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Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona

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Messaggio Da Lavinia il Mer 18 Ago 2010, 20:46

sophia ha scritto:Mi pare che esprimere idee politiche in un concerto, acclamare idee politiche contrarie a quelle del governo, esprimere dissenso politico é un diritto costituzionalmenmte garantito.
Siamo in dittatura
.

Dici benissimo Sophia.

Art. 21 Cost: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. [...] Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume."

Si può criticare, disapprovare e persino disprezzare un certo spettacolo e un certo modo di pensare ma non lo si può per questo impedire! E' inconcepibile che questi assessori, sindaci e pseudopolitici della Repubblica Italiana si esprimano e agiscano in questo modo. Siamo proprio in una dittatura, ogni giorno si permettono un abuso di potere e una censura in più. Ma mi chiedo: l'opinione pubblica è desta? Spesso ho l'impressione che, a parte una piccola parte, la popolazione sia ormai assopita e assuefatta a qualunque cosa, pigra, incapace di reagire...spero di sbagliarmi, scusate lo sfogo pessimistico.
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Messaggio Da Lavinia il Mer 18 Ago 2010, 20:52

Gaufre ha scritto:dal Fatto Quotidiano del 18 agosto:

MUSICISTI CENSURATI di Valerio Venturi
Purché non parli

Bravo, bene, bis. Quanto ci piace
l'artista, la rockstar. Purché non
parli. Purché non prenda posizione sui
fattacci della politica, purchè non osi
avere una vita personale fuori canoni,
provocare, dire cose scomode. Certo, in
Italia non è nato il punk, non ha
bazzicato Patti Smith e neanche una
brutta copia di Marilyn Manson. Ma chi
non sa che il rocker è per definizione
“agent provocateur”? Siamo sicuri che la
musica debba solo intrattenere, parlare
di sole-cuore-amore? I cattivi d’Italia,
come Socrate corruttori della gioventù,
si chiamano Piero Pelù o Morgan. Basta
dire qualcosa di chiaro – neanche di
sinistra, per parafrasare Moretti – e
subito scatta la scomunica. Attaccano
Berlusconi? Sono anti-berlusconiani.
Criticano le politiche del governo?
Terroristi. E se ammettono di fare uso di
droga? Prepariamo i bastoni da picco e i
forconi, i tossici vanno cacciati. Cioè: i
tossici “alternativi”, quelli col capello
sbarazzino; se vanno in Mercedes con la
polo giusta nessun problema.
L’importante è non dire. O fare cose
conformiste anti-conformiste. Del tipo:
Corona scorrazzi pure su tv e rotocalchi,
visto che è figo. Morgan non rompa, non
faccia X-Factor, non Sanremo, né lui né
Belen, neanche se è difeso da sua santità
Mina. Ma il babau del giorno è
indubbiamente Piero Pelù, passato da
punk, raro pregio di dire le cose facendo
nomi e cognomi – a differenza di tanti
vaghi, rivoluzionari, impegnati e
alternativi artisti nostrani, che per
capire un testo ci vuole il Mago Otelma.
Il toscano è colpevole di lesa maestà: ha
criticato Berlusconi e Dell'Utri. Sbotta
tale Dalì (assessore alla cultura e alle
politiche giovanili della Provincia di
Palermo; l’altro Dalì si rivolterebbe nella
tomba): ”Invito tutti i primi cittadini
della Sicilia a non ospitare più artisti che
hanno come unico scopo il pontificare,
predicare e fare lotta politica.” Pelù ha
offeso: d'estate, solo estathè e armi di
distrazione di massa.

Applausi a questo articolo! bravo Domani compro il fatto quotidiano!
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Messaggio Da Chiara 75 il Mer 18 Ago 2010, 21:00

La notte della coscienza: Morgan, Litfiba e Elton John artisti censurati

18-08-2010 Fe­de­ri­ca di Spi­lim­ber­go

Stra­na e­sta­te, quel­la del 2010. Un’e­sta­te in cui, per la prima volta, la mu­si­ca, anzi, chi la fa, per fatti che poco c’en­tra­no con l’arte, viene ves­sa­to. Viene im­pe­di­to all’ar­ti­sta di es­se­re tale, a causa della sua vita per­so­na­le o del suo pen­sie­ro po­li­ti­co. Mor­gan. I Lit­fi­ba. Elton John. Tre ar­ti­sti molto di­ver­si tra loro per ge­ne­re di mu­si­ca, ma ac­co­mu­na­ti dalla ‘cen­su­ra’ pa­ti­ta per qual­co­sa che con la loro mu­si­ca non ha nien­te a che ve­de­re.

Fatti gravi che ri­schia­no di pas­sa­re i­nos­ser­va­ti, persi tra le co­lon­ne dei quo­ti­dia­ni, so­ver­chia­ti dalle lo­ve-sto­ry e­sti­ve di que­sta o quel­la ve­li­na, con que­sto o quel cal­cia­to­re.

In­nan­zi tutto Mor­gan. E’ an­co­ra lui a far par­la­re di sé, ma que­sta volta in ma­nie­ra as­so­lu­ta­men­te in­vo­lon­ta­ria. I fatti: il sin­da­co le­ghi­sta di Ve­ro­na, Fla­vio Tosi, de­ci­de di ne­ga­re l’Arena di Ve­ro­na a Marco Ca­stol­di, in arte Mor­gan, per­ché ‘si droga’. Per i più di­sat­ten­ti, nell’in­ver­no scor­so, Mor­gan aveva ri­la­scia­to un’in­ter­vi­sta nella quale am­met­te­va di fare uso di crack. I mo­ra­li­sti sal­ta­ro­no tutti in piedi, fino ad ot­te­ner­ne l’e­sclu­sio­ne dal Fe­sti­val di San­re­mo e, pro­ba­bil­men­te, da X-Fac­tor dove era stato giu­di­ce per le prime tre e­di­zio­ni.

