Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona

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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Mer 01 Set 2010, 18:53

maimeri grazie per tutto quello che hai scritto. Incluso il discorso sulla cultura napoletana, che conosco non molto bene ma abbastanza per amare quella città.
bacio

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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Mer 01 Set 2010, 18:59

liz ha scritto: dal mio punto di vista però, e agisco così anche memore della mia esprienza sul palco, cerco di non valutare né la faccia né il culo di un artista, ma la musica che propone. se poi uno la pensa diversamente e vuole valutare anche la persona oltre che la musica proposta, e se la faccia di un artista dà tanto fastidio, si può sempre smettere di seguirlo.

Scusami Liz, ma non mi pare che Morgan sia andato da Santoro per parlare di musica. Quando farà la musica, o parlera di essa, allora valuterò solo questo.

Herbert von Karajan è il direttore d'orchestra che ammiro di più, in assoluto. L'ammiro come artista, anzi l'adoro!!!
Ma,non posso dire la stessa cosa di lui per aver fatto parte del partito nazista, anche se lui nazista non lo era affatto.

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Messaggio Da maimeri il Mer 01 Set 2010, 19:14

Amantide_Religiosa ha scritto:maimeri grazie per tutto quello che hai scritto. Incluso il discorso sulla cultura napoletana, che conosco non molto bene ma abbastanza per amare quella città.
bacio

pianto2


Amantide_Religiosa ha scritto:
liz ha scritto: dal mio punto di vista però, e agisco così anche memore della mia esprienza sul palco, cerco di non valutare né la faccia né il culo di un artista, ma la musica che propone. se poi uno la pensa diversamente e vuole valutare anche la persona oltre che la musica proposta, e se la faccia di un artista dà tanto fastidio, si può sempre smettere di seguirlo.

Scusami Liz, ma non mi pare che Morgan sia andato da Santoro per parlare di musica. Quando farà la musica, o parlera di essa, allora valuterò solo questo.

Herbert von Karajan è il direttore d'orchestra che ammiro di più, in assoluto. L'ammiro come artista, anzi l'adoro!!!
Ma,non posso dire la stessa cosa di lui per aver fatto parte del partito nazista, anche se lui nazista non lo era affatto.


tra l'altro, a parte il fattoc he all'epoca era obbligatorio essere nazisti, vedi anche darth ratzinger, karajan era uno che decideva tutto, anche nei video, lui collaborava strettamente coi registi, correggimi se sbaglio, ama
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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Gio 02 Set 2010, 06:25

maimeri ha scritto:tra l'altro, a parte il fatto che all'epoca era obbligatorio essere nazisti, vedi anche darth ratzinger,

Beh di certo i tempi erano molto diversi, ma non era obbligatorio, di certo non per questa categoria.

Lui divenne membro del partito nazista nel 1933, non per una questione di sopravivenza, ma perchè era ambizioso e conosceva il suo valore artistico. Voleva essere il più grande, come lui pensava di esserlo.
Non posso biasimarlo per questo suo desiderio, e per questo suo bisogno di esprimere se stesso attraverso la musica ai suoi massimi livelli. Non era un nazista, la sua seconda moglie era di origine ebrea eppure lo ha sposato nell'42.
Però, resta sempre l'altra possibilità che aveva, e cioè andare via come avevano fatto tanti artisti, scrittori, scenziati dell'epoca, e non tutti erano ebrei.

Toscanini lasciò l'Italia fascista.

Erich Kleiber era direttore dell'Opera di Berlino e non solo non era membro del partito, ma ha dato le dimissioni quando il Partito Nazista dichiarò che l'opera di Alban Berg era "musica degenerata".
Rifiutò anche il contratto con La Scala, quando l'Italia introdusse le leggi razziali. Fece lo stesso con i russi, dopo la guerra, quando rifiutò la loro offerta di essere il direttore dell'Opera di Berlino, che era nella zona russa.
Infatti, non ebbe mai un posto fisso poi, come direttore d'orchestra

Furtwängler, uno dei più grandi direttori d'orchestra del XX secolo, non ha mai aderito al partito nazista, pur restando in Germania. Rifiutava pubblicamente di fare il saluto nazista, e una volta pocco prima di inziare a dirigere un concerto, Goebbels andò da lui sul palco e gli strinse la mano. Furtwängler in modo plateale (ci sono i filmati) prese il suo fazzoletto e puli la mano. Eppure, anche lui è stato criticato molto perchè era rimasto e aveva lavorato in Germania durante il periodo nazista.

