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Messaggio Da Brillianttrees il Mar 16 Feb 2010, 12:59

Simone Cristicchi

Simone Cristicchi nasce a Roma nel 1977 nel popoloso e popolare quartiere Tuscolano, nei pressi di Cinecittà. Con lui cresce il suo cespuglio di capelli sotto il quale maturano parallelamente la passione per il disegno e il fumetto ( è stato allievo del grande Jacovitti ), e un amore autentico per la canzone d’autore e non solo italiana: infatti oltre a Franco Battiato, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Paolo Conte, Fabrizio De Andre’, Vinicio Capossela, l’adolescente Simone ascolta Chico Buarque, Caetano Veloso, Nick Drake, Jeff Buckley e Syd Barrett inquieta anima dei primi Pink Floyd.

Nel 1998, a 21 anni, il nome di Simone Cristicchi inizia a circolare tra gli addetti ai lavori e nell'estate incontra il suo produttore Francesco Migliacci. Per la sua profonda conoscenza del repertorio e della poetica di Jeff Buckley, il cantautore americano morto nel 1997 in circostanze drammatiche come il padre, il leggendario Tim Buckley, Simone viene invitato ad esibirsi nel 1999 a Milano in una serata tributo insieme a Morgan dei Bluvertigo e Cristina Dona’.

Quando inizia a cantare il suo "appeal" è percepibile da subito, e basterebbero i racconti dei parenti, rapiti di fronte alle sue estemporanee, ma presto richiestissime in famiglia, esecuzioni.
Finito il liceo, si iscrive a giurisprudenza all'Università di Pisa dove si laurea, sempre attento però a non dimenticare gli studi di canto. Anzi, talmente serio è il suo impegno che finisce per prendere lezioni da un mostro sacro del Novecento, quel Franco Corelli che è l'idolo tenorile di molti amanti dell'Opera. Tuttavia vivere di musica al giorno d'oggi è quasi impossibile e Bocelli non disdegna di cimentarsi talvolta anche nel più prosaico piano-bar.

E' in questo periodo che incontra Enrica, che diventerà sua moglie e che gli darà due figli: Amos e Matteo. La storia d'amore tra i due purtroppo sembra si sia conclusa da poco e sono diventate ormai note le dichiarazioni del cantante circa il problema del divorzio e i suoi figli.

Tornando alla musica, l'inizio "ufficiale" della sua carriera di cantante è casuale. Si fa avanti per un'audizione che il già celebre Zucchero tiene nel 1992 per realizzare un provino di "Miserere", pensata per Luciano Pavarotti e da realizzare proprio con il fantastico tenore modenese. E qui accade il "coup de teatre". Pavarotti, infatti, ascoltando la registrazione, commenterà: "Grazie per la splendida canzone, ma lascia che sia Andrea a cantarla. Nessuno è più adatto di lui."

Nel settembre del 2003 vince a Crotone il Cilindro d’ Argento, premio per cantautori emergenti nell’ambito del Festival “Una casa per Rino” dedicato a Rino Gaetano nella sua citta’ natale. Da qui inizia, al seguito dei CiaoRino, ottima cover band romana del cantautore del “nonsense”, una intensa attivita’ live destinata a continuare con Max Gazze’, Niccolo’ Fabi, Marlene Kuntz, artisti dei quali apre i rispettivi concerti.

Il 2005 è l’anno dell’affermazione: in gennaio la firma del contratto discografico con Sony Bmg; ad aprile l’uscita del fortunatissimo singolo “Vorrei cantare come Biagio” (e relativo video realizzato da Gaetano Morbioli), anticipata dall’anteprima che lo stesso Biagio Antonacci – intelligentemente – decide di offrire il 12 aprile al giovane Simone cedendogli il palcoscenico del Palalottomatica di Roma per questa curiosa canzone “presa in giro” che in realtà è un ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica.

La canzone arriva rapidamente nelle zone alte della classifica radiofonica e di vendita dei singoli: si aprono le porte del Festivalbar, e dopo quattro esibizioni arriva, di fronte ad una platea immensa, la serata finale del 14 settembre all’Arena di Verona in diretta televisiva.

Nel corso del 2005 arriva una vera e propria pioggia di premi e riconoscimenti: vince il Premio Musicultura ( già Premio Recanati ) e anche la Targa della critica con il brano “Studentessa universitaria” che verrà inserito nell’album di debutto; è tra i vincitori del Premio Giorgio Gaber nell'ambito del Festival del Teatro Canzone di Viareggio. Vince ancora il Premio Carosone come migliore canzone ironica; si rivela "artista dell'anno" nel Festival "Dallo Sciamano allo Showman" ( Premio Renzo Bigi Barbieri); vince, nell'ordine, il Premio Nielsen, il Premio Charlot ( migliore canzone comica), il Premio Mei (Artista rivelazione ), il Premio Internazionale delle Arti Leone d'Argento di San Marco, il Premio della critica di Musica e Dischi per il Miglior album di debutto.