Un’am­mis­sio­ne, quel­la di Mor­gan, che gli è co­sta­ta fin trop­po, dal punto di vista pro­fes­sio­na­le e umano. A­des­so, dopo un pe­rio­do non certo fa­ci­le, è in tour con l’En­sem­ble Sym­pho­ny Or­che­stra di Massa Car­ra­ra: un con­cer­to che, o­vun­que abbia fatto tappa, ha messo d’ac­cor­do cri­ti­ca e pub­bli­co nell’af­fer­ma­re le qua­li­tà mu­si­ca­li e ar­ti­sti­che di Ca­stol­di.

Ma a Ve­ro­na que­sto non basta. A Ve­ro­na, per suo­na­re, è ne­ces­sa­rio fare il test an­ti-dro­ga. Op­pu­re – in clas­si­co stile 'fa­ri­seo' – dro­gar­si e non dirlo. Già, per­ché que­sto è il punto: Mor­gan non è senz’altro il solo mu­si­ci­sta a fare uso di stu­pe­fa­cen­ti, ma è il solo a pa­ga­re per que­sto, a­ven­do avuto il co­rag­gio, la sfron­ta­tez­za o l’in­co­scien­za di dirlo.

Ar­chi­via­to il caso di Ve­ro­na, scen­dia­mo a sud e ci spo­stia­mo nella sem­pre bel­lis­si­ma Si­ci­lia, che ha dato i na­ta­li a tanti ar­ti­sti pre­sen­ti e pas­sa­ti. Qua hanno fatto tappa i Lit­fi­ba. Ed è così che il con­cer­to di Cam­po­fe­li­ce di Roc­cel­la, in pro­vin­cia di Pa­ler­mo, di­ven­ta ‘pie­tra dello scan­da­lo’.

I fatti: Pelù, ha a­per­to il con­cer­to sa­lu­tan­do «il po­po­lo della Tri­na­cria e gli spi­ri­ti li­be­ri, a chi crede che Dell’Utri ci ha rotto il cazzo, giu­sto per met­te­re in chia­ro su­bi­to le cose’» ed ha dato il ben­ve­nu­to nello ‘stato li­be­ro di Lit­fi­ba’. Du­ran­te il con­cer­to ha, poi, par­la­to della ‘morte della P2’, ha sa­lu­ta­to 'la na­sci­ta della P3' e, na­tu­ral­men­te, ha an­co­ra ci­ta­to Dell’Utri, la mafia, la ‘n­dran­ghe­ta, la ca­mor­ra e 'papi-Sil­vio Ber­lu­sco­ni'.

Ac­co­sta­men­ti che non sono stati gra­di­ti dall’as­ses­so­re pro­vin­cia­le alle Po­li­ti­che gio­va­ni­li, l’az­zur­ro Eu­se­bio Dalì, di soli 34 anni, e­spo­nen­te del Pdl-Si­ci­lia di Mic­ci­ché, il quale non ha perso l’oc­ca­sio­ne per stare zitto e ha af­fer­ma­to che la band di Pelù e Ren­zul­li «ha of­fe­so l’in­tel­li­gen­za dei gio­va­ni si­ci­lia­ni, al­me­no di quel­li, e sono pro­prio tanti, che sanno a­scol­ta­re buona mu­si­ca, senza farsi fuor­via­re da squal­li­di mes­sag­gi po­pu­li­sti e de­ma­go­gi­ci».

Grave? Ab­ba­stan­za, ma non trop­po. Ad es­se­re grave è qual­cos’altro: la mi­nac­cia – forse qual­co­sa di più con­cre­to – e­spres­sa da Dalì di non far più e­si­bi­re grup­pi ‘come i ‘Lit­fi­ba’ in Si­ci­lia. Af­fi­dan­do le sue pa­ro­le a un co­mu­ni­ca­to, l’il­lu­mi­na­to as­ses­so­re in­vi­ta: «l'in­col­pe­vo­le sin­da­co Vasta e tutti i primi cit­ta­di­ni della Si­ci­lia a non o­spi­ta­re più ar­ti­sti che hanno come unico scopo il pon­ti­fi­ca­re, pre­di­ca­re e fare lotta po­li­ti­ca, ser­ven­do­si di quel­la po­ten­tis­si­ma arma che è la mu­si­ca e la sua ca­pa­ci­tà di pe­ne­tra­re le gio­va­ni sen­si­bi­li­tà, di for­mar­le o di pla­giar­le a se­con­da dei casi». Ma non si li­mi­ta a que­sto, in­vi­ta il grup­po fio­ren­ti­no «a chie­de­re scusa alla Si­ci­lia, ai si­ci­lia­ni che sono per la stra­gran­de mag­gio­ran­za per­so­ne o­ne­ste e li­be­re, a fare solo e sem­pli­ce­men­te mu­si­ca, la­scian­do stare la vol­ga­re pro­pa­gan­da, che tocca temi e con­cet­ti che di fatto di­sco­no­sco­no».

La fol­lia di que­sta presa di po­si­zio­ne, in real­tà, si com­men­ta da sola. E’ im­ba­raz­zan­te per­fi­no dover par­la­re di que­ste pa­ro­le. Se gli au­spi­ci dell’as­ses­so­re alle Po­li­ti­che Gio­va­ni­li della Pro­vin­cia di Pa­ler­mo sa­ran­no ac­col­ti, la re­gio­ne Si­ci­lia non avrà più modo di a­scol­ta­re nes­sun grup­po che, oltre a fare mu­si­ca, pensi ed e­spri­ma le sue o­pi­nio­ni.

