Acqua pubblica o privata?

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Messaggio Da killer73 il Gio 22 Lug 2010, 21:55

se manchera l acqua ce laveremo cor vino.

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"Se i giovani si organizzano,si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi,non c'e' scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia". (Enrico Berlinguer)



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Messaggio Da nonhol'età il Gio 22 Lug 2010, 22:02

UAUAUA! UAUAUA! UAUAUA! UAUAUA! UAUAUA!

tu per un pediluvio cosa consigli?
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Messaggio Da killer73 il Gio 22 Lug 2010, 22:05

un buon bardolino del 76 Acqua pubblica o privata? - Pagina 2 765817

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Messaggio Da LucyGordon il Ven 23 Lug 2010, 11:51

"Referendum sull'acqua, un risveglio delle coscienze? Macché, la gente vuole solo poter bere e a basso prezzo"

"Acqua per lavarsi, acqua per bere o acqua per fare il bagno?". Acqua per vivere, bene comune, di tutti e per tutti. "Giusta, sacrosanta battaglia, in luglio poi con questo caldo...". Ironia? Tutt'altro. Il sociologo e saggista Sabino Acquaviva sfata tutti i miti: un milione e 400mila firme per il referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua non segnano il risveglio dell'assopita coscienza degli italiani.
Ma un risultato di questo genere, professore, neanche ai tempi del referendum sul divorzio che pure incendiò gli animi. Sicuro che non sia un ritorno della passione politica?
"No, assolutamente. Vuol dire solo che c'è la passione per l'acqua. Poi un milione di firme con il caldo che fa è ovvio che arrivano. Non è un problema politico, il problema dell'acqua è un problema epidermico. Ed è più forte in questo periodo che l'acqua manca. Secondo me si è fatta adesso la raccolta delle firme perché la temperatura è elevata e quindi si sarebbero raccolte più firme a favore (ride). A parte l'ironia, io non sono né pro né contro, però sa è luglio...".



continua qui:
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/07/22/intervista_sabino_acquaviva.html




Giusto per puntualizzare il qualunquismo di certi professoroni, io ho firmato ad aprile come tanta altra gente.
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Messaggio Da Mede@ il Ven 23 Lug 2010, 12:13

Acqua ai privati, Fitto
esulta e Tremonti
attacca il referendum



ROMA - «L'acqua appartiene al popolo » e il referendum è «un falso ideologico ». Con queste parole il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, bolla i quesiti referendari «anti-privatizzazione » della risorsa idrica, poco dopo che il Consiglio dei ministri aveva dato il via libera al regolamento dei servizi pubblici locali – proposto dal ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto – che, di fatto, ne liberalizza i servizi di affidamento della gestione.

Mentre la «Relazione annuale al Parlamento sullo stato dei servizi idrici» disegna un quadro «carente» per investimenti e infrastrutture idriche, con troppa «insoddisfazione » da parte dei cittadini per i servizi offerti. Secondo Tremonti, a proposito del referendum sostanzialmente contro il decreto Ronchi (nella parte in cui norma di acqua), la direttiva giunge come applicazione di «un trattato « su cui «non ci può essere referendum abrogativo».

Per il ministro delle Politiche Ue, Andrea Ronchi, le firme raccolte sono state raccolte «su una bugia» che, aggiunge Tremonti, non rende «cristallina» la situazione. Ora, a rafforzare il contenuto del dl Ronchi ci penserà il regolamento sui servizi pubblici locali, approvato dal Cdm, come conferma il ministro Fitto: il testo del regolamento, oltre a «completare il decreto Ronchi», stabilisce anche le modalità di gara e l'istituzione di u n’autorità terza, rispondendo «alle critiche e alle strumentalizzazioni sul tema dell’acqua».

