Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ...

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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 15:21

LE NOVE POESIE DI LEE MASTERS, TRADOTTE DA F. PIVANO



La collina

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso nella miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari-
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag-
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono lo zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della rivoluzione?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti-
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov'è quel vecchio suonatore Jones
Che giocò con la vita per tutti i novant'anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.


Frank Drummer (Un matto)

Da una cella a questo luogo oscuro-
la morte a venticinque anni!
La mia lingua non poteva esprimere ciò che mi si agitava dentro,
e il villaggio mi prese per scemo.
Eppure all'inzio c'era una visione chiara,
un proposito alto e pressante, nella mia anima,
che mi spinse a cercar di imparare a memoria
l'Enciclopedia Britannica!



Il giudice Selah Lively (Un giudice)

Immaginate di essere alto cinque piedi e due pollici
e di aver cominciato come garzone droghiere
finché, studiando legge di notte,
siete riuscito a diventar procuratore.
E immaginate che, a forza di zelo
e di frequenza in chiesa,
siate diventato l'uomo di Thomas Rhodes,
quello che raccoglieva obbligazioni e ipoteche
e rappresentava le vedove
davanti alla Corte. E che nessuno smettesse
di burlarsi della vostra statura, e deridervi per gli abiti
e gli stivali lucidi. Infine
voi diventate il Giudice.
Ora Jefferson Howard e Kinsey Keene
e Harmon Whitney e tutti i pezzi grossi
che vi avevano schernito, sono costretti a stare in piedi
davanti alla sbarra e pronunciare «Vostro Onore»-
Be' non vi par naturale
Che gliel'abbia fatta pagare?



Wendell P. Bloyd (Un blasfemo)

Cominciarono ad accusarmi di libertinaggio,
non essendoci leggi antiblasfeme.
Poi mi rinchiusero per pazzo,
e qui un infermiere cattolico mi uccise di botte.
La mia colpa fu questa:
dissi che Dio mentì ad Adamo, e gli assegnò
di condurre una vita da scemo,
d'ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male.
E quando Adamo imbrogliò Dio mangiando la mela
e si rese conto della menzogna,
Dio lo scacciò dall'Eden per impedirgli di cogliere
Il frutto della vita immortale.
Santo cielo, voi gente assennata,
ecco ciò che Dio stesso ne dice nel Genesi:
«E il Signore Iddio disse: Ecco che l'uomo
è diventato come uno di noi» (un po' d'invidia, vedete)
«a conoscere il bene e il male» (la menzogna che tutto sia bene!);
«e allora, perché non allungasse la mano a prendere
anche dell'albero della vita e mangiarne, e non vivesse eterno;
per questo il Signore Iddio lo scacciò dal giardino dell'Eden».
(La ragione per cui io credo che Dio crocifiggesse suo figlio,
per uscire da quel brutto pasticcio, è che ciò è proprio degno di Lui).



Francis Turner (Un malato di cuore)


Io non potevo correre né giocare
quand'ero ragazzo.
Quando fui uomo, potei solo sorseggiare alla coppa,
non bere-
perché la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito da un segreto che solo Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti-
là, in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary-
mentre la baciavo con l'anima sulle labbra,
l'anima d'improvviso mi fuggì.



Il dottor Siegfried Iseman (Un medico)

Dissi, quando mi consegnarono il diploma,
dissi a me stesso che sarei stato buono
e saggio e coraggioso e caritatevole col prossimo;
dissi che avrei trasportato il Credo cristiano
nella pratica della medicina!
Ma, non so come, il mondo e gli altri dottori
Subodorano ciò che si ha in cuore non appena si prende
Questa magnanima risoluzione.
E il sistema è pigliarvi per fame.
Da voi non verranno che i poveri.
Voi vi accorgerete troppo tardi che fare il dottore
non è che un modo di guadagnarsi la vita.
E quando siete povero e dovete reggere
Il Credo cristiano e la moglie e i figli
tutto sulla vostra schiena, è troppo!
Ecco perché fabbricai l'Elisir di Giovinezza,
che mi portò alla prigione di Peoria
bollato come truffatore e imbroglione
dall'integerrimo Giudice federale!