Richard Strauss (i suoi lavori erano amati da Hitler perchè faceva parte della scuola di Wagner) odiava i nazisti e non ha mai aderito al partito nazista.
Aveva accettato il posto di presidente del Reichsmusikkammer tra l'altro ignorando il ban messo per i compositori di origine ebraica. Comunque, Strauss era ovunque acclamato e celebrato come il più grande compositore vivente, non aveva bisogno di salvaguardare i propri interessi o di accrescere la sua fama ormai assodata. Aveva 70 anni, ed era anche ricco. Aveva accetato perchè la sua nuora e quindi i suoi nipoti erano ebrei. Voleva proteggere loro, cosa che non riuscì a farlo del tutto in ogni caso. La suocera del suo figlio mandata nel campo di concentramento, mentre suo figlio con la moglie arrestati dalla Gestapo.
Quando la Germania nazista si preparava alla guerra, lui scrisse Friedenstag (Giornata di Pace), un'opera che è un inno alla pace e che infuriò i nazisti.

La lista è lunga e non voglio allungarmi troppo e annoiarvi. sorrisodiscuse

Il punto è che in Germania, durante quel periodo, i migliori intelletuali, i musicisti più notevoli e popolari erano sdegnati dal nazionalsocialismo, e se ne erano andati. Mentre i pochi solidali (o comunque sottomessi e/o passivi)con i nazisti erano degli sconosciuti al gran pubblico tedesco e internazionale. Perciò, al regime nazista faccevano comodo. I Nazisti non amavano i tipi come Furtwängler, Kleiber e Strauss, ma loro comunque erano nella posizione degli intoccabili. Anche se devo aggiungere che Karajan, all'epoca, era il più giovanne di tutti e il meno famoso a livello internazionale.

Karajan ha contribuito nella popolarità (per quanto piccola, media o grande che sia) del regime nazista.
Probabilmente (ma questa è una mia opinione) lui pensava che la Germania era il paese migliore per poter fare ciò che lui sognava di fare. Infatti la Germania era il paese numero uno, per quanto riguarda la mussica classica e non solo. Era la culla della civiltà, dei grandi musicisti, scrittori, intelletuali, filosofi etc., culturalmente era all'apice.

Inoltre, era molto tedesco e forse per lui era impensabilie di lasciare la Germania.
Otto Klemperer non è mai riusciuto ad addattarsi in America, dopo che aveva lasciato la Germania nazista, anche se era celebrato, amato e di grande fama internazionale. Ebbe una vita difficile, depressione e altre mille peripezie. Zweig si suicidò insieme alla moglie in Brasile, due anni dopo che aveva lasciato l'Austria. In fine, credo che si possa parlare anche di una grande miopia politica.

Tu hai espresso benissimo quello che alcuni di noi sentiamo (uso la parola sento perchè non solo la penso ma lo sento proprio) verso "il caso Morgan".
Perciò non vorrei portare la discussione all'infinito e ripetermi troppo. Ma, ci sono dei periodi, ci sono delle teorie, e azioni pericolosi, con le quali tutti gli artisti vengono chiamati a confrontarsi.

Toscanini disse di Strauss (pensa un pò): "Per Strauss compositore levo il capello. Per Strauss uomo lo rimetto".

