la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Ven 03 Set 2010, 16:35

maimeri ha scritto:un momento, non è chese non hai studiato fontana non lo capisci, dipende anche dal tpo di ambiente in cui vivi, da cosa frequenti, magari uno non è molto esperto di arte contemporanea ma se ha un po' di occhio, dis ensibilità, capisce che il taglio di fontana ha un suo significato e che è un gesto di rottura simbolico ,quantomeno si incuriosisce. poi damien hirst, che a me non piace, è cmq considerato all'unanimità un genio assoluto, fosse non altro per il "coraggio" e la dirompenza delle sue opere.
In questo ti quoto assolutamente, Maimeri.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Ven 03 Set 2010, 16:40

xenas ha scritto:

ti quoto. specie per la parte marketing.... Gaufre semplificando, se uno di questi grandi merkettari mette al guggenheim in una sala enorme un uovo di gallina al centro e sopra ci si filosofeggia dicendo cose tipo rappresenta l'univeeso nel vuoto cosmico ed essendo fonte di vita e vita in se in quanto contenuto rappresentail ventre della donna che alla fine è base dell'universo tutti a dire "che figata"... per me che passo li è solo un uovo... al centro di una stanza... e per farti rabbrividire (:sorriso4: al mio amico lo manda in besta) le tele di fontana per uno che le vede e nn si è fatto il pippotto sono solo tele bianche rotte!!!!

PS: l'ultima è una provocazione ma rende molto l'idea. Magari è una provocazione solo perchè di quelle so che cosa c'è dietro


baci
Un uovo come questo?



Come vedi cose del genere le trovi anche nella pittura rinascimentale... ma qui ti dà meno fastidio perché pensi di aver apprezzato l'opera, solo perché vedi qualcosa di riconoscibile.
Il valore dell'arte è soprattutto nel suo significato, per me. Non solo nel mezzo che si usa per comunicarlo.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da maimeri il Ven 03 Set 2010, 17:00

si però ci sono opere antiche che non sono obiettivamente belle ma che vengono cmq consideratedei capolavori. perchè con i secoli si acquisice all'unanimità una percezione eestetica che te li fa considerare belli.

l'impressionismo,all'inizio era considerato una schifezza, ma se consideriamo l'avventod ella fotografia è stata la prima vera corrente rioluzionaria dell'era moderna. oggi i quadri impressionisti vengono considerati stupendi anche da chi di arte non ne capisce un'emerita cippa e non vuoel capirne un'emerita cippa. perchè si è crreata quella sensibilità estetica lì che è estata orientata in quella direzione.

tra 100 anni cio che è stato fatto 50 anni fa e che ora viene cosiderato bruttissimo, verrà considerato bellissimo, ne sono certa.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Ven 03 Set 2010, 17:04

maimeri ha scritto:si però ci sono opere antiche che non sono obiettivamente belle ma che vengono cmq consideratedei capolavori. perchè con i secoli si acquisice all'unanimità una percezione eestetica che te li fa considerare belli.
Se stai rispondendo a me, stiamo dicendo più o meno la stessa cosa... forse non mi sono spiegata bene.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da maimeri il Ven 03 Set 2010, 17:22

scusa triste
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Ven 03 Set 2010, 17:31

maimeri ha scritto:scusa triste
Ma non c'è nulla di cui scusarsi...
Ho scritto i post in evidente picco negativo di zuccheri
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da xenas il Lun 06 Set 2010, 10:22




in realtà mi rifersco a cose come queste....
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Lun 06 Set 2010, 12:17

