..e al cinema vacci tu...

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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da bellaprincipessa il Sab 08 Mar 2014, 11:49

Scusatemi, non so se é il topic giusto. Avrei bisogno di aiuto da amici cinefili: mio marito deve fare un'intervixta via mail a Jude Law. Non sa niente di lui ( a parte quello che si trova su wiki). Per caso sualcuno di voi ha aneddoti, informazioni, film particolari, notizie, insomma qual osa che lo aiuti a non fare le solite quattro domande del piffero?

Grazie!
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Sab 08 Mar 2014, 12:03

Io non so neppure le quattro cose del piffero  WUB WUB WUB 
Non riesco ad esserti di aiuto  WUB 
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Sab 08 Mar 2014, 12:06

Princi, se vuoi apri pure un topic dedicato, magari resta più in evidenza  occhiolino 
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da bellaprincipessa il Sab 08 Mar 2014, 14:07

Mah, vediamo...
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Tafunk il Dom 09 Mar 2014, 17:48

Cara: ti ho già più detto quello che so di là  sorrisodiscuse 
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Lun 10 Mar 2014, 07:05

Ho recuperato La Grande Bellezza.
Senza fare inutili discorsi, c'è mezz'ora di troppo, soprattutto all'inizio.
Due ore e dieci minuti per un film che in un'ora e trenta minuti avrebbe avuto lo stesso identico senso.

Che poi abbia vinto meritatamente non lo so, non ho visto gli altri film stranieri candidati.

Però se devo pensare a film italiani che non hanno avuto grandissimo successo me che mi sono piaciuti molto di più, sempre di registi da Oscar penso ad esempio ad "Io non ho paura" di Salvatores del 2003 o a "La sconosciuta" di Tornatore del 2006 che mi aveva veramente colpito, uno dei pochi film che nella parte finale mi ha lasciato quasi a bocca aperta.

Ma tant'è, questo, che tra qualche anno non ricorderò neppure di aver visto, ha vinto e gli altri non li hanno neppure considerati.
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Lun 10 Mar 2014, 07:05

ECCO COME E PERCHE’ “LA GRANDE BELLEZZA” DI PAOLO SORRENTINO HA VINTO L’OSCAR

Di Sergio Di Cori Modigliani

…Il film è stato prodotto da un importante rampollo della dinastia Letta, il cugino dell’ex premier.
Si chiama Giampaolo Letta, è uno dei quattro baroni del cinema italiano (lui è il più importante, non a caso è un altro dei nipotini) il cui compito principale consiste nell’impedire che in Italia esista e si manifesti il libero mercato multimediale, mantenendo un capillare controllo partitico dittatoriale sull’industria cinematografica. E’ l’amministratore delegato della Medusa film, il cui 100% delle azioni appartiene a Mediaset.
Il vero oscar, quindi (in Usa conta il produttore, essendo il padre del film) lo ha vinto Silvio Berlusconi, al quale va tutto il merito per aver condotto in porto questo business nostrano.
Ma nessuno in Italia lo ha detto.
E’ un prodotto PDL-PD-Lega Nord tutti insieme appassionatamente.
In teoria (ma soltanto in teoria) è stato prodotto da Nicola Giuliano e Francesca Cima (quota PD di stretta marca burocratica di scuola veltroniana) per conto della Indigo Film, i quali -senza Berlusconi- non sarebbero stati in grado neppure di pagarsi le spese dell’ufficio, dato che su 9 milioni di euro di budget, il buon Berluska ne ha messi 6,5. E’ stata buttata dentro anche la Lega Nord, che ha partecipato con la Banca Popolare di Vicenza (500 mila euro come favore amicale) e con la sponsorizzazione del Biscottificio Verona (in tutto il film non si vede neppure una volta qualcuno mangiare uno dei suoi biscotti), entrambe le aziende vogliose di entrare nel grande giro (sono bastate due telefonate per convincerli).