Il 23 settembre, preceduto dal secondo singolo "Studentessa universitaria", momenti di vita e solitudine di una "fuori sede" descritti con grande sensibilità, esce il primo album "Fabbricante di canzoni".

Simone ha finalmente modo di rivelare, in una generosa manciata di canzoni di immediata comunicazione, le sue due anime: quella già nota, irriverente, ironica, e quella intima, poetica, osservatrice dei sentimenti, diretta erede della sua formazione legata alla grande canzone d'autore. Una appartenenza che nel disco si dichiara a livelli altissimi nel duetto con Sergio Endrigo "Questo è amore", una emozione pura firmata dal grande artista istriano che purtroppo scompare prima di potersi riascoltare nel disco di questo giovane intelligente che ha la rara qualità di essere autenticamente trasversale in senso generazionale. Nel disco compare anche, nella ghost track, il suo alter ego Rufus, creatura orribile che si impossessa del Cristicchi “buono” e romantico per rivelarsi in tutto il suo cinismo e malvagita’. Il personaggio talvolta irrompe, non atteso, negli spettacoli di Simone: un Mr.Hide comico, fantasma di un palcoscenico che Simone domina a meraviglia.
“Fabbricante di canzoni” riceve critiche lusinghiere in Italia e all’estero, tra cui una in particolare, quella del settimanale americano “Stylus Magazine” che, selezionato il disco come “album of the week” ( non accadeva dal 2003 per un disco italiano), così si esprime attraverso la recensione del critico Edward Oculicz: “Mentre la maggior parte degli artisti ha bisogno di guest-DJ, di un guest-rapper o di una sezione di archi per diversificare la musica ed introdurre un elemento di novità, Simone Cristicchi sembra creare entrambe queste cose praticamente dal nulla, attingendo dal folk, dal rap, dallo swing, dalle radio fm, dalle radio pop ed anche da ballate non sdolcinate e con leggero e spensierato abbandono, per realizzare uno dei più originali ed affascinanti album di debutto di cui si ha memoria recente. E realizza tutto ciò essenzialmente con una chitarra ed una fisarmonica, sintomo questo di inventiva, se non di genialità.

Il pop mediocre di tutto il mondo trova facile successo nelle classifiche italiane. Se ci fosse giustizia, questo sublime ed originale pop trascenderebbe la lingua e scalerebbe le classifiche di tutto il mondo. Se così non sarà, sarà un vero peccato. Simone Cristicchi è un talento sorprendente il cui cammino artistico sarà interessante e divertente tenere sott’occhio se la consistente qualità di “Fabbricante di canzoni” avrà un qualche seguito”.

Al di là dei Festivalbar, delle suonerie scaricate a centinaia di migliaia e dei premi, parallelamente cresce la fama del Simone Cristicchi comunicatore. Il 17 ottobre è a Cinecittà Campus, la “palestra dello spettacolo” promossa da Cinecittà Entertainment e Maurizio Costanzo per un incontro con gli allievi dell’accademia. Poco più di un mese dopo inizia una sorta di mini tour in varie Università Italiane (Catania, Arezzo, Bologna, Perugia) iniziando da Roma dove è invitato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza per una lezione dal titolo “L’anima dei poeti. Quando la canzone incontra la letteratura”, una bella occasione di confronto con una platea di studenti che lo sommergerà di domande sul come nasce un testo di successo, da dove arriva l’ispirazione, come ha elaborato la sua passione per la canzone d’autore.

Il 2006 si apre nel segno di un maestro incontrato e perso troppo presto: Sergio Endrigo. Quel maestro che Simone si è già trovato ad omaggiare in ottobre a Domenica In con una sua bellissima versione di “Io che amo solo te”. L’11 gennaio Simone Cristicchi è infatti sul palcoscenico della Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma per la serata tributo al grande artista per cantare “Questo è amore”, la “loro” canzone. Simone è nel cast stellare della serata insieme a Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Morgan, Sergio Cammariere, Tetes de Bois, Nada, Mariella Nava, Renato Zero, Roberto Vecchioni con Patrizio Fariselli, Bruno Lauzi, Marisa Sannia.

Fin qui la folgorante ascesa di un ragazzo portato al successo dalla sua autoironia e dalla sua intelligenza. Siamo pronti ad un dopo-Sanremo altrettanto ricco di eventi.

A febbraio 2007 vince il 57° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, con la canzone Ti regalerò una rosa, il cui toccante testo è ispirato alla sua esperienza di volontario nel centro di igiene mentale di Roma. Il brano, che ha il favore del pubblico, è anche premiato dalla stampa con il premio della critica "Mia Martini" e riceve inoltre il premio dei giornalisti radio-TV.