A parte che stiamo scrivendo da tre giorni nel topic sbagliato (questo era un topic dedicato ad Andy), portare esempi come questo non serve tantissimo alla discussione, secondo me. Tu puoi trovare la performance di Yoko Ono una presa in giro, ad altri può piacere. E questo è un fatto soggettivo. Discutevamo di altro, e cioé di cosa possa essere considerato arte e cosa no e chi lo decide (domanda tua), e di come ci si debba porre davanti a un'opera per valutarla. E io ti ho già dato una risposta in merito.
Rispetto alla tua critica, io ti dico che la fruizione di un'opera d'arte comprende, da parte del fruitore, uno sforzo intellettuale. Come ti ho mostrato postandoti la Pala di Brera, assolutamente in sintonia col tuo esempio sull'uovo, questo sforzo lo si può fare davanti a una pala d'altare di Piero come di fronte a una scultura contemporanea. Non riesco ancora a capire perché secondo te questo sforzo lo si debba fare solo di fronte a certe opere e ad altre no. E' il messaggio che conta, non solo il mezzo. Altrimenti ci possiamo meravigliare davanti alla maestria con cui un'artista adopera i pennelli, ignorando i contenuti dell'opera, che invece è fatta da entrambe le cose. Oggi gli artisti si esprimono usando dei media o delle modalità espressive che sono in sintonia con l'immaginario contemporaneo. Tutto qui. Il passato non torna.
Comunque, quoto Maimeri sul suo post in cui afferma che l'arte di oggi non viene capita: in generale è sempre stato così, non soltanto per una questione estetica, ma anche perché tutte le novità sono un attacco alle consuetudini, allo status quo. E qui torno al mio assunto iniziale: non si sarà mai pronti ad accettare l'arte contemporanea in un paese che vive perennemente nelle glorie del passato e non guarda mai in avanti, come il nostro.
Comunque dovremmo continuare a postare nel topic giusto, scusate l'OT.
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Messaggio Da xenas il Lun 06 Set 2010, 12:32

Gaufre ha scritto:A parte che stiamo scrivendo da tre giorni nel topic sbagliato (questo era un topic dedicato ad Andy), portare esempi come questo non serve tantissimo alla discussione, secondo me. Tu puoi trovare la performance di Yoko Ono una presa in giro, ad altri può piacere. E questo è un fatto soggettivo. Discutevamo di altro, e cioé di cosa possa essere considerato arte e cosa no e chi lo decide (domanda tua), e di come ci si debba porre davanti a un'opera per valutarla. E io ti ho già dato una risposta in merito.
Rispetto alla tua critica, io ti dico che la fruizione di un'opera d'arte comprende, da parte del fruitore, uno sforzo intellettuale. Come ti ho mostrato postandoti la Pala di Brera, assolutamente in sintonia col tuo esempio sull'uovo, questo sforzo lo si può fare davanti a una pala d'altare di Piero come di fronte a una scultura contemporanea. Non riesco ancora a capire perché secondo te questo sforzo lo si debba fare solo di fronte a certe opere e ad altre no. E' il messaggio che conta, non solo il mezzo. Altrimenti ci possiamo meravigliare davanti alla maestria con cui un'artista adopera i pennelli, ignorando i contenuti dell'opera, che invece è fatta da entrambe le cose. Oggi gli artisti si esprimono usando dei media o delle modalità espressive che sono in sintonia con l'immaginario contemporaneo. Tutto qui. Il passato non torna.
Comunque, quoto Maimeri sul suo post in cui afferma che l'arte di oggi non viene capita: in generale è sempre stato così, non soltanto per una questione estetica, ma anche perché tutte le novità sono un attacco alle consuetudini, allo status quo. E qui torno al mio assunto iniziale: non si sarà mai pronti ad accettare l'arte contemporanea in un paese che vive perennemente nelle glorie del passato e non guarda mai in avanti, come il nostro.
Comunque dovremmo continuare a postare nel topic giusto, scusate l'OT.

basta indicare il topic giusto.....

l'uovo in una sala vuota non è paragonabile a quello che hai postato, mi pare ovvio dato che la pala di brera ha un significato estrinseco e uno intrinseco e che comunque chi non ne conosce i significati può apprezzare quanto meno quello visivo. La mia domanda è sempre la stessa chi decide che una donna che strilla in una sala è un'opera degna del moma?

il fatto che si chiami yoko ono ha una influenza?

e poi come fare ad avvicinarsi all'arte contemporanea se ogni volta le risposte ai dubbi sono sempre velatamente e piccatamente (come dice il mio amico,una mia collega, i critici ecc) non è colpa dell'arte contemporanea se sei ignorante (tu e il 99.9 della popolazione). Devi informarti e ogni volta che vai al museo di arte contemporanea devi studiare almeno tre mesi.