Grazie alla malleverie politiche, attraverso fondazioni di partito hanno ottenuto altri 2 milioni di euro incrociati: il PD se li è fatti dare grazie al solerte lavoro di relazioni europee attraverso il “programma Media Europa” (650 mila euro) mentre Renata Polverini ha partecipato alla produzione dando 500 mila euro per conto della Presidenza Regione Lazio attraverso il “fondo per il cinema e audiovisivi per il rilancio delle attività cinematografiche dei giovani” (soldi che ha dato a Giampaolo Letta, sulla carta lui sarebbe “il giovane” che andava aiutato). Nicola Giuliano ha messo su la squadra partitica. In teoria fa il produttore, ma fa anche il docente, il consulente.Ha la cattedra al corso di produzione della Scuola nazionale di cinema di Roma, ma allo stesso tempo ha anche la cattedra di docente di produzione cinematografica presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, oltre che docente di “low cost production” a San Antonio De los Banos nell’isola di Cuba e consulente per la Rai. E’ un funzionario tuttofare che mette su pacchetti partitici, il che poco ha a che fare con il cinema, ma molto ha a che vedere con l’idea italiana di come si fa il cinema.
O meglio: molto ha a che fare con l’idea di come si uccide e si annienta una cinematografia.
Secondo gli esaltatori di questo “prodotto Italia”, il film vincente aprirebbe la strada a investimenti, stimolando i giovani autori e lanciando il nuovo cinema italiano; mentre, invece, l’unico risultato che otterrà sarà quello di far capire a tutti, come severo ammonimento, che “o prendete la tessera di Forza Italia/PD oppure non lavorate” chiarendo a chiunque intenda investire anche 1 euro nel cinema che bisogna però passare attraverso la griglia dell’italianità partitica, il che metterà in fuga chi di cinema si occupa e attirerà invece squali di diversa natura il cui unico obiettivo consiste nel fare affari lucrosi in Italia con Berlusconi e il PD, in tutt’altri lidi.
I giovani autori, i cineasti italiani in erba, le giovani produzioni speranzose, il cinema indipendente, ricevono da questo premio un danno colossale perchè il segnale che viene dato loro è quella della contundente italianità, quella della Grande Ipocrisia, la vera cifra di questo paese che si rifiuta di aprire il mercato ai meritevoli, ai competenti, a quelli senza tessera.
Il film ha vinto esattamente nello stesso modo in cui aveva vinto “Nuovo cinema Paradiso” nel 1990.
Due parole tecniche per spiegarvi come funziona il meccanismo di votazione dell’oscar.
Per votare bisogna essere iscritti al MPAA (Motion Pictures Academy of Art) e bisogna essere sindacalizzati; dal 1960 vale anche il principio per cui chi è disoccupato non vota, nel senso che bisogna dimostrare con documenti alla mano che “si sta lavorando” da almeno gli ultimi 24 mesi ininterrottamente, garantendosi in tal modo il voto di chi sta veramente dentro al mercato. Perchè per gli americani l’unica cosa che conta per davvero è il mercato, per questo Woody Allen (autore indipendente) detesta Hollywood e non ci va mai, la considera una truffa. I votanti sono all’incirca 6.000 e sono presenti tutte le categorie dei lavoratori (si chiamano industry workers): produttori, registi, sceneggiatori, direttori di fotografia, macchinisti, tecnici del suono, delle luci, scenografi, sarti, guardarobiere, guardie di sicurezza, perfino i gestori degli appalti per gestire i catering sul set, ecc. Ogni voto vale uno, il che vuol dire che il voto di Steven Spielberg vale quanto quello di un ragazzino il cui lavoro consiste nel tenere l’asta del microfono in direzione della bocca del divo di turno nel corso delle riprese, purchè lo faccia da almeno due anni e paghi i contributi. Quando si avvicina il giorno della votazione scattano i cosiddetti “pacchetti” e a Los Angeles la lotta è furibonda e comincia la caccia già verso i primi di novembre, con i responsabili marketing degli “studios” (sarebbero le grandi majors) che minacciano, ricattano, assumono, licenziano, per convincere chi ha bisogno di lavorare a votare per chi dicono loro. Per ciò che riguarda i film stranieri la procedura è la stessa ma su un altro binario: vale il cosiddetto “principio Hoover” lanciato dal capo del FBI alla fine degli anni’50: vince la nazione che più di ogni altra in assoluto farà fare affari alle sei grosse produzioni che contano, acquistando i suoi prodotti. E’ il motivo per cui l’Italia è la nazione al mondo che ha collezionato più oscar di tutti (la più serva e deferente) e la Russia e il Giappone quelle che ne hanno presi di meno. Quando l’Italia, per motivi politici (o di affari) ha bisogno dell’oscar, allora costruisce un poderoso business (per la serie: vi compro questi quattro telefilm che nessuno al mondo vuole e ve li pago tre volte il suo valore) e lo va a proporre a società di intermediazione di Los Angeles collegate ai due sindacati più potenti californiani, da 40 anni gestiti da famiglie calabresi e siciliane, quelli che danno lavoro alla manovalanza tecnica e gestiscono i pacchetti, dato che controllano il 65% dei voti complessivi. Per i film stranieri bisogna avere un forte “endorsement”, ovvero un sostegno di persona nota nell’industria che garantisce a nome dei sindacati, come è avvenuto quest’anno con Martin Scorsese che si è fatto il giro presso la comunità di amici degli amici a Brooklyn.