Af­fer­ma­zio­ni che de­fi­ni­re gra­vis­si­me è an­co­ra eu­fe­mi­sti­co. Forse solo le dit­ta­tu­re su­da­me­ri­ca­ne pos­so­no van­ta­re am­mi­ni­stra­to­ri più li­be­ra­li e il­lu­mi­na­ti di al­cu­ni no­stri e­sem­pla­ri.

Ul­ti­mo caso: Elton John. A lui po­treb­be es­se­re vie­ta­to di e­si­bir­si a Trani, per­ché gay. Ora, che Elton John sia o­mos­ses­sua­le è una no­ti­zia ab­ba­stan­za ri­sa­pu­ta anche nel più re­mo­to an­go­lo del mondo. Che per que­sto, nel Terzo Mil­len­nio, nella ci­vi­lis­si­ma I­ta­lia, debba es­se­re pe­na­liz­za­to e non possa suo­na­re, fa o­ne­sta­men­te ac­cap­po­na­re la pelle.

I fatti: ad in­ne­sca­re la bomba, que­sta volta c’ha pen­sa­to il Va­ti­ca­no, o me­glio, un suo e­mi­nen­te e­spo­nen­te, il ve­sco­vo e­me­ri­to di Gros­se­to, mons. Gia­co­mo Ba­bi­ni, che, at­tra­ver­so il web si sca­glia con­tro gli o­mos­ses­sua­li. Il sito è www.​pon­ti­fex.​roma.​it, da dove la sua voce si eleva sten­to­rea: «I cat­to­li­ci fa­reb­be­ro bene ad oc­cu­pa­re la piaz­za della cat­te­dra­le di Trani per pro­te­sta con­tro Elton John. In­cre­di­bi­le che canti da­van­ti ad una chie­sa. Non se ne può più degli o­mo­ses­sua­li».

Co­mu­ne e Curia di Trani per ora tac­cio­no, ma che il con­cer­to, già cam­bia­to di lo­ca­tion, dalla piaz­za prin­ci­pa­le della città, dove si af­fac­cia il duomo, al piaz­za­le del mo­na­ste­ro di Co­lon­na, sia in forse è una voce che rim­bal­za con sem­pre mag­gio­re forza dal web ai gior­na­li. In­som­ma: nel Terzo Mil­len­nio, a Trani non ci si e­si­bi­sce di fron­te alle chie­se se gay. Di­chia­ra­ti ov­via­men­te.

Tre sto­rie, di­ver­se, ma ac­co­mu­na­te dall’as­sur­di­tà. Tre sto­rie che rac­con­ta­no l’I­ta­lia in cui vi­via­mo e che ci fanno com­pren­de­re come l’i­po­cri­sia sia alla base di tutto in que­sto Paese. Si fac­cia di tutto: ci si dro­ghi, si sia gay o si abbia qual­sia­si idea, pur­ché que­sto non venga mai e­spres­so in ma­nie­ra chia­ra, pa­le­se, forte. Per­ché così le co­scien­ze po­tran­no dor­mi­re.

E al­lo­ra.... Buo­na­not­te, co­scien­za



http://www.loschermo.it/articoli/view/28558
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Messaggio Da Pearl il Mer 18 Ago 2010, 21:04

lepidezza ha scritto:
Come valuta tutta la sua vicenda?

«C'è un solo colpevole: la droga. Morgan è una delle poche persone di livello che ci sono in Italia. È un artista da coccolare, proteggere, e tenersi stretto. Sono preoccupato per lui, e voglio che stia di nuovo bene e torni presto a fare tante cose. È una persona che crede in quello che fa. E in Italia ci vuole gente così».

non so come termina l'intervista e bisogna sempre valutare la credibilità dei tagli e della trascrizione.
Ma se questo passaggio fosse fedele mostrerebbe che la posizione di Elio nei confronti di Morgan è tutt'altro che solidale per l'epurazione che ha subito.
Il colpevole è solo la droga?
Masi? Rai, Mazzi? Sanremo,Xfactor Magnolia Gori? Tosi e la caccia alle streghe?
E' perfettamente inutile stimare le doti e i meriti dell'artista se poi non esprimi condanna per quel che si è consumato ai suoi danni.
Speriamo che torni a fare tante cose e stia bene?
Ma non è mica infermo o inchiodato in una clinica di tossicodipendenti ed è per questo che non può lavorare a X factor.

E' perfettamente inutile osannare le capacità artistiche di Castoldi e tacere sulla mannaia che rai e produzione hanno fatto calare sulla sua testa.
Ma del resto uno che lo sostituisce come potrebbe?

E' ovvio che Elio appena arrivato non si potesse mettere a parlar male dei dirigenti.
Poi al di là di tutto contratti non rispettati, mancato Sanremo ecc. non si può negare che la causa a monte di tutto ciò sia la droga.
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Messaggio Da Lavinia il Mer 18 Ago 2010, 21:12

Chiara 75 ha scritto:La notte della coscienza: Morgan, Litfiba e Elton John artisti censurati

18-08-2010 Fe­de­ri­ca di Spi­lim­ber­go

Stra­na e­sta­te, quel­la del 2010. Un’e­sta­te in cui, per la prima volta, la mu­si­ca, anzi, chi la fa, per fatti che poco c’en­tra­no con l’arte, viene ves­sa­to. Viene im­pe­di­to all’ar­ti­sta di es­se­re tale, a causa della sua vita per­so­na­le o del suo pen­sie­ro po­li­ti­co. Mor­gan. I Lit­fi­ba. Elton John. Tre ar­ti­sti molto di­ver­si tra loro per ge­ne­re di mu­si­ca, ma ac­co­mu­na­ti dalla ‘cen­su­ra’ pa­ti­ta per qual­co­sa che con la loro mu­si­ca non ha nien­te a che ve­de­re.