Il mio voleva solo essere un modo per discutere della cosa, vedere se altri la pensavano come me e se poteva esserci un confronto tra gli estimatori.

se volete spostare spostate pure ma nn credo posterò altro

ciao
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Messaggio Da Gaufre il Lun 06 Set 2010, 12:44

http://xfactor.forumattivo.it/le-arti-musica-cinema-e-tutto-quello-che-e-arte-f31/la-pancia-e-la-testa-disquisizioni-sull-arte-t875-255.htm

il topic è questo.
Xenas, io le mie risposte te le ho già date, sono scritte nelle pagine precedenti. Il tuo ultimo messaggio però mi fa intuire che hai sicuramente frainteso il mio pensiero, visto che è da tempi immemorabili che dico che l'educazione all'arte (non solo contemporanea) è fondamentale, e che in Italia non si fa. L'ho ripetuto anche nell'ultimo post. Se ti interessa davvero, comunque, questi argomenti sono stati anche sviscerati nel topic.


Ultima modifica di Gaufre il Lun 06 Set 2010, 13:29, modificato 1 volta
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Brina78 il Lun 06 Set 2010, 13:23

Come sempre, anche qui la discussione è interessantissima.
Sono priva di formazione specifica, e come tutti i profani resto colpita da alcune cose e indifferente ad altre.
Credo dipenda da una serie di fattori che "lavorano" nella mia interiorità senza che ne abbia piena consapevolezza.
Penso che l'arte sia anzitutto un'espressione, mediata dalla creatività del suo autore.
Mi ha sempre colpito notare che anche i primitivi hanno sentito l'esigenza di graffiare la pietra per comunicare sè stessi.
Mi sembra che adesso si sperimentino strumenti non solo visivi per raggiungere una comunicazione prima emotiva e poi intellettuale, ma l'essenza mi sembra resti invariata.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Lun 06 Set 2010, 13:29

Brina78 ha scritto:
Mi sembra che adesso si sperimentino strumenti non solo visivi per raggiungere una comunicazione prima emotiva e poi intellettuale, ma l'essenza mi sembra resti invariata.
Beata sintesi.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da floppy il Mer 08 Set 2010, 17:23

xenas ha scritto:

[..]

l'uovo in una sala vuota non è paragonabile a quello che hai postato, mi pare ovvio dato che la pala di brera ha un significato estrinseco e uno intrinseco e che comunque chi non ne conosce i significati può apprezzare quanto meno quello visivo. La mia domanda è sempre la stessa chi decide che una donna che strilla in una sala è un'opera degna del moma?

il fatto che si chiami yoko ono ha una influenza?

e poi come fare ad avvicinarsi all'arte contemporanea se ogni volta le risposte ai dubbi sono sempre velatamente e piccatamente (come dice il mio amico,una mia collega, i critici ecc) non è colpa dell'arte contemporanea se sei ignorante (tu e il 99.9 della popolazione). Devi informarti e ogni volta che vai al museo di arte contemporanea devi studiare almeno tre mesi.

Il mio voleva solo essere un modo per discutere della cosa, vedere se altri la pensavano come me e se poteva esserci un confronto tra gli estimatori.

se volete spostare spostate pure ma nn credo posterò altro

ciao

Quasi tutto il '900 si pone, più o meno, questa domanda, e un signore ha risposto esplicitamente al concetto di arte e luogo, con un opera, appunto:
..che mi guardo bene di commentare -dirò solo che Manzoni è uno dei miei artisti favoriti- per non esser bacchettata da Gaufre
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E comunque : SI! Per avvicinarsi alla comprensione dell'arte in maniera profonda bisogna conoscere, se no si rischia di scambiare il sorriso sdentato del proprio bambino per il più grande capolavoro artistico di tutti i tempi...