Nel 1989 accadde la stessa cosa: Berlusconi doveva entrare nel mercato americano per mettere su un gigantesco business (quello per il quale è stato definitivamente condannato dalla Cassazione, il cosiddetto “processo media-trade”); doveva entrare a Hollywood dalla porta principale con la Pentafilm. Ma non c’erano film italiani che valessero, era già piombata la mannaia dei partiti, tanto è vero che perfino il compianto Fellini girava a vuoto da un produttore all’altro ed era disoccupato, motivo per cui finì per ammalarsi. Alla fine, l’abile Berlusconi riuscì a convincere il più intelligente e bravo produttore di quei tempi (che se la passava maluccio) Franco Cristaldi, a dargli un prodotto perchè lui doveva vincere comunque. Cristaldi era disperato e non sapeva che cosa fare perchè non poteva fare delle figuracce con gli americani che conoscono il buon cinema e non è facile ingannarli, ma si fece venire in mente un’idea geniale. Aveva fatto una marchetta con Raitre e aveva prodotto un film “Nuovo Cinema Paradiso” che era stato un flop clamoroso, sia alla tivvù, con indici di ascolto minimi, che al cinema, dove era uscito e dopo dieci giorni era stato ritirato per mancanza di pubblico. Il film durava 155 minuti ed era, francamente inguardabile, di una noia mortale. Senza dire nulla al regista, Cristaldi ci lavorò da solo -letteralmente- per tre mesi. Rimontò totalmente il film, tagliò e buttò via 72 minuti e usando dei filtri cambiò anche le luci, riuscendo anche a modificare dei dialoghi. Lo fece uscire in Usa dove ottenne un buon successo di critica, sufficiente per passare. Berlusconi fu contento ma non gli diede ciò che era stato pattuito. Il giorno in cui Tornatore prese l’oscar, nel 1990, accadde un fatto inaudito per la comunità hollywoodiana. La statuetta venne data al regista e all’improvviso Franco Cristaldi fece un salto sul palco, si avvicinò, strappò di mano la statuetta a Tornatore, prese il microfono in mano e disse “questo oscar è mio, questo premio l’ho vinto io, questo è il mio film, questo è un film del produttore”. Fu l’inizio della fine della sua carriera in Italia, perchè il giorno dopo l’intera critica statunitense (in Italia non venne mai fatta neppure menzione degli eventi) lo volle intervistare e lui raccontò come i partiti stessero distruggendo quella che un tempo era stata una delle più importanti industrie cinematografiche del mondo. Lo scaricarono tutti in Italia e finì per lavorare all’estero. Di lì a qualche anno morì. Fu in quell’occasione che Tornatore, in una intervista, spiegò come si faceva il regista in Italia: “Bisogna occuparsi di politica, quella è la strada. Io mi sono iscritto al PCI e poi sono riuscito a farmi eleggere alle elezioni comunali in un piccolo paesino della Calabria dove sono diventato assessore. Mi davano da firmare delle carte e io firmavo senza neppure leggerle, dovevo fare soltanto quello. Dopo un po’ di tempo mi hanno detto che potevo anche dimettermi e andare a Roma a fare i film”. Aveva ragione lui: in Italia funziona così.
24 anni dopo è la stessa cosa, con l’aggravante del tempo trascorso.
“La Grande Bellezza” appartiene a questo filone dell’italianità e il solo fatto di accostarlo a Fellini o a De Sica è un insulto all’intelligenza collettiva della nazione: è una marchetta politica.
E si vede, si sente, lo si capisce; nell’arte non si riesce a mentire perchè l’arte è basata su uno squisito paradosso: poichè è finzione totale -e quindi menzogna pura- chi la produce non può darla ad intendere perchè la verità sottostante salta sempre fuori.
E’ la cartolina di un piccolo-borghese costruita (a tavolino) per venire incontro agli stereotipi degli americani votanti, attraverso un’operazione intellettualistica che non regala emozioni, ma soltanto suggestioni di provenienza pubblicitaria marketing negativa. In maniera ingegnosa e diabolicamente perversa propone delle maschere in un paese dove la verità artistica passa, invece, nella necessità dello smascheramento, cioè nel suo opposto.
E’ la quintessenza del paradosso italiano trasformato nel consueto ossimoro: un brutto film che si pone e si qualifica come la Grande Bellezza; proprio come Mario Monti che lanciò il decreto “salva Italia” che ha affondato il paese e Letta (Enrico) che lanciò il “governo del fare” licenziato dopo pochi mesi perchè non è riuscito a fare nulla.
Il film, davvero noioso e privo di spessore, è un prodotto subliminare, promosso dai partiti politici italiani al governo solo e soltanto dopo che i due protagonisti, Toni Servillo e Paolo Sorrentino, si sono messi pubblicamente a disposizione della famiglia Letta. Il film, infatti, doveva uscire a settembre del 2013, ma hanno anticipato l’uscita a giugno perchè era il momento in cui era assolutamente necessario usare ogni mezzo per poter azzannare l’opposizione. Il 7 giugno del 2013, Servillo e Sorrentino, vengono invitati da Lilli Gruber nella sua trasmissione “8 e 1/2″ per l’emittente La7. L’intervista dura 32 minuti. I primi 20 minuti sono noiosi e si parla del film che, si capisce da come andava l’intervista, nessuno avrebbe mai visto. Dal 21esimo minuto in poi, avviene la svolta, fino alla fine. L’attore e il regista, ben imboccati dalla Gruber, si lanciano in un attacco politico personale contro Beppe Grillo e il M5s. Un fatto che non aveva alcun senso, dato che si trattava di un film che nulla -per nessun motivo- aveva a che fare con la vita politica italiana e con il dibattito in corso. Servillo fu durissimo nel sostenere a un certo punto che “mi faccio dei nemici ma me li faccio volentieri” spiegando ai telespettatori (che pensavano di ascoltare un attore che parlava di cinema) come “Grillo ripropone un’immagine di leader vecchio che passa da Masaniello a Berlusconi” -cioè il suo produttore- “e usa un linguaggio violento….”. Sorrentino gli andò dietro e insieme, per dei motivi incomprensibili a chiunque si occupi di cinema in qualunque parte del mondo (tranne che in Italia) spiegavano che il M5s “è un movimento che vuole togliere la sovranità al parlamento”.
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Lun 10 Mar 2014, 07:06