Tra gli impegni del 2007 segnaliamo:

1. la pubblicazione del libro Centro d'igiene mentale (Mondadori), ispirato alla sua esperienza come obiettore nel centro di igiene mentale di Roma;
2. la pubblicazione del nuovo cd "Dall'altra parte del cancello", edito assieme al documentario-film, per la regia di Alberto Puliafito (già regista dei videoclip di Ombrelloni e di Ti regalerò una rosa) che lo vede contemporaneamente attore e spettatore di un viaggio in presa diretta all'interno degli ex manicomi italiani.




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Messaggio Da janelle il Mer 17 Feb 2010, 10:38

ho trovato la canzone di Cristicchi una delle migliori della serata.
Bel pezzo, ironico, melodia del primo Crtisticchi, mi piace molto.
Per me uno dei migliori.
Gli do otto e mezzo

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Messaggio Da bellaprincipessa il Mer 17 Feb 2010, 14:49

bravo!
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Messaggio Da Kaiser il Mar 09 Mar 2010, 19:05

Simone Cristicchi a MusicZone: Sanremo? Marco Mengoni meritava di vincere


Con il testo di "Meno Male" i giorni precedenti il Festival di
Sanremo di quest'anno ha rischiato di creare un caso diplomatico con la
Francia, mentre nel 2007 ha vinto la 57esima edizione del Festival con
"Ti Regalerò Una Rosa". Simone Cristicchi ci ha raccontato le sue
impressioni e i suoi progetti dimostrando di essere un artista che va
ben oltre la kermesse sanremese.


A distanza di due settimane cosa ricordi con maggiore piacere
del Festival di Sanremo di quest'anno? Qualche aneddoto legato a quei
giorni?

"La cosa che ricordo con più piacere? Una è stata
sicuramente ricevere il voto massimo da parte dell'orchestra e aver
contribuito alla ribellione nel momento in cui hanno stracciato gli
spartiti, mi sono sentito coinvolto da questa cosa visto che è partito
tutto da lì, dal momento in cui sono stato "escluso"dalla gara. Anche
se devo dire che la gara era l'ultima cosa a cui pensavo, quest'anno
l'importante era soprattutto partecipare. Un altro momento che ricordo
con molto piacere è stato quando ho ricevuto una telefonata da Marco
Travaglio, il giornalista al quale ho dedicato "Meno Male" perchè è nata dopo aver letto il suo libro che si intitola "La Scomparsa dei Fatti". E' stato davvero un bel momento quando ho ricevuto la chiamata da una persona che stimo così tanto".

Qualche brutto momento nei giorni del Festival c'è stato?
"Brutti
momenti? No, non mi viene in mente niente perchè stato tutto bello,
anche tanta gente comune mi ha accolto con grande affetto. Non molto
tempo fa avevo fatto un concerto a Sanremo e quindi probabilmente
qualcosa era rimasto nell'aria".

Quest'anno al Festival
di Sanremo sono arrivati in finale Valerio Scanu, Marco Mengoni e il
contestato trio di Pupo e Filiberto. Tu quale canzone in gara avresti
fatto vincere? Quali ti sono piaciute di più?

"A me è piaciuta molto "La Cometa di Halley" di
Irene Grandi, tra l'altro il testo è stato scritto da una persona che
ammiro molto, Francesco Bianconi dei Baustelle... mi sarebbe piaciuto
vederla in finale. Altre canzoni? Più che altro c'erano molti artisti
che mi piacciono in generale, da Noemi a Marco Mengoni, che secondo me
meritava di vincere perchè la sua canzone "Credimi Ancora" era perfetta per un'occasione così italiana come quella del Festival di Sanremo.

Per
quanto riguarda "Meno Male" la polemica che ha accompagnato il tuo
brano si è concentrata soprattutto su Carla Bruni, ma tu hai dichiarato
che parla soprattutto della disinformazione in Italia. Oltre alla Bruni
avevi altri nomi in mente quando hai scritto il testo con Frankie HI-
NRG?

"Una volta che la canzone è stata cantata per fortuna
si sono risolti tanti equivoci, si è capito che non ce l'avevo
assolutamente con Carla Bruni. Ho usato il suo nome come pretesto per
parlare d'altro come spesso si fa per parlare di altri problemi gravi,
di situazioni scomode. Il testo di questa canzone è stato cambiato
varie volte, proprio per renderlo più aggiornato ed evitare di
collegarlo a fatti che potessero scadere come uno yogurt col passare
dei giorni. Si parla del caso Marrazzo quando dico "soldi e coca sul
comò", ma parla anche dei terremotati aquilani che sono ancora in
vacanza. Dico "vacanza" perchè avevano persino pensato di proporre delle crociere a
persone che si trovano ancora ospiti degli alberghi sulla riviera
adriatica! Il problema esiste e continua a esistere nonostante si
parlasse in quei giorni di Carla Bruni".
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un Festival "patinato" come quello di Sanremo che effetto ti ha fatto
cantare "Meno Male" con il Coro dei Minatori di Santa Fiora che porta
sulle spalle una realtà ben diversa e più dura rispetto a quella
televisiva?