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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da lepidezza il Lun 08 Nov 2010, 15:32

http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/08/foto/galleria_d_arte_segreta-8873300/1/?ref=HRESS-2

Tutti ne parlano, in particolare dopo un articolo apparso sul New York Times, ma in pochi sono riusciti a vederla se non in alcune immagini, come queste che presentiamo in questa galleria, circolate sul web. Si tratta di una galleria d'arte segreta, un museo fantasma nato in un'ex stazione della metropolitana di New York ora abbandonata. Qui ormai dal 2008 va avanti la realizzazione dell'Underbelly Art Projet, un progetto di arte urbana che ha coinvolto oltre cento tra i migliori street artist tra i quali anche alcuni nomi illustri come Ron English, Swoon e Revok. Nell'intenzione dei curatori, PAC e Workhorse, la galleria dovrebbe rimanere segreta e per questo le scale e gli strumenti utilizzati per raggiungerla vengono di volta in volta fatti sparire per non consentire l'accesso. Intanto la febbre dei curiosi sale e recentemente sei persone sono state arrestate mentre cercavano di localizzare il sito
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Gaufre il Lun 08 Nov 2010, 15:40

lepidezza ha scritto:http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/08/foto/galleria_d_arte_segreta-8873300/1/?ref=HRESS-2

Tutti ne parlano, in particolare dopo un articolo apparso sul New York Times, ma in pochi sono riusciti a vederla se non in alcune immagini, come queste che presentiamo in questa galleria, circolate sul web. Si tratta di una galleria d'arte segreta, un museo fantasma nato in un'ex stazione della metropolitana di New York ora abbandonata. Qui ormai dal 2008 va avanti la realizzazione dell'Underbelly Art Projet, un progetto di arte urbana che ha coinvolto oltre cento tra i migliori street artist tra i quali anche alcuni nomi illustri come Ron English, Swoon e Revok. Nell'intenzione dei curatori, PAC e Workhorse, la galleria dovrebbe rimanere segreta e per questo le scale e gli strumenti utilizzati per raggiungerla vengono di volta in volta fatti sparire per non consentire l'accesso. Intanto la febbre dei curiosi sale e recentemente sei persone sono state arrestate mentre cercavano di localizzare il sito
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Messaggio Da lepidezza il Lun 08 Nov 2010, 15:53

scusa è vero.. ho cercato ma ho trovato prima questo e mi sono scordato che ne esisteva un altro più adatto.
chi rassetta il topic? musico
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Ospite il Sab 19 Feb 2011, 15:05

PSICOLOGIA
Così la canzone preferita può svelare il tuo carattere
Secondo uno studio dell'Università di Cambridge, dai brani che più ci piacciono si possono comprendere i tratti di ciascuno di noi: a definire psiche e preferenze musicali sarebbe un modello pentadimensionale. Cinque profili diversi di ascoltatore di GIULIA BELARDELLI

Così la canzone preferita può svelare il tuo carattere

UN INTERO UNIVERSO sorretto da sette elementi, una "magia" che ci accompagna da prima di nascere fino ai momenti conclusivi della nostra esistenza. E' la musica, arte immateriale per definizione, musa che porta sulle spalle secoli di storia umana e non solo: secondo alcuni antropologi, infatti, le sue origini precedono di gran lunga la comparsa della nostra specie. Eppure, ancora oggi il perché dei gusti e delle preferenze musicali rimane in buona parte un mistero.

La biomusicologia, da un lato, sta cercando di capire cosa le abbia conferito un ruolo così importante nelle nostre culture. Dall'altro, c'è la psicologia musicale, che negli ultimi anni si sta impegnando sempre di più per comprendere i segreti che ci spingono ad ascoltare una sonata di Corelli, piuttosto che un cd di Battisti o l'ultimo successo dei Black Eyed Peas. De gustibus non est disputandum, certo. Ma gli psicologi sono convinti che dietro vi sia qualcosa di estremamente complesso che vale la pena di capire. Ne sono certi, ad esempio, alcuni ricercatori della Cambridge University che in un recente articolo, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology 1, hanno definito quelle che - secondo loro - sono le "cinque dimensioni delle preferenze musicali". E c'è di più: per ognuno di questi attributi sarebbe possibile risalire alle caratteristiche sonore e ai tratti psicologici di chi ascolta. Tutto dipende da se preferiamo
la musica "melodiosa", "senza pretese", "intensa", "sofisticata" o "contemporanea".