E che l’acqua sia «un bene pubblico» lo ribadisce il ministero dell’Ambiente, anche perchè – spiega il capo di gabinetto, Michele Corradino – «nessuna norma dice il contrario». Anzi, sarebbe proprio «l'indiscussa natura pubblica a imporne una sua regolamentazione quale bene economico prezioso ». La logica della campagna referendaria, rileva il presidente di Federutility (federazione che associa il 95% delle aziende di gestione dell’acqua), Roberto Bazzano, è «pericolosa» perchè porterebbe «al completo scollamento tra costi oggettivi del servizio e corrispettivi pagati».

Non si fa attendere la risposta del Forum italiano dei movimenti per l’acqua: a 1,4 milioni di cittadini il governo «risponde procedendo all’attuazione dei decreti di privatizzazione. Se l’acqua appartiene al popolo perchè Tremonti dà il servizio idrico ai privati».

La commissione di Vigilanza sui servizi idrici mette però in guardia sul clima di contrapposizione che si è creato con il referendum anche perchè – secondo il presidente Passino – sarebbe mosso più da «insoddisfazioni» per lo stato delle cose che da «principi». Sarebbe allora il caso di aprire «un tavolo istituzionale» per valutare le diverse proposte.

Secondo la relazione il 34% della popolazione è ancora con il vecchio regime del sistema tariffario, mentre gli investimenti pubblici sono mediamente più bassi e più complicati. Un allarme viene poi lanciato per gli sprechi e le «perdite d’acqua» pari al 37,3% che mettono a rischio famiglie e imprese: sono un «fenomeno gravissimo di crescente pericolosità per la siccità, aumentata a causa dei cambiamenti climatici, che raggiunge nel nostro Paese livelli difficilmente sostenibili con intere aree dove l’acqua non è una certezza».

I «quattro pilastri, non conseguibili senza il coinvolgimento delle regioni», su cui sta lavorando la commissione di Vigilanza riguardano «l'ammodernamento delle norme tariffarie con una proposta da presentare al ministro, il miglioramento dell’af fidamento del servizio, la creazione di un quadro informativo valido, fissando standard di prestazione del servizio».

LE PERDITE NEGLI ACQUEDOTTI. IN PUGLIA IL 54%, IN BASILICATA IL 58%
Un quadro di «carenza» in cui manca ancora una gestione affidabile dell’acqua per garantire i giusti servizi ai cittadini. Un esempio significativo di questa situazione è rappresentato dal pericoloso caso degli sprechi e delle «perdite d’acqua» pari al 37,3% che mette a rischio famiglie e imprese. Questo lo stato dell’arte dei servizi idrici nel nostro Paese disegnato dalla «Relazione annuale al Parlamento» della commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche (Conviri).

Le perdite d’acqua, dice Roberto Passino, presidente della commissione, sono un «fenomeno gravissimo che pone a rischio interessi di rango primario a danno di famiglie e imprese» e «di crescente pericolosità per la siccità, aumentata a causa dei cambiamenti climatici ». In Piemonte, per esempio, nell’Autorità d’ambito di Verbano, Cusio, Ossola e Piano Novarese, le perdite arrivano al 78%, nell’Autorità d’ambito del Veneto alto le perdite arrivano al 68%, sono al 69% nell’area del Sele in Campania.

Ecco una mappa dei principali dati volumetrici relativi alle perdite idriche per le principali aree del nostro Paese (in base al volume non fatturato sul totale del volume immesso nel sistema):
– Torino perdite al 26%
- Milano al 19%
–Venezia al 30%
– Trieste al 39%
– Genova al 27%
– Bologna al 25%
– Toscana del nord al 40%
–Perugia al 47%
- Ancona al 30%
–Roma al 29%
– in Campania per l’area sarnese vesuviana al 51%
– in tutta la Puglia al 54%
– in Basilicata al 58%
– in Calabria (a Cosenza e Crotone) si aggirano intorno al 33%
– a Catania al 33%
– a Enna al 52%
– a Caltanissetta al 47%
- in Sardegna al 54%.


http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=352645&IDCategoria=1

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Acqua pubblica o privata? - Pagina 2 Empty La privatizzazione dell'acqua

Messaggio Da echo il Ven 15 Apr 2011, 11:47






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