Trainor, il farmacista (Un chimico)


Soltanto un chimico può dire, e non sempre,
che cosa uscirà dalla combinazione
di fluidi o di solidi.
E chi può dire
come uomini e donne reagiranno
fra loro, e quali bambini nasceranno?
C'erano Benjamin Pantier e sua moglie,
buoni in se stessi, ma cattivi l'un l'altro:
ossigeno lui, lei idrogeno,
il figlio un fuoco devastatore.
Io, Trainor, il farmacista, mescolatore di elementi chimici,
morto mentre facevo un esperimento,
vissi senza sposarmi.


Dippold, l'ottico (Un ottico)

Che cosa vedete adesso?
Globi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
Sì. E adesso?
Cavalieri in armi. belle donne, visi gentili.
Provate questa.
Un campo di grano - una città.
Benissimo! E adesso?
Una donna giovane e angeli chini su di lei.
Una lente più forte! E adesso?
Molte donne dagli occhi vivi e labbra schiuse.
Provate queste.
Soltanto un bicchiere su un tavolo.
Oh, capisco! Provate questa lente!
Soltanto uno spazio vuoto - non vedo nulla in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo d'estate.
Questa va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. Gli occhi mi sfuggono di là dalla pagina.
Provate questa lente.
Abissi d'aria.
Ottima! E adesso?
Luce, soltanto luce che trasforma tutto il mondo in giocattolo.
Benissimo, faremo gli occhiali così.


Il suonatore Jones


La terra ti suscita
Vibrazioni nel cuore: sei tu.
E se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita.
Che cosa vedi, una messe di trifoglio?
O un largo prato tra te e il fiume?
Nella meliga è il vento; ti freghi le mani
perché i buoi saran pronti al mercato;
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle
come al Boschetto quando ballano le ragazze.
Per Cooney Potter una pila di polvere
o un vortice di foglie volevan dire siccità;
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare le mie terre,
-non parliamo di ingrandirle-
con la ridda di corni, fagotti e ottavini
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,
e il cigolio di un molino a vento - solo questo?
Mai una volta diedi mano all'aratro,
che qualcuno non si fermasse nella strada
e mi chiamasse per un ballo o una merenda.
Finii con le stesse terre,
finii con un violino spaccato -
e un ridere rauco e ricordi,
e nemmeno un rimpianto. [b]
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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 15:26

NON AL DENARO NON ALL'AMORE NE' AL CIELO
Testi di De Andre' e Bentivoglio



DORMONO SULLA COLLINA

Dove se n'è andato Elmer
che di febbre si lasciò morire
Dov'è Herman bruciato in miniera.

Dove sono Bert e Tom
il primo ucciso in una rissa
e l'altro che uscì già morto di galera.

E cosa ne sarà di Charley
che cadde mentre lavorava
dal ponte volò e volò sulla strada.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella e Kate
morte entrambe per errore
una di aborto, l'altra d'amore.

E Maggie uccisa in un bordello
dalle carezze di un animale
e Edith consumata da uno strano male.

E Lizzie che inseguì la vita
lontano, e dall'Inghilterra
fu riportata in questo palmo di terra.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dove sono i generali
che si fregiarono nelle battaglie
con cimiteri di croci sul petto

dove i figli della guerra
partiti per un ideale
per una truffa, per un amore finito male

hanno rimandato a casa
le loro spoglie nelle barriere
legate strette perché sembrassero intere.

Dormono, dormono sulla collina
dormono, dormono sulla collina.

Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.

Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo.

Lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate

sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"



UN MATTO (DIETRO OGNI SCEMO C'E' UN VILLAGGIO)

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita:
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".