Da quel momento i due sono andati in giro a promuovere il loro film in ambito politico nazionale allertando la popolazione sul pericolo rappresentato dal M5s e così, l’establishment nazionale, l’ha imposto come moda propagandandolo in maniera esorbitante.
Riguardando quell’intervista, ho scoperto, pertanto, che Toni Servillo ha stabilito che io sono un suo nemico.
Non lo sapevo.
Ieri sera, la Gruber, sempre attenta nel rispettare i codici della rappresentanza che conta, ha dedicato un’altra intervista al film, ma in questo caso ha invitato Walter Veltroni.
Forse c’è stato qualche telespettatore che si sarà chiesto “ma che cosa c’entra con questo film?”.
Appunto.
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Messaggio Da piedonex il Lun 10 Mar 2014, 07:07

Sarà vero ???
Non lo so, certo che spiegherebbe molte cose...   
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da bellaprincipessa il Lun 10 Mar 2014, 10:47

allucinenate!!!!
ma mooolto interessante Piedo!
grazie!
posso diffondere?
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Lun 10 Mar 2014, 13:15

Certo,l'ho rubato anche io da internet !
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Saix91 il Lun 10 Mar 2014, 14:50

Io non so chi sia il signor Sergio che ha scritto l'articolo, ma so che definire "noioso" e "Superficiale" La Grande Bellezza è di una imbecillaggine assoluta e di un'ignoranza pericolosa...

Per questo del resto del suo articolo "ci faccio la birra" (me ne curo zero). Chissene se ci sono dei magheggi politici: La Grande Bellezza è un film che ha VALORE ARTISTICO, e a prescindere è stato un bene che sia stato prodotto e distribuito. Poi si può discutere del fatto che sia o meno un capolavoro (per me non lo è), ma è innegabile che possieda uno spessore e un'intenzione davvero notevoli per il panorama nostrano.