"Beh, infatti erano degli alieni su quel
palco, loro si occupano di canti popolari e musica tradizionale legata
alle storie dei minatori. Provengono da un piccolo paese di duemila
persone, una realtà veramente piccola. Resistono ancora con una
formidabile solidarietà tra persone che nelle grandi metropoli è
svanita, è andata pian piano scomparendo. Diconseguenza avere loro
intorno a me è stato come avere una famiglia, degli amici,anche perchè
ci lega un anno di musica fatta insieme. E' stata veramente una grande
gioia l'arrivo insperato di questa esibizione, è stato come concedermi
un piccolo regalo".

Proprio in questi giorni si parla
molto dei gruppi che continuano ad comparire su Facebook contro
disabili e minoranze di ogni tipo, con messaggi di odio e
discriminazione. Ti sei occupato spesso di emarginati dalla società di
diverso tipo, a partire dai tuoi "matti". Cosa ne pensi di questo
fenomeno, qual è il tuo rapporto con internet?

"Diciamo che
per me è una via di mezzo, serve per comunicare, certo, anche perchè
anch'io ho un blog e la mia pagina di Facebook che controllo spesso,
non giornalmente ma quasi. Internet è una finestra dalla quale io posso
interagire con gli altri, ecco. Anche durante il Festival mi è capitato
di scrivere delle cose sulla mia pagina Facebook proprio per
puntualizzare alcune cose o se era necessario stemperare le polemiche.
E' uno strumento limitato che può diventare illimitato... Per dirti,
sto preparando la mia tournèe e grazie a internet posso cercare dove
trovare i miei abiti di scena (ride), quindi lo utilizzo in
vari modi, anche per informarmi, visto che comunque invece di comprare
il giornale si può visitare il sito di Repubblica, il Corriere o quel
che si vuole. Personalmente spesso consulto soprattutto il sito
dell'Ansa, è molto immediato.

Per le minoranze può essere un modo per essere visibili su internet, una finestra aperta sul mondo, su ciò che ci circonda,
può essere un mezzo anche per creare delle stanze.
Certo, ci rende invincibili virtualmente, quando si creano dei
nickname, degli alter ego, ma dietro lo schermo rimangono sempre delle
persone. E io preferisco le persone che si firmano perchè non hanno
paura di nascondersi dietro un nomignolo".

Com'è nata
la collaborazione con il quartetto genovese di musica classica Gnu
Quartet - che dopo aver suonato in alcuni tuoi brani di "Grand Hotel"
ora ti accompagnerà anche sul palco?

"Questa è una storia che racconto molto volentieri! Sono stati gli Gnu a venire a un mio concerto proprio a Genova! (ride)
Mi hanno portato un loro cd nel quale c'erano delle loro versioni di
brani famosi, soprattutto di De André, e la volta dopo ci siamo
incontrati per fare una cosa insieme a Sestriere. Per quell'occasione
avevano preparato quattro o cinque brani miei in versione da camera,
nel loro stile. Inutile dirti che me ne sono innamorato subito e ho
deciso di portarmeli in concerto. Fin dalla prima volta sul palco
insieme è stata una cosa bellissima, una collaborazione molto
istantanea. Da lì poi abbiamo fatto tante date anche se non continue,
lo facciamo ora per il "Grand Hotel Cristicchi". E il 20 aprile saremo proprio al Teatro Politeama di Genova".

Infatti
il 9 aprile partirà da Milano il tuo nuovo tour "Grand Hotel
Cristicchi". Gli appuntamenti confermati arrivano fino alla fine di
maggio, come pensi che sarà la tua estate 2010? Progetti in vista?

"Per
l'estate girerò con un tour vero e proprio, in questi mesi con gli Gnu
presenterò il disco in questa versione un po' particolare. Da giugno in
poi invece continuerò con un'altra band per portare avanti un tour vero
e proprio, "classico". Da novembre in poi reciterò nel monologo "Li
Romani in Russia" con la regia di Alessandro Benvenuto. Lo spettacolo
sarà un'esperimento, vestirò i panni dell'attore, da solo senza musiche
o canzoni, una sorta di narrazione, penso che sarà un'esperienza molto
interessante, sono curioso di vedere come andrà".
Fonte
Kaiser
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