Fatti gravi che ri­schia­no di pas­sa­re i­nos­ser­va­ti, persi tra le co­lon­ne dei quo­ti­dia­ni, so­ver­chia­ti dalle lo­ve-sto­ry e­sti­ve di que­sta o quel­la ve­li­na, con que­sto o quel cal­cia­to­re.

In­nan­zi tutto Mor­gan. E’ an­co­ra lui a far par­la­re di sé, ma que­sta volta in ma­nie­ra as­so­lu­ta­men­te in­vo­lon­ta­ria. I fatti: il sin­da­co le­ghi­sta di Ve­ro­na, Fla­vio Tosi, de­ci­de di ne­ga­re l’Arena di Ve­ro­na a Marco Ca­stol­di, in arte Mor­gan, per­ché ‘si droga’. Per i più di­sat­ten­ti, nell’in­ver­no scor­so, Mor­gan aveva ri­la­scia­to un’in­ter­vi­sta nella quale am­met­te­va di fare uso di crack. I mo­ra­li­sti sal­ta­ro­no tutti in piedi, fino ad ot­te­ner­ne l’e­sclu­sio­ne dal Fe­sti­val di San­re­mo e, pro­ba­bil­men­te, da X-Fac­tor dove era stato giu­di­ce per le prime tre e­di­zio­ni.

Un’am­mis­sio­ne, quel­la di Mor­gan, che gli è co­sta­ta fin trop­po, dal punto di vista pro­fes­sio­na­le e umano. A­des­so, dopo un pe­rio­do non certo fa­ci­le, è in tour con l’En­sem­ble Sym­pho­ny Or­che­stra di Massa Car­ra­ra: un con­cer­to che, o­vun­que abbia fatto tappa, ha messo d’ac­cor­do cri­ti­ca e pub­bli­co nell’af­fer­ma­re le qua­li­tà mu­si­ca­li e ar­ti­sti­che di Ca­stol­di.

Ma a Ve­ro­na que­sto non basta. A Ve­ro­na, per suo­na­re, è ne­ces­sa­rio fare il test an­ti-dro­ga. Op­pu­re – in clas­si­co stile 'fa­ri­seo' – dro­gar­si e non dirlo. Già, per­ché que­sto è il punto: Mor­gan non è senz’altro il solo mu­si­ci­sta a fare uso di stu­pe­fa­cen­ti, ma è il solo a pa­ga­re per que­sto, a­ven­do avuto il co­rag­gio, la sfron­ta­tez­za o l’in­co­scien­za di dirlo.

Ar­chi­via­to il caso di Ve­ro­na, scen­dia­mo a sud e ci spo­stia­mo nella sem­pre bel­lis­si­ma Si­ci­lia, che ha dato i na­ta­li a tanti ar­ti­sti pre­sen­ti e pas­sa­ti. Qua hanno fatto tappa i Lit­fi­ba. Ed è così che il con­cer­to di Cam­po­fe­li­ce di Roc­cel­la, in pro­vin­cia di Pa­ler­mo, di­ven­ta ‘pie­tra dello scan­da­lo’.

I fatti: Pelù, ha a­per­to il con­cer­to sa­lu­tan­do «il po­po­lo della Tri­na­cria e gli spi­ri­ti li­be­ri, a chi crede che Dell’Utri ci ha rotto il cazzo, giu­sto per met­te­re in chia­ro su­bi­to le cose’» ed ha dato il ben­ve­nu­to nello ‘stato li­be­ro di Lit­fi­ba’. Du­ran­te il con­cer­to ha, poi, par­la­to della ‘morte della P2’, ha sa­lu­ta­to 'la na­sci­ta della P3' e, na­tu­ral­men­te, ha an­co­ra ci­ta­to Dell’Utri, la mafia, la ‘n­dran­ghe­ta, la ca­mor­ra e 'papi-Sil­vio Ber­lu­sco­ni'.

Ac­co­sta­men­ti che non sono stati gra­di­ti dall’as­ses­so­re pro­vin­cia­le alle Po­li­ti­che gio­va­ni­li, l’az­zur­ro Eu­se­bio Dalì, di soli 34 anni, e­spo­nen­te del Pdl-Si­ci­lia di Mic­ci­ché, il quale non ha perso l’oc­ca­sio­ne per stare zitto e ha af­fer­ma­to che la band di Pelù e Ren­zul­li «ha of­fe­so l’in­tel­li­gen­za dei gio­va­ni si­ci­lia­ni, al­me­no di quel­li, e sono pro­prio tanti, che sanno a­scol­ta­re buona mu­si­ca, senza farsi fuor­via­re da squal­li­di mes­sag­gi po­pu­li­sti e de­ma­go­gi­ci».

Grave? Ab­ba­stan­za, ma non trop­po. Ad es­se­re grave è qual­cos’altro: la mi­nac­cia – forse qual­co­sa di più con­cre­to – e­spres­sa da Dalì di non far più e­si­bi­re grup­pi ‘come i ‘Lit­fi­ba’ in Si­ci­lia. Af­fi­dan­do le sue pa­ro­le a un co­mu­ni­ca­to, l’il­lu­mi­na­to as­ses­so­re in­vi­ta: «l'in­col­pe­vo­le sin­da­co Vasta e tutti i primi cit­ta­di­ni della Si­ci­lia a non o­spi­ta­re più ar­ti­sti che hanno come unico scopo il pon­ti­fi­ca­re, pre­di­ca­re e fare lotta po­li­ti­ca, ser­ven­do­si di quel­la po­ten­tis­si­ma arma che è la mu­si­ca e la sua ca­pa­ci­tà di pe­ne­tra­re le gio­va­ni sen­si­bi­li­tà, di for­mar­le o di pla­giar­le a se­con­da dei casi». Ma non si li­mi­ta a que­sto, in­vi­ta il grup­po fio­ren­ti­no «a chie­de­re scusa alla Si­ci­lia, ai si­ci­lia­ni che sono per la stra­gran­de mag­gio­ran­za per­so­ne o­ne­ste e li­be­re, a fare solo e sem­pli­ce­men­te mu­si­ca, la­scian­do stare la vol­ga­re pro­pa­gan­da, che tocca temi e con­cet­ti che di fatto di­sco­no­sco­no».