IL SONDAGGIO 2

Alla radice dei gusti. Attraverso studi degli anni passati è emerso come le preferenze musicali siano il riflesso di numerosi fattori: dalla genetica alle influenze culturali, dalle mode del momento alle esperienze personali. Di recente, tuttavia, si è fatta strada l'ipotesi che questa categoria di gusti possa essere considerata in gran parte come una manifestazione esplicita della psiche. Secondo questo approccio, le persone tendono a circondarsi di ambienti musicali che rafforzano e riflettono le loro attitudini, emozioni e personalità. Ad esempio, per Peter Rentfrow, autore dello studio e professore di Psicologia sociale e dello sviluppo alla Cambridge University, "dichiarare cantanti e canzoni preferite è come fare una precisa affermazione di ciò che siamo e di come vogliamo che gli altri ci vedano".

La musica in cinque categorie. Analizzando le preferenze musicali di oltre 2.000 individui e utilizzando una metodologia statistica priva di ipotesi a priori, il gruppo di ricerca guidato da Rentfrow ha raggruppato ben ventitré generi musicali in cinque fattori base. In questo modo, gli studiosi hanno creato un modello chiamato MUSIC, dalle iniziali delle principali caratteristiche di ogni dimensione sonora: "Mellow" (melodiosa), "Unpretetious" (senza pretese), "Sophisticated" (sofisticata), "Intense" (intensa) e "Contemporary" (contemporanea). Per ogni dimensione hanno poi chiesto ai volontari di indicare gli attributi dominanti (come ritmo, timbro e tipi di sonorità) e di collegare un tratto psicologico percepito come intimamente connesso.

1. Tutta questione di melodia. Secondo lo schema MUSIC, il primo fattore (non in termini di importanza, bensì da un punto di vista prettamente lessicale) è la melodia (dall'inglese "Mellow"). In questa famiglia sono racchiusi il pop, il rock leggero, la musica soul e l'R&B. Le canzoni che vi fanno parte sono descritte come lente, calme e prive di distorsioni. Psicologicamente gli autori dello studio legano a questi generi le persone romantiche, quelle che vedono la musica come un mezzo per rilassarsi o che portano con sé un velo di tristezza.

2. La musica senza secondi fini. La seconda dimensione è occupata dalla musica "senza pretese" (da Unpretentious). In base ai dati, fanno parte di questo gruppo tutta la musica country, il bluegrass e in parte il Rock-n-Roll. In quanto a emozioni, sempre secondo i ricercatori, questa categoria viene percepita come rilassante, non complicata e non aggressiva. Uno studio precedente condotto dell'Università di Edimburgo aveva indicato come questi generi musicali siano associati in maniera più marcata a una delle "big five" della personalità: la coscienziosità.

3. Per le orecchie più complesse. A rappresentare la S è la musica "sofisticata" ("Sophisticated"). I brani che ne fanno parte quasi mai prevedono un cantante, ma solo sonorità non elettriche e prive di percussioni. I generi che vi appartengono - va da sé - sono la musica classica e la sinfonica, così come il jazz old style e la musica celtica. Chi ascolta questa melodie è soprattutto alla ricerca di ispirazione e spiritualità, ma possiede anche buone abilità nei compiti sociali e soprattutto è dotato di un'elevata apertura mentale, un'altra delle big five.

4. In cerca di emozioni forti. In base all'analisi degli studiosi di Cambridge, le canzoni rock, punk, heavy metal e power pop fanno parte della categoria definita "Intense": ovvero la musica intensa, spesso distorta, elettrica e dai ritmi forti. Secondo gli autori, gli attributi psicologici di chi preferisce questo tipo di sonorità sono l'aggressività e un certo grado di ostilità nei confronti dell'ambiente circostante. Prevedibilmente, gli amanti della dimensione "intensa" non sono in cerca né di relax, né di romanticismo, ma piuttosto di quella carica energetica che consente di affrontare al meglio le sfide con se stessi e con gli altri.

5. Le sonorità nuove. La quinta dimensione musicale, chiamata "Contemporary", contiene al suo interno generi alquanto diversi: dal rap all'elettronica, dalla musica latinoamericana all'acid jazz. I tratti distintivi di questa famiglia sono le percussioni e le sonorità elettroniche, mentre le persone che la preferiscono, di solito, traggono dai ritmi veloci uno stato di felicità e possiedono una buona apertura mentale.