Morgan ha comunque la sua musica. Suggerisco a Morgan compositore e uomo di scrivere della bella musica. Esprimersi attraverso i suoi testi, che sono bellissimi. Parlare di musica, letteratura (quella che conosce) e arte in generale. Per il resto, un pò di silenzio.

karajan era uno che decideva tutto, anche nei video, lui collaborava strettamente coi registi, correggimi se sbaglio, ama

No che non ti sbagli. Karajan era un "despota", :sorriso4: con se stesso e con gli altri. Despota nel senso che aveva una disciplina di acciaio.
Collaborava molto con i registi, anche se amava fare quasi tutto da solo. occhiolino

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Messaggio Da lepidezza il Gio 02 Set 2010, 08:38

Amantide_Religiosa ha scritto:
maimeri ha scritto:tra l'altro, a parte il fatto che all'epoca era obbligatorio essere nazisti, vedi anche darth ratzinger,

Beh di certo i tempi erano molto diversi, ma non era obbligatorio, di certo non per questa categoria.

Lui divenne membro del partito nazista nel 1933, non per una questione di sopravivenza, ma perchè era ambizioso e conosceva il suo valore artistico. Voleva essere il più grande, come lui pensava di esserlo.
Non posso biasimarlo per questo suo desiderio, e per questo suo bisogno di esprimere se stesso attraverso la musica ai suoi massimi livelli. Non era un nazista, la sua seconda moglie era di origine ebrea eppure lo ha sposato nell'42.
Però, resta sempre l'altra possibilità che aveva, e cioè andare via come avevano fatto tanti artisti, scrittori, scenziati dell'epoca, e non tutti erano ebrei.

Toscanini lasciò l'Italia fascista.

Erich Kleiber era direttore dell'Opera di Berlino e non solo non era membro del partito, ma ha dato le dimissioni quando il Partito Nazista dichiarò che l'opera di Alban Berg era "musica degenerata".
Rifiutò anche il contratto con La Scala, quando l'Italia introdusse le leggi razziali. Fece lo stesso con i russi, dopo la guerra, quando rifiutò la loro offerta di essere il direttore dell'Opera di Berlino, che era nella zona russa.
Infatti, non ebbe mai un posto fisso poi, come direttore d'orchestra

Furtwängler, uno dei più grandi direttori d'orchestra del XX secolo, non ha mai aderito al partito nazista, pur restando in Germania. Rifiutava pubblicamente di fare il saluto nazista, e una volta pocco prima di inziare a dirigere un concerto, Goebbels andò da lui sul palco e gli strinse la mano. Furtwängler in modo plateale (ci sono i filmati) prese il suo fazzoletto e puli la mano. Eppure, anche lui è stato criticato molto perchè era rimasto e aveva lavorato in Germania durante il periodo nazista.

Richard Strauss (i suoi lavori erano amati da Hitler perchè faceva parte della scuola di Wagner) odiava i nazisti e non ha mai aderito al partito nazista.
Aveva accettato il posto di presidente del Reichsmusikkammer tra l'altro ignorando il ban messo per i compositori di origine ebraica. Comunque, Strauss era ovunque acclamato e celebrato come il più grande compositore vivente, non aveva bisogno di salvaguardare i propri interessi o di accrescere la sua fama ormai assodata. Aveva 70 anni, ed era anche ricco. Aveva accetato perchè la sua nuora e quindi i suoi nipoti erano ebrei. Voleva proteggere loro, cosa che non riuscì a farlo del tutto in ogni caso. La suocera del suo figlio mandata nel campo di concentramento, mentre suo figlio con la moglie arrestati dalla Gestapo.
Quando la Germania nazista si preparava alla guerra, lui scrisse Friedenstag (Giornata di Pace), un'opera che è un inno alla pace e che infuriò i nazisti.

La lista è lunga e non voglio allungarmi troppo e annoiarvi. sorrisodiscuse

Il punto è che in Germania, durante quel periodo, i migliori intelletuali, i musicisti più notevoli e popolari erano sdegnati dal nazionalsocialismo, e se ne erano andati. Mentre i pochi solidali (o comunque sottomessi e/o passivi)con i nazisti erano degli sconosciuti al gran pubblico tedesco e internazionale. Perciò, al regime nazista faccevano comodo. I Nazisti non amavano i tipi come Furtwängler, Kleiber e Strauss, ma loro comunque erano nella posizione degli intoccabili. Anche se devo aggiungere che Karajan, all'epoca, era il più giovanne di tutti e il meno famoso a livello internazionale.