UN GIUDICE

Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
d'una ragazza irriverente
che vi avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:

vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.

Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo
troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d'una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d'un tribunale
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva "Vostro Onore",
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.



UN BLASFEMO (DIETRO OGNI BLASFEMO C'E' UN GIARDINO INCANTATO)


Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l'amore
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio.

Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l'anima a forza di botte.

Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male.

Quando vide che l'uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni.

... mi cercarono l'anima a forza di botte...

E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato.



UN MEDICO


Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l'uomo
e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d'accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d'amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell'identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l'etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.



UN MALATO DI CUORE

"Cominciai a sognare anch'io insieme a loro
poi l'anima d'improvviso prese il volto."

Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
come diavolo fanno a riprendere fiato.

Da uomo avvertire il tempo sprecato
a farti narrare la vita dagli occhi
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti,
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti.

Eppure un sorriso io l'ho regalato
e ancora ritorna in ogni sua estate
quando io la guidai o fui forse guidato
a contarle i capelli con le mani sudate.

Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,
quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
se fu troppo sgomento o troppo felice,
e il cuore impazzì e ora no, non ricordo,
da quale orizzonte sfumasse la luce.

E fra lo spettacolo dolce dell'erba
fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue cosce color madreperla
rimasero forse un fiore non colto.

Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.

"E l'anima d'improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non si riesce di sognare con loro."



UN CHIMICO

Solo la morte m'ha portato in collina
un corpo fra i tanti a dar fosforo all'aria
per bivacchi di fuochi che dicono fatui
che non lasciano cenere, non sciolgon la brina.
Solo la morte m'ha portato in collina.

Da chimico un giorno avevo il potere
di sposare gli elementi e di farli reagire,
ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l'amore.
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.

Guardate il sorriso guardate il colore
come giocan sul viso di chi cerca l'amore:
ma lo stesso sorriso lo stesso colore
dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.
Dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore.

È strano andarsene senza soffrire,
senza un volto di donna da dover ricordare.
Ma è forse diverso il vostro morire
vuoi che uscite all'amore che cedete all'aprile.
Cosa c'è di diverso nel vostro morire.

Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.

Ma guardate l'idrogeno tacere nel mare
guardate l'ossigeno al suo fianco dormire:
soltanto una legge che io riesco a capire
ha potuto sposarli senza farli scoppiare.
Soltanto la legge che io riesco a capire.

Fui chimico e, no, non mi volli sposare.
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
Son morto in un esperimento sbagliato
proprio come gli idioti che muoion d'amore.
E qualcuno dirà che c'è un modo migliore.



UN OTTICO

Prima parte:
Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.

Seconda parte:
Primo cliente - Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

Secondo cliente - Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.

Terzo cliente - Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.

Quarto cliente - Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.

Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!



IL SUONATORE JONES


In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.

Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.

Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.

Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.
Cantastorie
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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 15:32

Note inserite nel disco

Pivano:
Hai voglia di raccontarci come ti è Venuto in mente di fare questo disco?

Fabrizio:
Spoon River l'ho letto da ragazzo, avrò avuto 18 anni. Mi era piaciuto, e non so perché mi fosse piaciuto, forse perché in questi personaggi ci trovavo qualcosa di me. Poi mi è capitato di rileggerlo, due anni la, e mi sono reso conto che non era invecchiato per niente, Soprattutto mi ha colpito un fatto: nella vita, si è costretti alla competizione, magari si è costretti a pensare il falso o a non essere sinceri, nella morte invece, i personaggi di Spoon River si esprimono con estrema sincerità, perché non hanno più da aspettarsi niente, non hanno più niente da pensare. Così parlano come da vivi non sono mai stati capaci di fare.


P.Cioè, tu hai sentito in queste poesie che nella vita non si riesce a «comunicare»? Quella che a me pare la denuncia più precorritrice di Masters, la ragione per la quale queste poesie sono ancora attuali, specialmente tra i giovani?