Malgrado la sua robustezza, tuttavia, è bene precisare che il modello MUSIC non pretende di incasellare tutti i generi musicali e le preferenze di ogni individuo. Come sottolineano gli autori, infatti, per ora si tratta solo di una "road map" della psicologia dei gusti musicali, uno strumento da tenere presente quando proviamo a immaginare cosa sta frullando nella testa di una persona semplicemente sbirciando la playlist del suo mp3.


http://www.repubblica.it/scienze/2011/02/18/news/tipo_ascoltatore_di_musica-12613681/

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Messaggio Da mambu il Sab 19 Feb 2011, 15:43

A me fa ridere questa pretesa di essere scientifici che poi si basa su una classificazione in categorie fatta non si capisce con che criteri. Musicologici? tecnologici? sociali? cronologici? etnici? pissiologici?
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da Ospite il Sab 19 Feb 2011, 19:53

secondo l'articolo:

Analizzando le preferenze musicali di oltre 2.000 individui e utilizzando una metodologia statistica priva di ipotesi a priori, il gruppo di ricerca guidato da Rentfrow ha raggruppato ben ventitré generi musicali in cinque fattori base. In questo modo, gli studiosi hanno creato un modello chiamato MUSIC, dalle iniziali delle principali caratteristiche di ogni dimensione sonora: "Mellow" (melodiosa), "Unpretetious" (senza pretese), "Sophisticated" (sofisticata), "Intense" (intensa) e "Contemporary" (contemporanea). Per ogni dimensione hanno poi chiesto ai volontari di indicare gli attributi dominanti (come ritmo, timbro e tipi di sonorità) e di collegare un tratto psicologico percepito come intimamente connesso.



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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da maimeri il Dom 20 Feb 2011, 01:01

mambu ha scritto:A me fa ridere questa pretesa di essere scientifici che poi si basa su una classificazione in categorie fatta non si capisce con che criteri. Musicologici? tecnologici? sociali? cronologici? etnici? pissiologici?

da quello che ho capito non ci sono dei criter di indirizzo msa una raccolta di dati che vengono analizzati successivamente. lo studio è molto interessante e, anche se molto generalizzato, mi ritrovo nei profili relativi al tipo di musica che perdiligo e che loro hanno individuato.
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da mambu il Dom 20 Feb 2011, 01:15

maimeri ha scritto:
mambu ha scritto:A me fa ridere questa pretesa di essere scientifici che poi si basa su una classificazione in categorie fatta non si capisce con che criteri. Musicologici? tecnologici? sociali? cronologici? etnici? pissiologici?

da quello che ho capito non ci sono dei criter di indirizzo msa una raccolta di dati che vengono analizzati successivamente. lo studio è molto interessante e, anche se molto generalizzato, mi ritrovo nei profili relativi al tipo di musica che perdiligo e che loro hanno individuato.

non è "una metodologia statistica priva di ipotesi a priori"

è un circolo vizioso
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Messaggio Da maimeri il Dom 20 Feb 2011, 11:08

in ke zenzo?
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Messaggio Da Ospite il Gio 24 Feb 2011, 13:39

si, dai, spiegaci mambu, siamo tutt'orecchi piano

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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da lepidezza il Lun 20 Giu 2011, 21:48


a proposito di pancia ...oltre le classifiche fimi e i platini mancati una critica a due cantautori
Antonacci & Raf: l'amore
è una meringa radiofonica