Parlando invece d'altro,Piedo, sono d'accordo con te: "Io Non Ho Paura" è un capolavoro, il migliore di Salvatores e uno dei migliori italiani del decennio scorso  OCCHEI!
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Tafunk il Lun 10 Mar 2014, 18:46

Gli Oscar e tutti festival cinematografici sono un "affare pubblicitario"

in America la lobby del cinema di Hollywood è potentissima e c'è sempre polemica sulle candidature ecc.
Non mi stupisce che una volta notato il film "La grande bellezza" all'estero sia stato messo in atto tutto il possibile perchè fosse premiato..

Forse sono troppo cinica ma nè mi stupisce nè mi scandalizza.
Poi sì  mi fa sempre rabbia che ci sono buonissime cose che non riescono mai ad avere spazio..

Il film è bello e questo è bene.
Un riconoscimento estero aiuta.

Invece non ho capito perchè la diffusione in TV( puà! ) e non in tutte le sale ma visto l'impegno medusa inizio a capire ( Berlu psico nano  pirla , deve un sacco di soldi ad un sacco di gente in questo momento. Chissà quanto ha fatturato lo spazio pubblicitario venduto durante la messa in onda del film?)
Personalmente andrò a vederlo al cinema  


Ultima modifica di Tafunk il Lun 10 Mar 2014, 19:09, modificato 1 volta
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da Gaufre il Mer 02 Apr 2014, 22:14

piedonex ha scritto:Sarà vero ???
Non lo so, certo che spiegherebbe molte cose...   

bellaprincipessa ha scritto:allucinenate!!!!
ma mooolto interessante Piedo!
grazie!
posso diffondere?
Basta informarsi e leggere un paio si cose su come funziona l'Academy per capire che l'autore dell'articolo sta raccontando fregnacce. Altrimenti tutti gli altri premi, come il Bafta come si spiegano? Anche loro parte del complotto ? Si vede peraltro che l'articolo é scritto da un militante nei 5stelle, e confezionato per ledere Sorrentino e Servillo.
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Dom 06 Apr 2014, 23:02



Se volete farvi la pupù addosso...  freddo freddo freddo freddo 
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da sonobeatrice il Lun 07 Apr 2014, 15:07

No grazie!
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Mar 08 Apr 2014, 05:30

Magari il genere potrebbe non piacere, però è un bel film  occhiolino 
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da dino75 il Mar 08 Apr 2014, 18:17


La Vita di Adele
- questo film ha scatenato in me più dubbi e perplessità di quanti me ne sarei aspettati da un film che ha ricevuto solo consensi dalla critica e che lo hanno elevato a capolavoro, sinceramente spero di non offendere nessuno visto il tema trattato (omosessualità) ma ritengo l'opera un concentrato di cattiveria e voyerismo, cito da Wiki un passaggio che mi sembra esemplare a tal proposito:
Il film è stato principalmente criticato per la presenza di scene di sesso esplicite e gratuite, da film pornografico per pubblico maschile. Soprattutto dall'autrice del fumetto, la quale le definisce lontane dalla natura dell'opera, lontana dall'erotismo forzato presente nel film, frutto di un'interpretazione di voyeurismo maschile.

rispecchia in toto il mio pensiero, ma voglio fare ordine nelle idee e sezionarlo per arrivare al punto in cui provo anche rabbia per un film fatto in questo modo:
trama: Adele è una studentessa liceale (età precisa indefinita volutamente visto che conviene in questo caso...) che vive le proprie giornate in modo "bulimico" come molte sue coetanee, questa bulimia persiste sia nel modo di mangiare che nelle interazioni con le persone, Adele si fidanza con un bel ragazzo (il vero fidanzato dell'attrice!), Adele ci fa sesso (non l'Amore eh specifichiamo) e le piace ma qualcosa dentro di lei le crea insoddisfazione, tale da troncare il rapporto per la ricerca di qualcos'altro che si manifesterà nell'incontro con Emma di qualche anno più grande di lei con orientamenti sessuali lesbici! Non aggiungo altro alla trama per non rovinare la gran sorpresa di vedere con i propri occhi un racconto degno di Beautiful  occhiolino !