La fol­lia di que­sta presa di po­si­zio­ne, in real­tà, si com­men­ta da sola. E’ im­ba­raz­zan­te per­fi­no dover par­la­re di que­ste pa­ro­le. Se gli au­spi­ci dell’as­ses­so­re alle Po­li­ti­che Gio­va­ni­li della Pro­vin­cia di Pa­ler­mo sa­ran­no ac­col­ti, la re­gio­ne Si­ci­lia non avrà più modo di a­scol­ta­re nes­sun grup­po che, oltre a fare mu­si­ca, pensi ed e­spri­ma le sue o­pi­nio­ni.

Af­fer­ma­zio­ni che de­fi­ni­re gra­vis­si­me è an­co­ra eu­fe­mi­sti­co. Forse solo le dit­ta­tu­re su­da­me­ri­ca­ne pos­so­no van­ta­re am­mi­ni­stra­to­ri più li­be­ra­li e il­lu­mi­na­ti di al­cu­ni no­stri e­sem­pla­ri.

Ul­ti­mo caso: Elton John. A lui po­treb­be es­se­re vie­ta­to di e­si­bir­si a Trani, per­ché gay. Ora, che Elton John sia o­mos­ses­sua­le è una no­ti­zia ab­ba­stan­za ri­sa­pu­ta anche nel più re­mo­to an­go­lo del mondo. Che per que­sto, nel Terzo Mil­len­nio, nella ci­vi­lis­si­ma I­ta­lia, debba es­se­re pe­na­liz­za­to e non possa suo­na­re, fa o­ne­sta­men­te ac­cap­po­na­re la pelle.

I fatti: ad in­ne­sca­re la bomba, que­sta volta c’ha pen­sa­to il Va­ti­ca­no, o me­glio, un suo e­mi­nen­te e­spo­nen­te, il ve­sco­vo e­me­ri­to di Gros­se­to, mons. Gia­co­mo Ba­bi­ni, che, at­tra­ver­so il web si sca­glia con­tro gli o­mos­ses­sua­li. Il sito è www.​pon­ti­fex.​roma.​it, da dove la sua voce si eleva sten­to­rea: «I cat­to­li­ci fa­reb­be­ro bene ad oc­cu­pa­re la piaz­za della cat­te­dra­le di Trani per pro­te­sta con­tro Elton John. In­cre­di­bi­le che canti da­van­ti ad una chie­sa. Non se ne può più degli o­mo­ses­sua­li».

Co­mu­ne e Curia di Trani per ora tac­cio­no, ma che il con­cer­to, già cam­bia­to di lo­ca­tion, dalla piaz­za prin­ci­pa­le della città, dove si af­fac­cia il duomo, al piaz­za­le del mo­na­ste­ro di Co­lon­na, sia in forse è una voce che rim­bal­za con sem­pre mag­gio­re forza dal web ai gior­na­li. In­som­ma: nel Terzo Mil­len­nio, a Trani non ci si e­si­bi­sce di fron­te alle chie­se se gay. Di­chia­ra­ti ov­via­men­te.

Tre sto­rie, di­ver­se, ma ac­co­mu­na­te dall’as­sur­di­tà. Tre sto­rie che rac­con­ta­no l’I­ta­lia in cui vi­via­mo e che ci fanno com­pren­de­re come l’i­po­cri­sia sia alla base di tutto in que­sto Paese. Si fac­cia di tutto: ci si dro­ghi, si sia gay o si abbia qual­sia­si idea, pur­ché que­sto non venga mai e­spres­so in ma­nie­ra chia­ra, pa­le­se, forte. Per­ché così le co­scien­ze po­tran­no dor­mi­re.

E al­lo­ra.... Buo­na­not­te, co­scien­za



http://www.loschermo.it/articoli/view/28558

Alè!

Toto-censura (suggerimento per le iniziative di Giops occhiolino ): a quale cantante toccherà la prossima volta? Ricchi premi per chi indovina per primo! UAUAUA!
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Messaggio Da Mede@ il Mer 18 Ago 2010, 21:14

Elio è un gran paraculo.

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Messaggio Da rossadavino il Mer 18 Ago 2010, 21:36

Mede@ ha scritto:Elio è un gran paraculo.


quoto Medea Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona - Pagina 12 187966
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Messaggio Da nonhol'età il Mer 18 Ago 2010, 21:47

lepidezza ha scritto:
Come valuta tutta la sua vicenda?

«C'è un solo colpevole: la droga. Morgan è una delle poche persone di livello che ci sono in Italia. È un artista da coccolare, proteggere, e tenersi stretto. Sono preoccupato per lui, e voglio che stia di nuovo bene e torni presto a fare tante cose. È una persona che crede in quello che fa. E in Italia ci vuole gente così».

non so come termina l'intervista e bisogna sempre valutare la credibilità dei tagli e della trascrizione.
Ma se questo passaggio fosse fedele mostrerebbe che la posizione di Elio nei confronti di Morgan è tutt'altro che solidale per l'epurazione che ha subito.
Il colpevole è solo la droga?
Masi? Rai, Mazzi? Sanremo,Xfactor Magnolia Gori? Tosi e la caccia alle streghe?
E' perfettamente inutile stimare le doti e i meriti dell'artista se poi non esprimi condanna per quel che si è consumato ai suoi danni.
Speriamo che torni a fare tante cose e stia bene?
Ma non è mica infermo o inchiodato in una clinica di tossicodipendenti ed è per questo che non può lavorare a X factor.