F.Sì, decisamente sì. A questo punto ho pensato che valesse la pena ricavarne temi che si adattassero ai tempi nostri, e siccome nei dischi racconto sempre le cose che faccio, racconto la mia vita, cerco di esprimere i miei malumori, le mie magagne (perché penso di essere un individuo normale e dunque penso che queste cose possano interessare anche gli altri, perché gli altri sono abbastanza simili a me), ho cercato di adattare questo Spoon River alla realtà in cui vivo io. Perché ho scelto Spoon River e non le ho addirittura inventate io, queste storie? Dal punto di vista creativo, visto che c'era stato questo Signor Edgar Lee Masters che era riuscito a penetrare così bene nell'animo umano, non vedo perché avrei dovuto riprovarmici io.

P.Sicché le grosse manipolazioni che hai fatto sui testi sono state come delle operazioni chirurgiche per rendere il libro attuale, contemporaneo?.

F.Sì. Addirittura per rendere più attuali i personaggi, per strapparli dalla piccola borghesia della piccola America 1919 ed inserirli nel nostro tipo di vita sociale. Quando dico borghesia non dico babau, dico la classe che detiene il potere e ha bisogno di conservarselo, no? il suo potere. Ma anche nel nostro tipo di vita sociale abbiamo dei giudici che fanno i giudici per un senso di rivalsa, abbiamo uno scemo di turno di cui la gente si serve per scaricare le sue frustrazioni (è tanto comodo a tutti, uno scemo ... ).

P.Dal libro hai preso nove poesie, scegliendole tra le più adatte a spiegare due temi che sembravano le più insistenti costanti della vita di provincia: l'invidia (come molla del potere esercitata sugli individui e come ignoranza nei confronti degli altri) e la scienza (come contrasto tra l'aspirazione del ricercatore e la repressione del sistema). Perché proprio questi due temi?

F.Per quanto riguarda l'invidia perché direi che è il sentimento umano in cui si rispecchia maggiormente il clima di competitività, il tentativo dell'uomo di misurarsi continuamente con gli altri, di imitarli o addirittura superarli per possedere quello che lui non possiede e crede che gli altri posseggano. Per quanto riguarda la scienza, perché la scienza è un classico prodotto del progresso, che purtroppo è ancora nelle mani di quel potere che crea l'invidia, e, secondo me, la scienza non è ancora riuscita a risolvere problemi esistenziali.


P.Chi ha fatto questa scelta dei temi e delle poesie?

F.Dopo aver fatto la scelta ne ho parlanto con Bentivoglio al quale ho proposto di aiutarmi in questo lavoro. Tra noi ci sono state molte discussioni, come è ovvio e come è giusto. Bentivoglio tendeva a fare un discorso politico ed io volevo fare un discorso essenzialmente umano. Alla fine la fatica più dura è stata, mai rinunciando ad esprimere dei contenuti, quella di accostarsi il più possibile alla poesia. Fatica a parte devo dire che vorrei incontrare un centinaio di Bentivoglio nella vita: se vivessi cent'anni, un disco. all'anno, sarei l'autore di canzoni più prolifico del mondo.

Puoi spiegarmi meglio l'idea del malato di cuore come alternativa all'invidia?

Se ci riuscissi. Gli altri personaggi si sono lasciati prendere dall'invidia e in qualche maniera l'hanno risolta, positivamente o negativamente (lo scemo che per invidia studia l'enciclopedia britannica a memoria e finisce in manicomio, il giudice che per invidia raggiunge abbastanza potere da umiliare chi l'ha umiliato, il blasfemo che è un esegeta dell'invidia e per salirne alle origini la va a cercare in Dio); invece il malato di cuore pur essendo nelle condizioni ideali per essere invidioso compie un gesto di coraggio e...

P. Possiamo dire che ha scavalcato l'invidia perché a spingerlo non è stata la molla del calcolo ma è stata la molla dell'amore?

