamente. Costituito da un semplice cilindro sul quale è avvolta della carta stagnola, che viene fatto girare manualmente mediante una manovella, l'invenzione costituisce un fondamentale passo avanti nel settore. Si narra che un tale gli chiese se fosse lui il creatore della prima cosiddetta "macchina parlante", al che Edison rispose: "No, la prima macchina parlante è stata creata molti millenni fa, dalla costola di Adamo!"

Due anni dopo, Edison presenta pubblicamente la prima lampada elettrica, che ottiene notevole successo. Concorrente di Edison è J.W.Swan, ma la concorrenza fra i due termina poco dopo, con la costituzione della società Edison & Swan United Light Company, alla quale arriderà un proficuo futuro. Nel periodo seguente si dedica invece al perfezionamento della dinamo per generare la corrente elettrica necessaria all'alimentazione dei nuovi dispositivi progettando, fra l'altro, la prima grande centrale elettrica della città di New York.

Nel 1882 la Edison Electric Light Company produrrà 100 mila lampadine all'anno. Nello stesso anno, prima a Londra e New York, e poi a Milano (Santa Radegonda) entreranno in funzione le prime centrali elettriche per la distribuzione dell'elettricità nelle strade e nelle case. Nel 1887 Edison trasferisce il laboratorio da Menlo Park a West Orange (entrambi nel New Jersey), dove prosegue esperimenti e ricerche. L'anno successivo inventa il cinetoscopio, il primo apparecchio con cui era possibile realizzare filmati per rapida successione di singole immagini.

Tra le sue ultime invenzioni si ricordano la batteria di accumulatori Edison (una batteria di accumulatori alcalina al ferro-nichel), ancora estremamente rozza ma dotata di un'elevata capacità elettrica per unità di peso.

Altre sue scoperte sono il mimeografo e un metodo telegrafico senza fili per comunicare con i treni in movimento. Allo scoppio della prima guerra mondiale progetta e costruisce impianti per la produzione di benzene, fenolo e derivati dell'anilina, che in precedenza venivano importati dalla Germania. Gli ultimi suoi anni lo vedono occupato a perfezionare alcune invenzioni precedenti. Osserva l'effetto termoelettrico, detto "effetto Edison-Richardson", che consiste nell'emissione di un flusso di elettroni da parte di un filamento riscaldato; le numerose applicazioni di questa scoperta nel campo dell'elettronica furono comprese solo molti anni dopo.

Edison non conquista tutti i mille e oltre brevetti da solo: intelligentemente si avvale di molti validi collaboratori e delle loro idee per poi perfezionarle e trasformarle in oggetti utili e commerciabili, rivelandosi in ciò, oltre che un ottimo tecnologo, anche un lungimirante uomo d'affari, precorrendo di molto i suoi tempi.

Scompare a West Orange, nel New Jersey, il 18 ottobre dell'anno 1931.






Albert Einstein
Tutto è relativo: ho assolutamente ragione

14 marzo 1879
18 aprile 1955

Albert Einstein, nasce il 14 marzo del 1879 a Ulm, in Germania, da genitori ebrei non praticanti. Un anno dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera, dove suo padre Hermann apre, col fratello Jacob, una piccola officina elettrotecnica. L'infanzia di Einstein si svolge nella Germania di Bismarck, un paese in via di massiccia industrializzazione, ma anche retto con forme di dispotismo che si fanno sentire a vari livelli e in vari ambienti della struttura sociale.

Il piccolo Albert era per istinto un solitario ed impara a parlare molto tardi. L'incontro con la scuola è da subito difficile: Albert, infatti, trovava le sue consolazioni a casa, dove la madre lo avvia allo studio del violino, e lo zio Jacob a quello dell'algebra. Da bambino, legge libri di divulgazione scientifica con quella che definì "un'attenzione senza respiro". Non a caso, in seguito con amarezza dei primi corsi scolastici. Odiava i sistemi severi che rendevano la scuola, a quei tempi, simile ad una caserma.

Nel 1894 la famiglia si trasferisce in Italia per cercarvi miglior fortuna con una fabbrica a Pavia, vicino a Milano. Albert rimase solo a Monaco affinché terminasse l'anno scolastico al ginnasio, poi raggiunse la famiglia.

Gli affari della fabbrica cominciarono ad andare male e Hermann esortò il figlio a iscriversi al famoso Istituto Federale di Tecnologia, noto come Politecnico di Zurigo. Non avendo però conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, nel 1895 dovette affrontare un esame di ammissione e fu bocciato per insufficienze nelle materie letterarie. Ma ci fu di più il direttore del Politecnico, impressionato dalle non comuni capacità mostrate nelle materie scientifiche, esortò il ragazzo a non rinunciare alle speranze e a ottenere un diploma abilitante per l'iscrizione al Politecnico nella scuola cantonale svizzera progressiva di Aargau. Qui Einstein trovò un'atmosfera ben diversa da quella del ginnasio di Monaco. Nel 1896 può finalmente iscriversi al Politecnico. Lì prende una prima decisione non farà l'ingegnere ma l'insegnante.