Karajan ha contribuito nella popolarità (per quanto piccola, media o grande che sia) del regime nazista.
Probabilmente (ma questa è una mia opinione) lui pensava che la Germania era il paese migliore per poter fare ciò che lui sognava di fare. Infatti la Germania era il paese numero uno, per quanto riguarda la mussica classica e non solo. Era la culla della civiltà, dei grandi musicisti, scrittori, intelletuali, filosofi etc., culturalmente era all'apice.

Inoltre, era molto tedesco e forse per lui era impensabilie di lasciare la Germania.
Otto Klemperer non è mai riusciuto ad addattarsi in America, dopo che aveva lasciato la Germania nazista, anche se era celebrato, amato e di grande fama internazionale. Ebbe una vita difficile, depressione e altre mille peripezie. Zweig si suicidò insieme alla moglie in Brasile, due anni dopo che aveva lasciato l'Austria. In fine, credo che si possa parlare anche di una grande miopia politica.

Tu hai espresso benissimo quello che alcuni di noi sentiamo (uso la parola sento perchè non solo la penso ma lo sento proprio) verso "il caso Morgan".
Perciò non vorrei portare la discussione all'infinito e ripetermi troppo. Ma, ci sono dei periodi, ci sono delle teorie, e azioni pericolosi, con le quali tutti gli artisti vengono chiamati a confrontarsi.

Toscanini disse di Strauss (pensa un pò): "Per Strauss compositore levo il capello. Per Strauss uomo lo rimetto".

Morgan ha comunque la sua musica. Suggerisco a Morgan compositore e uomo di scrivere della bella musica. Esprimersi attraverso i suoi testi, che sono bellissimi. Parlare di musica, letteratura (quella che conosce) e arte in generale. Per il resto, un pò di silenzio.

karajan era uno che decideva tutto, anche nei video, lui collaborava strettamente coi registi, correggimi se sbaglio, ama

No che non ti sbagli. Karajan era un "despota", :sorriso4: con se stesso e con gli altri. Despota nel senso che aveva una disciplina di acciaio.
Collaborava molto con i registi, anche se amava fare quasi tutto da solo. occhiolino

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ama un intervento che spiega perfettamente la mia opinione a riguardo.
Occorre scindere e si deve farlo.
la stima meritata sul campo artistico professionale non può e non deve esondare laddove l'uomo si è distinto per mancanza di integrità e coerenza.
Ci sono esempi di artisti che sono altrettanto stimabili per gli uomini che sono perchè si espongono ed esprimono seguendo coscienza,uomini che approvano o disapprovano le proprie azioni secondo il concetto che hanno del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto.

ci sono esempi nel quotidiano di comuni cittadini che contestano l'ingiustizia piuttosto che accettare quel cnverrebbe loro accettare.Spesso rischiano tutto quello che hanno( vedi la protesta dei tre operai alla fiat)ma sanno che a lungo andare andrebbero incontro ad altri compromessi se accettano il primo.

si può e si deve scindere l'uomo dai suoi meriti professionali.
Ecco perchè l'antipatia e le valutazioni sul personaggio/uomo non dovrebbero avere tanto spazio agli occhi della nostra valutazione.
Un cantante si valuta per COSA E COME CANTA
un politico si valuta per COSA FA e non solo COME si dichiara ad intermittenza
un personaggio pubblico deve avere dei meriti e delle opere per il quale essere valutato( bellezza o popolarità da GF isola o gossip vari non lo sono)
la prima valutazione, quella determinante è legata alla professionalità del soggetto in esame.
valutata questa si può procedere alle opinioni e alle dichiarazioni dell'uomo/donna che sta dietro ai suoi meriti professionali etc.
Essere critici o in disaccordo con l'uomo e la sua posizione( incoerente indulgente etc)non significa ridimensionarne la stima professionale.
Si è sempre più inclini invece a ignorare o giustificare gli uomini/ o le donne se ( in questo caso gli artisti) hanno varcato la soglia della nostra stima.