il regista, se così si puo definire, mette da parte le fonti di ispirazione per poter giocare con l'età della protagonista in modo da poter far accettare il film come tale e non come pura pornografia o peggio pedopornografia, infatti l'opera prima di ispirazione è un fumetto chiamato "Il blu è un colore caldo" che parla della storia d'amore tra Clémentine ed Emma e in questo caso Clém (come chiamata sul fumetto) frequenta il quarto anno di superiori quindi circa 17 anni! Il fumetto a sua volta è ispirato a

http://fr.wikipedia.org/wiki/La_Vie_de_Marianne

dove probabilmente la protagonista sarà ancora più giovane, comunque dicevamo del regista...la regia non esiste se poi vogliamo chiamarla regia piazzare a seconda dei casi la macchina da presa a 10cm dal viso o dal culo degli attori allora è una grande prova di regia, a mio modo di vedere il regista non aveva ben in mente cosa stava girando, forse inizialmente voleva realizzare un mockumentary (ovvero un finto documentario come vanno tanto di moda...) dopo a provato a spacciarlo per film da "Dogma95" solo che il risultato non è minimamente paragonabile a film diretti da Lars von Trier o Gus Green Van Sant Jr. e proprio il paragone con quest'ultimo non regge visto che per temi trattati sono accostabili solo che per fare un esempio Elephant o Paranoid Park sono due capolavori mentre questo è un filmetto commerciale vestito da film impegnato! Dicevamo anche della protagonista e del suo nome e perchè insisto con questa farsa: Adele è il vero nome dell'attrice che interpreta il ruolo, una ragazza semi-esordiente spogliata di tutto quello che si puo spogliare un individuo e il nome le viene sottratto non per semplificarle la recitazione ma per annientarne la persona (sarà un esempio non propriamente calzante ma ne "la città incantata" la strega Yubaba per schiavizzare i bambini gli sottrae il nome!) ed esporla alla mercè del pubblico, peccato perchè gli attori sono tutti bravi ma bravi sul serio e le due protagoniste sono da ammirare più per la recitazione che per i loro splendidi corpi che vengono messi in mostra senza filtri e inutilmente per troppe volte infatti il film dura tre ore inutili che senza scene di sesso si ridurrebbero della metà, torno sempre sulla protagonista: bella da togliere il fiato e brava da lasciare il segno merita di più di un filmetto da vetrina come questo e spero si riappropri del proprio nome per interpretare ruoli che non siano da vacca da esposizione macellaio...


per me la pornografia non è l'esibizione del sesso o del coito bensì esporre in tutto e per tutto un soggetto agli occhi del pubblico, odio questo modo di fare arte (il mistero della Gioconda non ha insegnato nulla!) e mi auguro di rivedere presto questa ragazza! Menzione d'onore nche per la coprotagonista


uscita recentemente con il nuovo "la bella e la bestia"
un ultima considerazione, sulla locandina si fa riferimento ad una presunta storia d'Amore che io non sono riuscito a trovare nel film mentre ravvedevo una normale infatuazione di una minorenne con gli ormoni in subbuglio che morde la vita come morde un panino al kebab!
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da dino75 il Mar 08 Apr 2014, 18:17

mi sono dimenticato di dire che è super consigliato per @piedo occhiolino 
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Messaggio Da piedonex il Mar 08 Apr 2014, 20:31

Non sapevo neppure che esistesse.

Tre ore ???  signur 
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Messaggio Da piedonex il Mer 09 Apr 2014, 09:50

Quindi alla fine il mio giudizio sarà: peccato per l'ora e mezza in cui erano vestite ??? :-)
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da dino75 il Mer 09 Apr 2014, 12:08

piedonex ha scritto:Quindi alla fine il mio giudizio sarà: peccato per l'ora e mezza in cui erano vestite ??? :-)
beh perchè no? Sono splendide? Io ad un certo punto allungavo le mani per cercare di toccare... sudo freddo ZiZì 
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da bellaprincipessa il Mer 09 Apr 2014, 14:10

dino75 ha scritto:
piedonex ha scritto:Quindi alla fine il mio giudizio sarà: peccato per l'ora e mezza in cui erano vestite ??? :-)
beh perchè no? Sono splendide? Io ad un certo punto allungavo le mani per cercare di toccare... sudo freddo ZiZì 

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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da piedonex il Mer 09 Apr 2014, 14:30

Il lato maschile del forum si sta manifestando prepotentemente !!!
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Re: ..e al cinema vacci tu...

Messaggio Da bellaprincipessa il Mer 09 Apr 2014, 14:41

risate risate risate 

... é che Dino di solito é molto contenuto!

Comunque a me la Palma d'oro a questo film é parso l'ennesimo premio "politically correct" dato a Cannes. Ultimamente i vincitori di Cannes hanno sempre temi, in qualche modo cari all'opinione pubblica e i premi vengono dati un po' con una spirito diverso dal semplice pregio artistico.

Non sono voluta andare a vederlo questo film e la tua critica mi rincuora nella mia scelta Dino.
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