In una sua dichiarazione dell'epoca dirà, infatti, "Se avrò fortuna nel passare l'esame, andrò a Zurigo. Lì starò per quattro anni per studiare matematica e fisica. Immagino di diventare un insegnante in quei rami delle scienze naturali, scegliendo la parte teorica di esse. Queste sono le ragioni che mi hanno portato a fare questo piano. Soprattutto, è la mia disposizione all'astrazione e al pensiero matematico, e la mia mancanza di immaginazione e di abilità pratica".

Nel corso dei suoi studi a Zurigo matura la sua scelta: si dedicherà alla fisica piuttosto che alla matematica.

Si laurea nel 1900. Prende dunque la cittadinanza svizzera per assumere un impiego all'Ufficio Brevetti di Berna. Il modesto lavoro gli consente però di dedicare gran parte del suo tempo allo studio della fisica.

Nel 1905 pubblica tre studi teorici. Il primo e più importante studio contiene la prima esposizione completa della teoria della relatività ristretta. Il secondo studio, sull'interpretazione dell'effetto fotoelettrico, conteneva un'ipotesi rivoluzionaria sulla natura della luce; egli affermò che in determinate circostanze la radiazione elettromagnetica ha natura corpuscolare, ipotizzando che l'energia trasportata da ogni particella che costituiva il raggio luminoso, denominata fotone, fosse proporzionale alla frequenza della radiazione. Quest'affermazione, in base alla quale l'energia contenuta in un fascio luminoso viene trasferita in unità individuali o quanti, dieci anni dopo fu confermata sperimentalmente da Robert Andrews Millikan. Il terzo e più importante studio è del 1905, e reca il titolo "Elettrodinamica dei corpi in movimento": conteneva la prima esposizione completa della teoria della relatività ristretta, frutto di un lungo e attento studio della meccanica classica di Isaac Newton, delle modalità dell'interazione fra radiazione e materia, e delle caratteristiche dei fenomeni fisici osservati in sistemi in moto relativo l'uno rispetto all'altro. è proprio quest'ultimo studio che gli valse in seguito il premio Nobel per la Fisica nel 1921.

Nel 1916 pubblica la memoria: "I fondamenti della teoria della Relatività generale", frutto di oltre dieci anni di studio. Questo lavoro è considerato dal fisico stesso il suo maggior contributo scientifico e si inserisce nella sua ricerca rivolta alla geometrizzazione della fisica.

Intanto, nel mondo i conflitti fra le nazioni avevano preso fuoco, tanto da scatenare la prima guerra mondiale. Durante questo periodo fu tra i pochi accademici tedeschi a criticare pubblicamente il coinvolgimento della Germania nella guerra. Tale presa di posizione lo rese vittima di gravi attacchi da parte di gruppi di destra; persino le sue teorie scientifiche vennero messe in ridicolo, in particolare appunto la teoria della relatività.
Con l'avvento al potere di Hitler, Einstein fu costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove gli venne offerta una cattedra presso l'Institute for Advanced Study di Princeton, nel New Jersey. Di fronte alla minaccia rappresentata dal regime nazista egli rinunciò alle posizioni pacifiste e nel 1939 scrisse assieme a molti altri fisici una famosa lettera indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale veniva sottolineata la possibilità di realizzare una bomba atomica. La lettera segnò l'inizio dei piani per la costruzione dell'arma nucleare.

Einstein ovviamente disprezzava profondamente la violenza e, conclusi quei terribili anni, s'impegnò attivamente contro la guerra e le persecuzioni razziste, compilando una dichiarazione pacifista contro le armi nucleari.
Più volte, poi, ribadì la necessità che gli intellettuali di ogni paese dovessero essere disposti a tutti i sacrifici necessari per preservare la libertà politica e per impiegare le conoscenze scientifiche a scopi pacifici.

Morì, a Princeton, il 18 aprile 1955, circondato dai più grandi onori.
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Messaggio Da giops il Dom 29 Gen 2012, 14:33

Grazie Ciprea
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Messaggio Da sonobeatrice il Dom 29 Gen 2012, 14:53

OK votato: Marie Curie, Einstein e Edison.
Adesso esco, buona domenica a tutti!
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Messaggio Da alux il Dom 29 Gen 2012, 15:20

Votato Einstein, Darwin e Curie per i motivi già elencati da voi, e Jung, perché senza lo studio della psiche umana staremmo ancora cercando di curare con i farmaci cose che invece trovano la loro cura solo dentro noi stessi...
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Messaggio Da giops il Dom 29 Gen 2012, 15:57

Per il momento passano il turno: Einstein, Marie Curie, Newton e Marie Curie



AVETE ANCORA UN GIORNO PER VOTARE
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Messaggio Da Saix91 il Dom 29 Gen 2012, 19:49

Marie Curie è un ninja che si è duplicato? :neve:

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Messaggio Da giops il Lun 30 Gen 2012, 17:44

STOP AL VOTO.