"aver fede è sospendere il giudizio razionale".
Aver fede attiene al sentire, non alla razionalità.


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Messaggio Da Waltzing Matilda il Gio 02 Set 2010, 08:51

Amantide_Religiosa ha scritto:
La lista è lunga e non voglio allungarmi troppo e annoiarvi. sorrisodiscuse

Amantide se vuoi scrivere anche un trattato su questo argomento lo leggerò sempre con piacere! sorriso
Grazie degli interventi
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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Gio 02 Set 2010, 13:19

Grazie Matilde, sei molto gentile sorriso

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Messaggio Da xenas il Gio 02 Set 2010, 13:39

lepidezza ha scritto:
Amantide_Religiosa ha scritto:
maimeri ha scritto:tra l'altro, a parte il fatto che all'epoca era obbligatorio essere nazisti, vedi anche darth ratzinger,

Beh di certo i tempi erano molto diversi, ma non era obbligatorio, di certo non per questa categoria.

Lui divenne membro del partito nazista nel 1933, non per una questione di sopravivenza, ma perchè era ambizioso e conosceva il suo valore artistico. Voleva essere il più grande, come lui pensava di esserlo.
Non posso biasimarlo per questo suo desiderio, e per questo suo bisogno di esprimere se stesso attraverso la musica ai suoi massimi livelli. Non era un nazista, la sua seconda moglie era di origine ebrea eppure lo ha sposato nell'42.
Però, resta sempre l'altra possibilità che aveva, e cioè andare via come avevano fatto tanti artisti, scrittori, scenziati dell'epoca, e non tutti erano ebrei.

Toscanini lasciò l'Italia fascista.

Erich Kleiber era direttore dell'Opera di Berlino e non solo non era membro del partito, ma ha dato le dimissioni quando il Partito Nazista dichiarò che l'opera di Alban Berg era "musica degenerata".
Rifiutò anche il contratto con La Scala, quando l'Italia introdusse le leggi razziali. Fece lo stesso con i russi, dopo la guerra, quando rifiutò la loro offerta di essere il direttore dell'Opera di Berlino, che era nella zona russa.
Infatti, non ebbe mai un posto fisso poi, come direttore d'orchestra

Furtwängler, uno dei più grandi direttori d'orchestra del XX secolo, non ha mai aderito al partito nazista, pur restando in Germania. Rifiutava pubblicamente di fare il saluto nazista, e una volta pocco prima di inziare a dirigere un concerto, Goebbels andò da lui sul palco e gli strinse la mano. Furtwängler in modo plateale (ci sono i filmati) prese il suo fazzoletto e puli la mano. Eppure, anche lui è stato criticato molto perchè era rimasto e aveva lavorato in Germania durante il periodo nazista.

Richard Strauss (i suoi lavori erano amati da Hitler perchè faceva parte della scuola di Wagner) odiava i nazisti e non ha mai aderito al partito nazista.
Aveva accettato il posto di presidente del Reichsmusikkammer tra l'altro ignorando il ban messo per i compositori di origine ebraica. Comunque, Strauss era ovunque acclamato e celebrato come il più grande compositore vivente, non aveva bisogno di salvaguardare i propri interessi o di accrescere la sua fama ormai assodata. Aveva 70 anni, ed era anche ricco. Aveva accetato perchè la sua nuora e quindi i suoi nipoti erano ebrei. Voleva proteggere loro, cosa che non riuscì a farlo del tutto in ogni caso. La suocera del suo figlio mandata nel campo di concentramento, mentre suo figlio con la moglie arrestati dalla Gestapo.
Quando la Germania nazista si preparava alla guerra, lui scrisse Friedenstag (Giornata di Pace), un'opera che è un inno alla pace e che infuriò i nazisti.