E' perfettamente inutile osannare le capacità artistiche di Castoldi e tacere sulla mannaia che rai e produzione hanno fatto calare sulla sua testa.
Ma del resto uno che lo sostituisce come potrebbe?

Ti straquoto. E' quello che ho pensato io ieri sera e che ho detto conversando con qualcuno. In soldoni, tra le righe, ha detto che deve star fuori dalle scatole fin che non è disintossicato e poi tornerà a fare delle cose.
Ho visto alcuni giorni fa un video del programma di Pezzi che andava in onda su MTV nel '98 dove ospiti c'erano Elio e Morgan. La differenza abissale fra i due si vedeva d'allora. Poi sia lui che Ruggeri hanno in testa di dimostrare che sono più bravi, si accomodino ma non rompano prima del tempo.
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Messaggio Da nonhol'età il Mer 18 Ago 2010, 21:48

Mede@ ha scritto:Elio è un gran paraculo.

Una vera perla di saggezza Inchino pungere
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Messaggio Da Mede@ il Mer 18 Ago 2010, 21:57

nonhol'età ha scritto:
Mede@ ha scritto:Elio è un gran paraculo.

Una vera perla di saggezza Inchino pungere

Ho il dono della sintesi sorrisodiscuse

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Messaggio Da pannasmontata il Gio 19 Ago 2010, 07:28

Mede@ ha scritto:Elio è un gran paraculo.

Abbiamo trovato il re dei paraculo allora....
pochi giorni fa Ventura dopo la dichiarazione su Morgan
è stata eletta regina!!
Chi ha il pelo sullo stomaco (ma non sulla lingua ) impari come si fa Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona - Pagina 12 905791
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Messaggio Da malwinka il Gio 19 Ago 2010, 07:56

Il Giornale, giovedì 19 agosto 2010

La Lega riabilita il ribelle Morgan: canterà al Teatro Romano di Verona

di Stefano Zurlo

Pace fatta col sindaco Tosi che non voleva concedere lo spazio cittadino dopo l’outing dell’artista sull’uso di cocaina. Oggi l’incontro in municipio

Una stretta di mano fra il sindaco leghista e l’artista trasgressivo. Un’ipotesi che solo poche ore fa sembrava fantascienza, invece l’arte diplomatica può produrre miracoli. Perfino colmare il Mar Rosso dell’incomunicabilità che separava Flavio Tosi, il borgomastro decisionista di Verona, e Morgan, l’idolo di X Factor. «Morgan non canterà mai a Verona», aveva sentenziato Tosi e Morgan, attraverso il suo avvocato, l’aveva diffidato. Pareva tutto finito e pure malamente, ma dietro le quinte delle dichiarazioni e contro-dichiarazioni aggressive l’entourage del primo cittadino e lo staff del cantante lavoravano per ricucire. E questa mattina lo storico incontro dovrebbe aver luogo nella cornice istituzionale del municipio.
Con Morgan non si può mai sapere, ma le indiscrezioni della vigilia, superblindata per non compromettere il delicato momento, sono chiare: i due ci hanno ripensato. O meglio, Tosi ha preso per buone le smentite e le rettifiche diffuse a raffica da Morgan a proposito del tormentone sulle droghe. In un’intervista al mensile Max, il cantante aveva affermato di far uso di cocaina. Quel colloquio gli aveva procurato un sacco di guai, cominciando dall’esclusione del festival di Sanremo e allora l’artista ha cercato di recuperare il terreno perduto.
Ispirato dal suo avvocato Giampaolo Cicconi, il cantante ha provato a rettificare, anzi a smentire i contenuti di quell’intervista, poi in tutte le occasioni possibili e immaginabili ha preso le distanze dal personaggio ultratrasgressivo ormai messo al bando dal sistema dei media. L’artista ha cercato di ridipingere la propria immagine, di sfuggire al ruolo, in verità un po’ scontato, di icona maledetta. Ma il tentativo di risalire la china non è facile. Perfino l’attrice Asia Argento, con cui Morgan aveva avuto una relazione da cui era nata una figlia, è partita dalla cocaina per arrivare a chiedere, nientemeno, la decadenza di Morgan dalla potestà. La causa è in corso, senza esclusione di colpi, e ancora una volta il cantante deve combattere contro quell’immagine quasi luciferina di sé che lo precede ovunque vada.
Se i rapporti con l’ex compagna si sono fatti pessimi, si può immaginare il muro che il sindaco Tosi ha innalzato per proteggere i suoi giovani dalla sirena Morgan. «Morgan danneggia i messaggi antidroga- ha spiegato il sindaco - dunque non gli daremo il Teatro Romano, che è di proprietà comunale, la sera del 4 settembre».
Una posizione intransigente nel più puro spirito leghista. Del resto da sempre la Lega si erge come baluardo della civiltà e delle tradizioni squassate da personaggi alla Morgan che sembrano fatti apposta per sovvertire le regole. Se a questo si aggiunge che Verona è una città ultrasensibile al tema delle droghe, una città che nel passato è stata flagellata dal’eroina, si capisce il perché della crociata leghista. Ma le precisazioni e le correzioni di Morgan devono aver fatto cambiare idea al sindaco. In gran segreto. Inutile proseguire una battaglia di principio quando l’artista ha pubblicamente preso le distanze da quell’intervista e ha sconfessato le sue esternazioni più scandalose. Meglio stringersi la mano e meglio, molto meglio, ascoltare la sua voce la sera del 4 settembre. Anche perché la tribù dei suoi fan è molto estesa.
La pace può essere firmata a metà strada; Morgan ha chiarito, nessuno vuole farsi del male in un conflitto che è andato anche troppo avanti. Al clima di distensione ha contribuito anche il programma radiofonico La zanzara che ospitato, in due successive puntate, i contendenti. Attraverso il microfono di Giuseppe Cruciani, Morgan e il sindaco si sono parlati. Oggi si vedranno riservatamente. Per darsi appuntamento al teatro Romano, la sera del 4 settembre.