PASSANO IL TURNO: EINSTEIN, MARIE CURIE, NEWTON E DARWIN
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IL PIU' GRANDE: CATEGORIA SCIENZE E TECNOLOGIA [ALBERT EINSTEIN] Empty IL PIU' GRANDE: CATEGORIA SCIENZE E TECNOLOGIA [2° QUARTI DI FINALE]

Messaggio Da giops il Lun 30 Gen 2012, 17:49

Nel primo turno sono passati:

Darwin, Newton, Einstein e Marie Curie

Ora tocca agli altri 11 contendenti lottarsi gli altri 4 posti per la semifinale: avete 2 giorni di tempo per votare e una scelta multipla garantita, cioè potete scegliere in questa fase dei quarti di finale anche più di un personaggio che secondo voi è il più grande.

Durante le giornate di votazione sarebbe bello che vengano presentate da me, ma anche da voi, delle schede che ci raccontino meglio questi personaggi ed aiutare, così, gli indecisi (o coloro che non conoscono proprio tutti i personaggi qui indiicati) a votare il migliore. Sono contento del lavoro fatto.



Buon lavoro, Giops.
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Messaggio Da giops il Lun 30 Gen 2012, 17:50

Ammetto che questa manche è più semplice della prima. Io voto per Freud, Flaming, Greatbatch (inventore del pacemaker) e Archimede
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Messaggio Da Saix91 il Lun 30 Gen 2012, 21:00

Cacchio, nell'altra ne ho presi ben 3! oh YES!

Anche qui pochi dubbi: Freud (psicoanalisi e scoperta dell'inconscio e quantaltro), Fleming (antibiotici), Archimede (IL genio allo stato primordiale, in un'epoca con tecnologia pressochè nulla). Poi vado con una scelta strana, ma che intendo giustificare, ovvero Gutenberg.

Credo che senza l'invenzione della stampa oggi sapremmo molto meno ( e in maniera più approssimata) di quello che invece sappiamo; pensate a come si corrompevano i testi antichi (non solo letteratura, ma anche scienze, filosofia, storia, teologia...) mano a mano che la trasmissione manoscritta/amanuense andava avanti (errori dei copisti, dovuti a distrazione o volontà di correggere/modificare il cartaceo). Grazie alla stampa (per quanto all'inizio tale mezzo venisse usato in maniera impropria, pubblicando testi corrotti e poco attendibili) siamo riusciti a superare il problema dell'errore umano di trascrizione, e quindi a permettere una diffusione dello scibile umano più precisa e accurata (perdipiù la velocità di diffusione è aumentata in maniera esponenziale).
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Messaggio Da giops il Mar 31 Gen 2012, 11:56

Vi ricordo che avete tempo fino a domani pomeriggio per esprimere le vostre preferenze
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Messaggio Da Ciprea* il Mar 31 Gen 2012, 20:25

Bell, Fleming, Pasteur e Barnard

oh YES!
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Messaggio Da giops il Mer 01 Feb 2012, 09:55

Vi ricordo che avete tempo soltanto fino a stasera verso le 17e30
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Messaggio Da nonhol'età il Mer 01 Feb 2012, 10:58

io ho votato stanotte, ma non l'ho scritto sudo freddo
cmq Guttemberg, Fleming e Barnard

non sono d'accordo sulla presenza di Bell, ricordate che anche il senato americano ha riconosciuto che gli studi sulla telefonia furono terminati prima da Meucci
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Messaggio Da giops il Mer 01 Feb 2012, 17:28

Essendo troppi a passare in questo turno ho deciso di far passare solamente i primi due classificati che sembrano aver convinto maggiormente la platea:

Alexander Fleming e Sigmund Freud
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Messaggio Da giops il Mer 01 Feb 2012, 17:42

So che sarebbero dovuti passare in 8 ma il gruppo del secondo quarto di finale era troppo debole e solamente in 2 hanno meritato di passare!

Da 6 passeranno in 3. SCELTA MULTIPLA GARANTITA.

Buon lavoro.
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Messaggio Da giops il Mer 01 Feb 2012, 17:48

Io ho votato personalmente per Freud ed Einstein
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Messaggio Da Saix91 il Mer 01 Feb 2012, 20:41

La cosa si fa molto dura... 5 su 6 sono fra i miei selezionati!

Marie Curie non l'ho votata nei quarti, non vedo perchè dovrei farlo ora. Per quanto riguarda gli altri 5 devo a malincuore togliere Darwin, che forse è (paradossalmente) il meno importante; evoluzione vs antibiotici, inconscio e problemi psicologici, fisica (tradizionale e non) perde su tutta la linea. Forse sarebbero da votare Fleming, Newton e Einstein, però dare 2 rappresentati alla fisica non mi piace; fra Newton e Einstein devo a malincuore togliere Newton, poichè la genialità di Alberto è troppo rappresentativa delle possibilità cerebrali (unite alla creatività) dell'uomo.

Dopo tutto questo pippone confermo dunque il mio voto a Fleming, Freud ed Einstein :neve:
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Messaggio Da G.Kaplan il Mer 01 Feb 2012, 21:14

Ma come Darwin il meno importante? Muoio!
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Messaggio Da giops il Gio 02 Feb 2012, 11:08

Vedo che si sta verificando una dura battaglia. Continuate ad esprimere el vostre preferenze, ci sarà tempo fino a domani
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