La lista è lunga e non voglio allungarmi troppo e annoiarvi. sorrisodiscuse

Il punto è che in Germania, durante quel periodo, i migliori intelletuali, i musicisti più notevoli e popolari erano sdegnati dal nazionalsocialismo, e se ne erano andati. Mentre i pochi solidali (o comunque sottomessi e/o passivi)con i nazisti erano degli sconosciuti al gran pubblico tedesco e internazionale. Perciò, al regime nazista faccevano comodo. I Nazisti non amavano i tipi come Furtwängler, Kleiber e Strauss, ma loro comunque erano nella posizione degli intoccabili. Anche se devo aggiungere che Karajan, all'epoca, era il più giovanne di tutti e il meno famoso a livello internazionale.

Karajan ha contribuito nella popolarità (per quanto piccola, media o grande che sia) del regime nazista.
Probabilmente (ma questa è una mia opinione) lui pensava che la Germania era il paese migliore per poter fare ciò che lui sognava di fare. Infatti la Germania era il paese numero uno, per quanto riguarda la mussica classica e non solo. Era la culla della civiltà, dei grandi musicisti, scrittori, intelletuali, filosofi etc., culturalmente era all'apice.

Inoltre, era molto tedesco e forse per lui era impensabilie di lasciare la Germania.
Otto Klemperer non è mai riusciuto ad addattarsi in America, dopo che aveva lasciato la Germania nazista, anche se era celebrato, amato e di grande fama internazionale. Ebbe una vita difficile, depressione e altre mille peripezie. Zweig si suicidò insieme alla moglie in Brasile, due anni dopo che aveva lasciato l'Austria. In fine, credo che si possa parlare anche di una grande miopia politica.

Tu hai espresso benissimo quello che alcuni di noi sentiamo (uso la parola sento perchè non solo la penso ma lo sento proprio) verso "il caso Morgan".
Perciò non vorrei portare la discussione all'infinito e ripetermi troppo. Ma, ci sono dei periodi, ci sono delle teorie, e azioni pericolosi, con le quali tutti gli artisti vengono chiamati a confrontarsi.

Toscanini disse di Strauss (pensa un pò): "Per Strauss compositore levo il capello. Per Strauss uomo lo rimetto".

Morgan ha comunque la sua musica. Suggerisco a Morgan compositore e uomo di scrivere della bella musica. Esprimersi attraverso i suoi testi, che sono bellissimi. Parlare di musica, letteratura (quella che conosce) e arte in generale. Per il resto, un pò di silenzio.

karajan era uno che decideva tutto, anche nei video, lui collaborava strettamente coi registi, correggimi se sbaglio, ama

No che non ti sbagli. Karajan era un "despota", :sorriso4: con se stesso e con gli altri. Despota nel senso che aveva una disciplina di acciaio.
Collaborava molto con i registi, anche se amava fare quasi tutto da solo. occhiolino

Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona - Pagina 21 Standingovation

ama un intervento che spiega perfettamente la mia opinione a riguardo.
Occorre scindere e si deve farlo.
la stima meritata sul campo artistico professionale non può e non deve esondare laddove l'uomo si è distinto per mancanza di integrità e coerenza.
Ci sono esempi di artisti che sono altrettanto stimabili per gli uomini che sono perchè si espongono ed esprimono seguendo coscienza,uomini che approvano o disapprovano le proprie azioni secondo il concetto che hanno del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto.

ci sono esempi nel quotidiano di comuni cittadini che contestano l'ingiustizia piuttosto che accettare quel cnverrebbe loro accettare.Spesso rischiano tutto quello che hanno( vedi la protesta dei tre operai alla fiat)ma sanno che a lungo andare andrebbero incontro ad altri compromessi se accettano il primo.

si può e si deve scindere l'uomo dai suoi meriti professionali.
Ecco perchè l'antipatia e le valutazioni sul personaggio/uomo non dovrebbero avere tanto spazio agli occhi della nostra valutazione.
Un cantante si valuta per COSA E COME CANTA
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un personaggio pubblico deve avere dei meriti e delle opere per il quale essere valutato( bellezza o popolarità da GF isola o gossip vari non lo sono)
la prima valutazione, quella determinante è legata alla professionalità del soggetto in esame.
valutata questa si può procedere alle opinioni e alle dichiarazioni dell'uomo/donna che sta dietro ai suoi meriti professionali etc.
Essere critici o in disaccordo con l'uomo e la sua posizione( incoerente indulgente etc)non significa ridimensionarne la stima professionale.
Si è sempre più inclini invece a ignorare o giustificare gli uomini/ o le donne se ( in questo caso gli artisti) hanno varcato la soglia della nostra stima.