F. Ma sì, lo avrei detto io se non lo avessi detto tu.

P. E allora possiamo concludere con la -vecchia proposta di Masters, che a trionfare sulla vita è soltanto chi è capace di amore?

F.Sì, a trionfare sono i « disponibili ».

P.Anche per il gruppo della scienza hai trovato un'alternativa, vero? Bentivoglio mi diceva che per rappresentare il tema della scienza hai scelto il medico che ha cercato di curare i malati gratis ma non c'è riuscito perché il sistema non glielo ha permesso, il chimico che per paura si rifugia nella legge e nell'ordine come fatto repressivo e l'ottico che vorrebbe trasformare la realtà in luce e nel quale hai visto una specie di spacciatore di hashish, una specie di Timothy Leary, di Aldous Huxley. In che modo il suonatore di violino è una alternativa?

F.Il suonatore di violino (che è diventato per ragioni . oni metriche di flauto) è uno Che i problemi esistenziali se li risolve, e se li risolve perché, ancora, è un « disponibile ». E' disponibile perché il suo clima non è quello del tentativo di arricchirsi ma del tentativo di fare quello che gli piace: è uno che sceglie sempre il gioco, e per questo muore senza rimpianti. Non ti pare che sia perché ha fatto una scelta? La scelta di non seppellire la libertà?

P.Allora si può dire che questo è il messaggio che hai voluto trasmettere con questo disco? Perché siamo abituati 'a pensare che tutti i tuoi dischi hanno proposto un messaggio: quello libertario e non violento delle tue prime ballate ' come nella Guerra di Piero, quello liberatorio della paura della morte, come in Tutti morimmo a stento, quello demistificante dei personaggi del Vangelo, come nel Testamento di Títo. Qual è il messaggio di questo Spoon River?

Direi, tutto sommato, che siamo usciti dall'atmosfera della morte per tentare un'indagìne sulla natura umana, attraverso personaggi che esistono nella nostra realtà, anche se sono i personaggi di Masters.


E' chiaro che le poesie le hai tutte rifatte. Ma per esempio, nella poesia del blasfemo tu hai aggiunto un'ídea che non era in Masters, quella della « mela proibita », cioè della possibilità di conoscenza, non più detenuta da Dio ma detenuta dal potere poliziesco del sistema.

Non mi bastava il fatto traumatico che il blasfemo venisse ammazzato a
botte: volevo anche dire che forse è stato il blasfemo a sbagliare, perché nel tentativo di contestare un determinato sistema, un determinato modo di vivere, forse doveva indirizzare il suo tipo di ribellione verso qualcosa di più consistente che non contro un'immagine così metafisica.


P.Mi diceva Bentivoglio che se la « mela proibita » non è in mano a un Dio ma al potere poliziesco, è il potere poliziesco che ci costringe a sognare in un giardino incantato. Cioè ' il giardino incantato non è più quello divino dove secondo Masters l'uomo non avrebbe dovuto sapere che oltre al bene esiste il male.

F.Sì. In realtà per il blasfemo il giardino incantato non è stato creato da Dio ma è stato addirittura inventato dall'uomo e comunque « la mela proibita » è ancora sulla terra e noi non l'abbiamo ancora rubata. A questo punto hai capito che cosa voglio dire io per sognare: voglio dire pensare nel modo in cui si è costretti a pensare dopo che il sistema è intervenuto a staccarci decisamente dalla realtà.

Mi pare che la tua aggiunta non sia una forzatura, perché anche nella denuncia della manipolazione del pensiero ' del lavaggio mentale esercitato dal sistema, Masters è un precorritore dei nostri problemi. Cerca di dirmi in che modo, quando eri ragazzo, a un ragazzo della tua generazione Masters è sembrato un contestatore.

F.Perché denuncia i difetti di gente attaccata alle piccole cose, che non vede al di là del proprio naso, che non ha alcun interesse umano al di fuori delle necessità pratiche.

P.Cioè più che la sua contestazione Politica ti ha interessato la sua contesta zione umana?