http://www.ilgiornale.it/interni/la_lega_riabilita_ribelle_morgan_cantera_teatro_romano_verona/19-08-2010/articolo-id=467787-page=0-comments=1
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Messaggio Da nonhol'età il Gio 19 Ago 2010, 10:01

Grazie mille, Malwi.
Speriamo in bene, anche perchè non conviene a nessuno dei due contendenti barricarsi nelle proprie posizioni.
Comunque era meglio se il Giornale lo scriveva domani l'articolo perchè qualsiasi piccola cosa può pregiudicare il buon esito.
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Messaggio Da Pearl il Gio 19 Ago 2010, 10:04

Penso che se la notizia è già uscita, qualcosa di concreto già c'è, io sono ottimista.
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Messaggio Da Chiara 75 il Gio 19 Ago 2010, 10:04

nonhol'età ha scritto:Grazie mille, Malwi.
Speriamo in bene, anche perchè non conviene a nessuno dei due contendenti barricarsi nelle proprie posizioni.
Comunque era meglio se il Giornale lo scriveva domani l'articolo perchè qualsiasi piccola cosa può pregiudicare il buon esito.

Stavo per scrivere la stessa cosa...Io sono ancora molto scettica. bah!
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Messaggio Da nonhol'età il Gio 19 Ago 2010, 10:11

Chiara, mare in tempesta??? \\\\\\\\'zzo sorpreso AIUT!
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Messaggio Da Chiara 75 il Gio 19 Ago 2010, 10:15

nonhol'età ha scritto:Chiara, mare in tempesta??? \\\\\\\\'zzo sorpreso AIUT!

Mare in tempesta,ma in fondo c'è il faro...La guida,l'approdo,il rifugio...
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Messaggio Da Gaufre il Gio 19 Ago 2010, 10:23

nonhol'età ha scritto:Grazie mille, Malwi.
Speriamo in bene, anche perchè non conviene a nessuno dei due contendenti barricarsi nelle proprie posizioni.
Comunque era meglio se il Giornale lo scriveva domani l'articolo perchè qualsiasi piccola cosa può pregiudicare il buon esito.
Direi che non mi pare sbalorditivo che l'unico giornale a pubblicare la notizia sia il Giornale... la notizia gli è stata data, ovviamente.
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Messaggio Da Gaufre il Gio 19 Ago 2010, 10:31

ancora sul caso Elton John
Spoiler:
Elton John, no al concerto, è omosessuale

Com’è lontano il tempo di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, faro indistinto per uomini e donne al di là delle loro abitudini sessuali. Il Vescovo che – come scrive Nichi Vendola
nella prefazione a “Teologia degli oppressi” – insegnava la bellezza
della convivenza, che è qualcosa di più della tolleranza. Questi sono i
tempi bui di una Chiesa che crea solchi anziché accorciare le distanze,
più propensa a dialogare con il potere che ad accogliere le storie
dell’umanità fatte di “carne, fatica, sangue, dolore, emarginazione,
offese, violenza”. L’omosessualità è tornata con forza a essere il male
da combattere, la ragione di crociate della modernità.

Popstar nel mirino

L’ultimo bersaglio in ordine di tempo è una delle popstar più famose nel panorama internazionale: Elton John che, a questo punto è d’obbligo dire “dovrebbe” esibirsi in concerto a Trani il 22 settembre prossimo nella Piazza Duomo,
su cui si affaccia la Cattedrale. “I cattolici farebbero bene ad
occupare la piazza della cattedrale di Trani per protesta. Incredibile
che canti davanti ad una chiesai”, tuona Monsignor Giacomo Babini,
vescovo emerito di Grosseto, dal sito cattolico pontifex.roma.it. E come se non bastasse aggiunge: ”Meglio non nascere che vivere certe esistenze.
Oggi i cattolici sono chiamati all’impegno militante, e davanti alla
omosessualità francamente non se ne può più. Ora meglio che quella
piazza la occupino i sani cattolici che i sostenitori del cantante tra i
quali facile trovare soggetti dalle tendenze strane”. Pronta la
risposta – ancora più sconcertante e se si vuole violenta – del
titolare del sito, il vescovo toscano Bruno Volpe che chiama i fedeli
alla rivolta: “Un vescovo non può impedire di fare svolgere una
manifestazione pubblica o un concerto sul suolo comunale, ma i cattolici
hanno il diritto di farsi sentire e prima che quella piazza la occupi
certa gente, tanto vale che la invadano loro”. Inutile dire che gli
amministratori, organizzatori del concerto, tra cui il sindaco di Trani,
l’ex consigliere comunale di An Giuseppe Tarantini, e il sindaco di
Margherita di Savoia, Gabriella Carlucci, (componente della commissione
cultura del Pdl alla Camera), non se lo sono fatti ripetere due volte e
hanno spostato l’evento nella Piazza del Monastero di Colonna.
Tace, almeno ufficialmente, il vescovo di Trani monsignor Giovanni
Battista Pichierri, che la cronaca ricorda per aver difeso Silvio
Berlusconi in occasione dell’inchiesta della procura di Trani Rai-Agcom:
“Credo che sia diritto di un cittadino e di un governante, in qualsiasi
latitudine del mondo, chiedere alle autorità competenti che i programmi
della tv siano per lo meno imparziali. Le trasmissioni televisive e in
genere le informazioni devono essere orientate alla ricerca del bene
comune e del progresso e dunque rispettose della dignità delle persone.
Se poi sono ideologicamente orientate o prevenute questo è un errore che
va corretto”. Un chiaro riferimento ad Annozero, il programma di Michele Santoro
che il premier avrebbe voluto far chiudere facendo pressioni sul
direttore dell’Agcom Innocenzi. “In effetti, ultimamente qualche volta
si è esagerato con programmi evidentemente tendenziosi dimenticando che
in politica il bene non sta tutto da una parte e neanche il male.
Occorre seguire linee rispettose della dignità delle persone nella
informazione, di imparzialità e pluralismo”. Continua il vescovo di
Trani Pichierri aggiungendo un attacco anche alla magistratura
politicizzata: “In politica non esistono satana o nemici, ma avversari
che bisogna sempre rispettare con le armi della dialettica e mai
dell’insulto o della via giudiziaria. Certo se qualcuno ha sbagliato, è
giusto che la magistratura faccia il suo compito, ma senza fare il tifo
per nessuno o contro nessuno”.