"aver fede è sospendere il giudizio razionale".
Aver fede attiene al sentire, non alla razionalità.



non concordo sopratutto nel caso di artisti che uniscono la loro arte a battaglie civili e/o politiche.

Cosa penseresti di Bono che suona e dedica un concerto al capo di una multinazionale o per assurdo a bin laden?



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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Gio 02 Set 2010, 14:00

lepidezza ha scritto:
si può e si deve scindere l'uomo dai suoi meriti professionali.
Ecco perchè l'antipatia e le valutazioni sul personaggio/uomo non dovrebbero avere tanto spazio agli occhi della nostra valutazione.
Un cantante si valuta per COSA E COME CANTA
un politico si valuta per COSA FA e non solo COME si dichiara ad intermittenza
un personaggio pubblico deve avere dei meriti e delle opere per il quale essere valutato( bellezza o popolarità da GF isola o gossip vari non lo sono)
la prima valutazione, quella determinante è legata alla professionalità del soggetto in esame.
valutata questa si può procedere alle opinioni e alle dichiarazioni dell'uomo/donna che sta dietro ai suoi meriti professionali etc.

Grazie per l'applauso Lepi (se era per me sorrisodiscuse ) molto lusingata. timidone

Vorrei rispondere alle parole in grassetto, perchè non sono sicura di aver capito bene il tuo messaggio.

Io personalmente sò scindere, e comunque qui non è in discussione il valore artistico di Morgan. Anche se è da un pò di tempo che mi sembra sterile, spero vivamente che sia solo un periodo che passerà in fretta.

Qui io metto in discussione, e sono molto incazzata, l'artista che per molti anni attraverso la sua musica prima, e la TV dopo, non ha fatto altro che criticare fortemente questo sistema TV. Questa popolarità guadagnata con il marketing (e non per meriti) che dilaga. Questa assenza totale di morale, che parla contro la censura, ma poi và a leccare il culo a coloro che lo hanno censurato. In particolar modo mi riferisco ad un personaggio, profondamente razzista, come Tosi.

Mi dispiace, ma non puoi volere la visibilità quando a te va, perchè hai delle cose da dire sei un grande, ma nel momento che dici e/o fai della cazzate, improvisamente questi sono solo cazzi tuoi.
Quando è andato dalla Bignardi per caso ha parlato di Mahler? Non mi pare. Eppure, l'abbiamo osanato perchè diceva delle verità scomode e sacrosante.

Inoltre non trovo affatto giusto, anzi lo trovo ipocrita l'accusa che ci viene fatto qui di essere dei puristi, poco flessibili etc.etc.

Lo trovo ipocrita perchè ho la sensazione che vengono fatti più per giustificare l'ingiustificabile di un artista che amiamo.

Non lo trovo giusto perchè cercare di mettere nel torto le persone che hanno un pò di amor proprio, e che danno ancora importanza alla loro dignità, principi,ideali e coerenza (chiamateli come volete), beh allora siamo davvero messi male.
Ho fatto dei compromessi anche io, non sono una cieca idealista, ma avevano un limite perchè ho solo una vita da vivere e una sola faccia da presentare a gli altri.

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Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona - Pagina 21 Empty Re: Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona

Messaggio Da Amantide_Religiosa il Gio 02 Set 2010, 14:05

xenas ha scritto:
non concordo sopratutto nel caso di artisti che uniscono la loro arte a battaglie civili e/o politiche.

Cosa penseresti di Bono che suona e dedica un concerto al capo di una multinazionale o per assurdo a bin laden?