“Io non so parlar d’amore”, cantava un Adriano Celentano non ancora definitivamente pasionario e referendario. Lo cantava col gusto del paradosso, ben sapendo quanto fosse spesso stato vero il contrario. Quella strofa, vecchia di dodici anni, era di Mogol. Riletta oggi, sembra la recensione perfetta di molte popstar contemporanee.
Come viene cantato, nel 2011, l’amore in Italia? E’ disimpegno, intrattenimento, introspezione? Tutto questo insieme, unito però da un’ostentata ridondanza di melassa. Di melenso. Di banalità.
La tremebonda rima “cuore/amore” è sempre stata dietro l’angolo. Anche nei decenni d’oro della musica leggera italiana, si riscontravano botte diabetiche sconfortanti. Quando non involontariamente comiche. Nel libro Canzoni (1999), Edmondo Berselli sosteneva provocatoriamente come Lucio Battisti accelerasse la pronuncia delle strofe più esili di Mogol, cercando di mascherarne la debolezza letteraria. Secondo quest’ottica, l’approdo a Pasquale Panella non fu dettato unicamente dal desiderio di scomparsa commerciale, ma anche da una voglia di nonsense linguistico che seppellisse il ricordo di frasari troppo scontati. Nonché di successo.
E’ però certo che, rapportati al presente, perfino i versi più machisti e bucolici del Gran Mogol assurgono a capolavori. Lasciando stare i cantautori, troppo presi a ricordarsi di essere vivi, o la cosiddetta scena alternativa, troppo presa a ricordarsi di essere ribelle, la canzone leggera è incentrata su temi amorosi. Trattati, spesso, con una profondità linguistica non esattamente spiccata. Da mesi, furoreggia in Rete la parodia dell’ultimo singolo di Jovanotti, Le tasche piene di sassi, in cui il cantante esibisce con propensione al martirio la conclamata difficoltà nel pronunciare le “s” senza “zeppolare” (“Sono solo stasera senza di te/ mi hai lasciato da solo davanti al cielo/ e non so leggere, vienimi a prendere/ mi riconosci ho le tasche piene di sassi”). Al netto dei difetti di pronuncia, e dei pregiudizi nei confronti di “quello che cantava Gimme Five”, Jovanotti ha saputo scrivere buone canzoni. Alcune, come Una storia d’amore, erano dichiaratamente e felicemente tenchiane. La tendenza, negli ultimi brani, è però quella della nenia: della serenata depressa, del cliché dell’uomo abbandonato che si macera. Non il massimo, quanto a resa e originalità.
Chi ha fatto della “medietà amorosa low profile” una ragione di vita, è Raf. Il quale, lontano dai tempi in cui si poneva domande generazionali sul grado eternabile degli Anni Ottanta, incide ogni volta lo stesso disco. Se Gozzano era il poeta dell’ironia sentimentale, l’umile Raf non rinuncia allo sguardo del fanciullino pascoliano, interessato poeticamente alla resa immediata delle cose. Ne è ulteriore prova il recente Numeri. Una strofa tra tante: “Sei un’emozione inaspettata/ un sogno indescrivibile/ la sensazione più delicata/ profonda e così semplice/ ringrazio il cielo/ per la gioia pura/ che ora tu / regali a me”. Nelle canzoni di Raf c’è sempre una voce narrante che racconta il reiterato miracolo dell’innamoramento corrisposto. Se l’ultimo Jovanotti è un amante depresso, Raf suole infatuarsi ogni giorno: fortunato, quantomeno.
Il caso più emblematico di poetica diabetica è quello di Biagio Antonacci. A inizio carriera scriveva testi arditamente maso-fetish (Danza sul mio petto), ora è tutto un florilegio di “dammi tre parole sole cuore amore”, quasi che ambisse al ruolo di Valeria Rossi al maschile. Emblematico il singolo Ubbidirò, duettato con i Club Dogo nel tentativo di unire pop e hip hop. L’incipit, da solo, basterebbe come spot del melenso trito e ritrito: “A me piace l’amore/ lo scrivo e lo dipingo/ il mio infinito istinto/ mi fa partire il cuore/ mi piace da morire”. Basterebbe, ma la canzone va avanti. Esplodendo in un ritornello in cui Liala si fonda con Moccia: “All’amore all’amore all’amore all’amore ubbidirò/ al dolore al dolore al dolore al dolore risponderò”. Parole forti.
L’amore al tempo del 2011 è facile, orecchiabile, dolciastro. Praticamente, una meringa radiofonica.
andrea scanzi- la stampa
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=241
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Re: la "pancia" e la "testa", disquisizioni sull'arte...

Messaggio Da bellaprincipessa il Lun 20 Giu 2011, 22:10

Bello e condivisibile!
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