L’ironia vietata


E quando non ci pensa la Chiesa a censurare i legittimi orientamenti
sessuali arriva la censura politica. Bersaglio sempre la musica. I
giovani che fanno capo alla corrente di Gianfranco Micciché hanno
duramente attaccato i Litfiba perché il cantante Piero Pelù dal palco
durante il concerto di Campofelice di Roccella ha ironizzato sulla P3,
su “Papi” e affermato che il senatore Marcello Dell’Utri : “Ci ha rotto
il c…”. Apriti cielo. La prima a scatenare l’attacco è stata Costanza
Castello, coordinatrice dei club del Pdl-Sicilia: “La libertà di
espressione quando diventa libero sfogo dei sentimenti più squallidi,
offensivi e di incitamento all’odio non può essere difesa ad oltranza ma
si espone necessariamente alla critica e al biasimo. E noi ci sentiamo
profondamente toccati dalla mancanza assoluta di rispetto dei Litfiba
nei confronti di quei siciliani che pur amando la loro musica e le loro
canzoni non tollerano questi comportamenti di violenza verbale”. Fino ad
inoltrare alla band toscana la richiesta di rimborso del biglietto
perché continua la giovane attivista del Pdl “i concerti rock di
politico dovrebbero avere ben poco”. Il concerto sarebbe stato stato
“incitamento all’odio” e i Litfiba sarebbero venuti meno “moralmente” ai
loro obblighi contrattuali con il pubblico. Evidentemente la band non
ha visto che nel contratto c’era una clausola: “Non nominare il nome di Berlusconi invano”.
Poco importa se tutto questo equivale al contravvenire al diritto
sancito dall’articolo 21 della Costituzione, della libertà di
manifestare il proprio pensiero. Eppure la chiamano libertà di critica.
Solidarietà ai Litfiba è arrivata da Leoluca Orlando. Mentre il sindaco
di San Mauro Castelverde Mario Azzolini, vuole dare la cittadinanza
onoraria delle Madonie alla band toscana e il sindaco di Pollina Gulotta
sta organizzando un dibattito pubblico con il gruppo musicale.
Solidarietà nociva per il consigliere Pdl della Provincia di Palermo
Vincenzo Lomeo che spiega: “Fare a gara per esprimere la solidarietà più
singolare ai Litfiba non aiuta il sano dibattito politico”. Per la
Chiesa è sano chi non è gay. Per il Pdl non è sano chi critica
Berlusconi e il suo più stretto e fedele senatore, Marcello Dell’Utri. E
la chiamano democrazia.

da il Fatto Quotidiano del 19 agosto 2010

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/19/elton-johnno-al-concertoe-omosessuale/51351/
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Messaggio Da lepidezza il Gio 19 Ago 2010, 11:34

il calo di consensi per la chiesa infatti non è un caso.
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Messaggio Da lepidezza il Gio 19 Ago 2010, 11:45

L'assessore Dalì contro i Litfiba:"non si può fare lotta politica, servendosi di quella potentissima arma che è la musica e la sua capacità di penetrare le giovani sensibilità, di formarle o di plagiarle a seconda dei casi"."Invece bisogna comprarsi televisioni,fondare partiti,farsi eleggere,diventare presidente del consiglio e farsi tante altre cose".


E' pro- pro-, è proibito! HUAH!

Litfiba dal palco attaccano Dell'Utri.
Che risponde, silenziosamente, con un bacio.


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Messaggio Da lepidezza il Gio 19 Ago 2010, 11:49

Monsignor Giacomo Babini: "No al concerto di Elton John a Trani".
Vuole essere l'unico in città con un abbigliamento ridicolo.


”Meglio non nascere che vivere certe esistenze".
Come quella di Monsignor Babini.

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Messaggio Da RebeMuso il Gio 19 Ago 2010, 11:52

Mah, speriamo che il Sindaco abbia davvero acceso il cervello, ma anche io aspetterei a cantar vittoria..

Comunque quoto anche io la perla di saggezza di Medea: "Elio è un gran paraculo". Mi hai tolto le parole di bocca, non potevi esprimerti meglio. =D
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Messaggio Da lepidezza il Gio 19 Ago 2010, 12:01

tra i paraculi ci sono tutti quelli che partecipano a xfactor dopo l'epurazione e la censura ingiustificata.
Ci sono tutti quelli che fanno spallucce e non si esprimono contro l'ingiustizia.
maionchi elio ruggeri tatangelo facchinetto.
Ventura visto che ha un conflitto di interessi( magnolia di gori produce l'isola)anche con la rete ..
non mi risulta che fazio abbia detto alcunchè
clerici e mazzi e tutti gli artisti che non hanno condannato la censura a un collega( poteva capitare a loro)come è accaduto con Busi.
La solidarietà la si pretende ma difficilmente la si da.
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Messaggio Da nonhol'età il Gio 19 Ago 2010, 12:08

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