F.Sì, secondo me il difetto sostanziale sta nella natura umana.

P.Ritornando alle tue manipolazioni del testo, possiamo dire che l'aggiunta di questo concetto della « mela proibita » non detenuta da Dio ma dal potere del sistema è la manipolazione più grossa. D'altronde è passato mezzo secolo da quando Masters ha scritto queste poesie, sicché se questa galleria di ritratti la potesse riscrivere adesso non c'è dubbio che la sua vena libertaria gli farebbe inserire elementi che si è limitato a sfiorare come precorritore. Questo vale anche per l'altra grossa manipolazione che hai fatto, quella dell'ottico visto come proposta di un'espansione della coscienza. Ma proprio dal punto di vista stilistico, perché hai sentito la necessità di cambiare la forma poetica di Masters? Bentivoglio mi diceva che il verso libero di queste poesie non ti serviva, avevi bisogno di ritmo e di rima, questo è chiaro. Ma sembra quasi che tu abbia voluto divulgare, spiegare questi testi.

F.Sì. Mi pareva necessario spiegare queste poesie; poi c'era la necessità di farle diventare delle canzoni. Cioè delle storie e una storia non è un pretesto per esprimere un'idea, dev'essere proprio la storia a comprendere in sé l'idea.

P.Ma come spieghi per esempio il fatto di aver usato parole di un linguaggio contemporaneo quasi brutale, per esempio nel verso della poesia del giudice « un nano è una carogna di sicuro perché ha il cuore troppo vicino al buco del c... » e di avere per esempio inserito immagini come « le cosce color madreperla » in poesie che pur essendo piene di sesso sono espresse per lo più in forma asettica, quasi asessuata?

F.Perché anche il vocabolario al giorno d'oggi è un po' cambiato, e io ero spinto soprattutto dallo sforzo di spiegare il vero significato di queste cose. Ouanto alla definizione del giudice, questo è un personaggio che diventa una carogna perché la gente carogna lo fa diventare carogna: è un parto della carogneria generale. Questa definizione è una specie di emblema della cattiveria della gente.

Tutto sommato mi pare che queste siano state le manipolazioni più pesanti che hai fatto ai concetti e al testo di Masters; e d'altra parte quando il libro è uscito, ai suoi contemporanei è sembrato tutt'altro che asettico e asessuato: il gruppo dei NeoUmanisti lo aggredì come « iniziatore di una nuova scuola di pornografia e sordido realismo ».

F.Capirai.

P.Comunque sono certa che non deluderai i tuoi ammiratori, perché le poesie le hai proprio scritte tu, con quella tua imprevedibile, patetica inventiva nelle rime e nelle assonanze, proprio come nelle poesie dell'antica tradizione popolare. Ma fino a che punto, per esempio, ti si identificato col suonatore di violino (Jones, che nel '71 suona il flauto) che conclude il disco? E non voglio alludere al fatto che da ragazzo ti sei accostato alla musica studiando il violino.

F.Non c'è dubbio che per me questa è stata la poesia più difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni di difetti e di complessi è stato relativa mente facile, ma calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un professionista della musica è stato tutt'altro che facile. Capisci? Per Jones la musica è un mestiere, è un'alternativa: ridurla a un mestiere sarebbe come seppellire la libertà. E in questo momento non so dirti se non finirò prima o poi per seguire il suo esempio.


Intervista registrata a Roma il 25 ottobre 1971.

Fernanda PIVANO


Ti sei dimenticata di rivolgermi una domanda: chi è Fernanda Pivano? Fernanda Pivano per tutti è una scrittrice. Per me è una ragazza di venti anni che inizia la sua professione traducendo il libro di un libertario mentre la società italiana ha tutt'altra tendenza. E' successo tra il '37 e il '41: quando questo ha significato coraggio.