Hai assolutamente ragione xenas. Il discorso di lepi credo che si riferisca ad un giudizio strettamente professionale e cioè artistico, se ho capito bene.

Personalmente scindo le cose da questo punto di vista. Se Bono dopo tutto quello che ha fatto, adesso va a fare un concerto per le società che forniscono armi in africa (per esempio) beh non vorrei sentire più di lui. Però se mi chiedi cosa pensi del loro album "The Joshua Tree" (un esempio) direi che è fanstastico. Mi dispiace, ma non posso dire che è una cazzata quando invece è magnifico musicalmente parlando.

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Messaggio Da xenas il Gio 02 Set 2010, 14:10

Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:
non concordo sopratutto nel caso di artisti che uniscono la loro arte a battaglie civili e/o politiche.

Cosa penseresti di Bono che suona e dedica un concerto al capo di una multinazionale o per assurdo a bin laden?

Hai assolutamente ragione xenas. Il discorso di lepi credo che si riferisca ad un giudizio strettamente professionale e cioè artistico, se ho capito bene.

Personalmente scindo le cose da questo punto di vista. Se Bono dopo tutto quello che ha fatto, adesso va a fare un concerto per le società che forniscono armi in africa (per esempio) beh non vorrei sentire più di lui. Però se mi chiedi cosa pensi del loro album "The Joshua Tree" (un esempio) direi che è fanstastico. Mi dispiace, ma non posso dire che è una cazzata quando invece è magnifico musicalmente parlando.

si ma non comprerei più un suo disco.....

nè andrei ad un suo concerto
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Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona - Pagina 21 Empty Re: Veto di Flavio Tosi al concerto di Morgan a Verona

Messaggio Da lepidezza il Gio 02 Set 2010, 14:43

Ama io faccio due valutazioni come tu hai ben sottolineato con il tuo gustosissimo intervento.
I meriti artistici rimangono le posizioni che assumono le opinioni che difendono pubblicamente sono quelle dell'uomo e le valuto separatamente.

l'integrità e la coerenza di una opinione il difendere un principio idem.
facevo i distinguo per Elio e Morgan infatti seguendo questo schema.
Gli uomini sono una faccenda e gli artisti altro.
Ovvio che la valutazione è lontana dal supportarli.
A seconda degli errori di cui si macchiano.
Posso negare il valore del loro lavoro se appoggiano quel che non condivido? non credo.
separo i piani di valutazione e commento e valuto o come direbbe bea Constato le contraddizioni e le pecche.
Dell'uomo e dell'artista.
Quel che vedo spesso è una fede per chiunque che impedisce di separare i piani di valutazione.. e questo vale per gli amici i figli e gli idoli.
Se li abbracciamo siamo indulgenti nel valutarli altrimenti severi e fiscali.
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Messaggio Da Amantide_Religiosa il Gio 02 Set 2010, 15:14

xenas ha scritto:
Amantide_Religiosa ha scritto:
xenas ha scritto:
non concordo sopratutto nel caso di artisti che uniscono la loro arte a battaglie civili e/o politiche.

Cosa penseresti di Bono che suona e dedica un concerto al capo di una multinazionale o per assurdo a bin laden?

Hai assolutamente ragione xenas. Il discorso di lepi credo che si riferisca ad un giudizio strettamente professionale e cioè artistico, se ho capito bene.

Personalmente scindo le cose da questo punto di vista. Se Bono dopo tutto quello che ha fatto, adesso va a fare un concerto per le società che forniscono armi in africa (per esempio) beh non vorrei sentire più di lui. Però se mi chiedi cosa pensi del loro album "The Joshua Tree" (un esempio) direi che è fanstastico. Mi dispiace, ma non posso dire che è una cazzata quando invece è magnifico musicalmente parlando.

si ma non comprerei più un suo disco.....

nè andrei ad un suo concerto

Beh, a seconda delle loro azioni valuto infatti. Come dice lepi, a seconda degli errori di cui si macchiano. Credo che le reazioni poi vengano in modo naturale.

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