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Messaggio Da laRoss il Ven 30 Ott 2009, 15:49

La Nanda e De Andre'... perchè adesso ci si deve accontentare di Rostagno e Marco Carta? pianto2
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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 15:57

risposta facile?
Perchè LI fanno passare uno per INTELLETTUALOIDE e l'altro per CANTANTOIDE...

Non vorrei divagare sulla PIGRIZIA del Cantautore moderno, ma vorrei SOLO segnalare che SOLO un anno prima 1970 De Andrè pubblicava la BUONA NOVELLA, altro album-concert ispirato ai Vangeli Apocrifi.

Da vent'anni almeno, QUANDO MAI un cantante o un gruppo o un cantautore, o quello che ve pare che incida musica, fa due dischi TOT INEDITI nell'arco di un biennio? Chissà cosa mangiavaano all'epoca



:miniera:
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Messaggio Da athelas il Ven 30 Ott 2009, 16:25

Cantastorie ha scritto:
Il fatto che quella "lezioncina" di Morgan sia andata in onda SOLO sull'extrafactor - così come poche settimane fa l'incontro dei ragazzi con Bersani la dice lunga sulle dinamiche decisionali degli autori di quel programma: hanno il tempo di mandar in onda kilometri di fuffa nel daytime su raidue...ma GUARDACASO, quando il contenuto c'è e andrebbe portato a conoscenza del pubblico intero - generalista....là...no no non sia mai che perdiamo tre spettatori che cambiano canale...mentre sulla new pettinatura di Chiara e sul dialogo Mori-Sofia il telespettatore si interessa e si affeziona.
Altra cosa che mi ha solo confermato di QUANTO POCO siano ....non dico CONOSCENTI...ma almeno INFORMATI quei ragazzi...non foss'altro perchè quell'album è stato riproposto da Morgan ...ma NON sapevano...NON conoscevano...non hanno manco accennato ad una NOTA...
e torniamo al discorso già fatto: ma come diamine si fa a pensare di fare un MESTIERE - e sto pensando a quelli che là dentro SI autodefiniscono CANTAUTORI...a NON CONOSCERE.... a non voler assorbire...a NON VOLER sapere...a NON INCURIOSIRSI....ma di cosa vogliono scrivere nelle canzoni??? Del tempo com'è stamattina? Di quella volta che ho sbagliato ad allacciarmi le scarpe??...
Willy, PRIMA di raccogliere tocca seminare e potare e disinfestare e proteggere quelle pianticelle che con un po' di sole...di sale...di fresco o di caldo POI daranno frutti....
spero di veder frutti prima di diventar sorda o rinco del tutto.

Quoto, quoto e riquoto.
Ho pensato la stessa cosa quando ho visto Rai4
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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 16:33

ad es. a proposito di RiArrangiamenti o Cover....
qualcuno llà dentro LO SA (o sospetta lontanamente) che i concerti LIVE del 1979 di De Andrè-PFM (con i quali aveva inciso proprio la Buona Novella anni prima) segnano una sorta di Incontro Epocale tra la musica d'autore (acustica, dai ritmi lenti da ballata..folk pppe capisse) con Arrangiamenti e RISONANZE della musica ROCK? E quell'incontro ha permesso reciprocamente alla parte "tifosa" della canzone d'autore di avvicinarsi al rock e ..viceversa....ai rockettari di Conoscere-avvicinarsi ai Testi/musica di Faber?

No no...non gliele diciamo queste cose, prima che si spaventino schhhhhhhhhhhhhhhh silenccccccccce

Da quel concerto live, solo perchè questo post riguarda Non al denaro...
....il riarrangiamento di UN GIUDICE





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Messaggio Da willywonka2009 il Ven 30 Ott 2009, 17:55

Cantastorie ha scritto:principè al volo..
cantandola insieme io avevo solo notato che il tempo era stra-rallentato..e ho pensato fosse una sorta di scelta interpretativa per aumentare la libertà di chi canta...sul tempo largo....fai m po' come te pare....anticipi..rallenti....e nessuno ti può dir nulla proprio perchè il tempo musicale è diluito..

mentre hai ragione in pieno tu sulla seconda parte..una bizzeffata di imprecisioni, inesattezze strumentali e vocali.

da quando inizia la parte con l'armonica di De Gregori
la parte suonata - armonica - di De Gregori ha una serie di note che non si incastrano con l'armonia sotto.
La parte cantata da Morgan è - oltre ad essere defiatata ma vabbè - inesistente sulle note basse della melodia - nel suonare il pianoforte sbaglia PIU' di un accordo e si sente 👏

si si! a volte si inciampa sui tasti... ma e' tipico di Morgan, troppa foga credo... pero' a me piace il suo modo di suonare, quando ha fatto Morgan vs. Shubert (o chi era?)... ha suonato bene... insomma a me pareva di si....
si prende tante liberta' sulla tastiera come nel suo modo di atteggiarsi, ma lo apprezzo perche' si impone coraggiosamente sul solito concetto di musicista...

Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 24492 che azz ho detto? Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 273191 Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 24492
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Messaggio Da Cantastorie il Ven 30 Ott 2009, 18:24

si Willy, ho capito...solo che se spifferi o pigi tasti a caso su un tempo musicale largo (lento-diluito) a me m'arriva na sberla acustica Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 483101 mah
Poi certo, cambia molto se la sberla acustica è VOLUTA / PREMEDITATA o MENO....
comunque...è talmente raro che PASSI quella meraviglia in televisione....che se m'è andato bene Jovanotti...mi andrà bene anche Morgan e ArmonicaCiccio :boccacce: evvai
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Messaggio Da giumil il Lun 02 Nov 2009, 00:08

Cantastorie ha scritto:si Willy, ho capito...solo che se spifferi o pigi tasti a caso su un tempo musicale largo (lento-diluito) a me m'arriva na sberla acustica Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 483101 mah
Poi certo, cambia molto se la sberla acustica è VOLUTA / PREMEDITATA o MENO....
comunque...è talmente raro che PASSI quella meraviglia in televisione....che se m'è andato bene Jovanotti...mi andrà bene anche Morgan e ArmonicaCiccio :boccacce: evvai

Quotissimo (soprattutto la "meraviglia") Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 68171

Ah così giusto per... La frase che ho in firma è tratta dal discorso introduttivo a "La buona Novella" che Faber fece al teatro Brancaccio nel grandioso concerto del 98 ripreso dalla Rai.
Mi fermo qui o su De Andrè rischierei di esagerare. Per chi vuol saperne di piu' su Non al denaro, ne' all'amore nè al cielo ... - Pagina 2 68171
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Messaggio Da Cantastorie il Lun 02 Nov 2009, 12:44

Giumil....mentre c'è una Quota (piccola o grande non saprei) di persone che per tanti motivi quella meraviglia l'ha incontrata....c'è una stragrande maggioranza che quella meraviglia NON SA CHE ESISTE (anche tra chi vuol fare il cantante/musicante di professione).
A voler pensar male, SOLO nascondendo quella meraviglia, si può far passare certo MARCIUME come "arte musical-canzonettara"...perchè appena appena accenni certi CONFRONTI....P U R T R O P P O (sottolineato dumila volte purtroppo) ci s'accorge di quanta distanza c'è tra certe Stelle...e certe Stalle.

Ecco perchè quei 20 minuti di Lezioncantata di Morgan su Non all'amore l'han riservata all'Extrafactor....e perchè CHI L'HA VISTA (piu' d'uno era qui in forum a scriverne)..ha provato un senso di "vertigine"...altro che vertigo e bluette....a dover lasciare quell'atmosfera per la trasmissione in diretta...

Se penso che tra i compiti istituzionale dell'ente TV di stato c'è la DIFFUSIONE e DIVULGAZIONE del patrimonio musicale (a 360 gradi) di questo paese...mi salgono istinti insani

:urlouomo:
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